Domenica, 07 Dicembre 2014 18:27

I mercati dipendono dalla Bce. I mercati sono la spia della crescente fragilità

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ROMA - I mercati finanziari sono influenzati dalle mosse  della Bce e dipendono oramai in larga misura da ''''ogni gesto o piccola parola delle banche centrali". Lo afferma il capo del dipartimento monetario ed economico della Bri, l''italiano Claudio Borio, nel  rapporto trimestrale, sottolineando ''''le forti e improvvise turbolenze dei listini a metà ottobre subito raffreddate dalle rassicurazioni  degli istituti centrali''''.  

Borio sottolinea che "sotto la spinta delle turbolenze, le cui cause sono ancora difficili da individuare -tanto che ricercatori e autorità di regolamentazione del mercato negli Stati Uniti e altrove stanno  spulciando tra le tonnellate di dati per capire il perché- le banche  centrali hanno diffuso rassicuranti comunicati suggerendo che possono  dilazionare la normalizzazione delle loro politiche alla luce  dell''evolversi delle condizioni macro". 

''Le turbolenze e il ritorno di una forte volatilità sui mercati   -spiega Borio- sono la spia di una crescente fragilità nascosta sotto   la loro vitalità. Frammenti di notizie possono cosi generare effetti   di grandi dimensioni e sarebbe imprudente ignorare che i mercati non   possono stabilizzarsi da soli in maniera completa".   ''''Quello che era altamente anormale, aggiunge Borio- sta  diventando scomodamente normale. Le banche centrali e i mercati stanno  spingendo i rendimenti sui titoli sovrani a livelli minimi   straordinari, inimmaginabili qualche anno fa. I rendimenti dei titoli   di Stato sono ben sotto lo zero in Germania, intorno allo zero in   Giappone e al di sotto dell''1 per cento negli Stati Uniti''''. In più, continua, ''''guardando al futuro, ci sono due sviluppi   importanti nel periodo in esame suscettibili di lasciare un''impronta   profonda sulla scena finanziaria e macroeconomica. Il calo del prezzo   del petrolio e i tassi di cambio. Il primo è frutto principalmente di   un aumento dell''offerta e quindi è sicuramente una buona notizia per l''economia globale. Detto questo, ci sono vincitori e vinti, e il calo  sproporzionatamente può influenzare alcune regioni del mondo, forse   aggravando le vulnerabilità interne''''.  

Sui tassi di cambio, invece, ''''la Bce e la Banca del Giappone hanno   allentato la politica e hanno annunciato azioni verso i titoli di   Stato, mentre al contrario, la Federal Reserve ha fermato le attività   di acquisto, accennando ad un rialzo dei tassi di interesse nel 2015.  Questo ha già provocato notevoli variazioni dei tassi di cambio. Il   dollaro Usa si è apprezzato rispetto all''euro e lo yen, nonché, più in  generale''''.

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