Martedì, 09 Dicembre 2014 10:40

La reazione dei mercati di Europa e Medioriente dopo il mancato QE. VIDEO

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Nella puntata di questa settimana di Business Middle East, daremo uno sguardo alla reazione al meeting finale del 2014 della Banca Centrale Europea. Contrariamente a quanto previsto e nonostante le previsioni sulla crescita e l’inflazione per il periodo 2014 – 2016 siano state tagliate, il presidente della BCE Mario Draghi non ha annunciato alcuna misura straordinaria per stimolare l’economia.

Sembra chiaro che prima di prendere nuovi provvedimenti, la BCE valuterà l’impatto delle misure adottate nel corso del secondo semestre di quest’anno. Verrà anche analizzato l’effetto del calo del prezzo del petrolio sull’inflazione. L’ipotesi ventilata che al momento non ha trovato conferma è quella del Quantitive Easing, circa mille miliardi di euro che potrebbero essere iniettati nell’economia dell’Eurozona. A dispetto della Germania che continua ad opporsi all’idea. Gli indici dei mercati europei, subito dopo il meeting, sono crollati poi però si sono ripresi grazie all’indiscrezione che il programma di QE potrebbe essere adottato nella prossima riunione della BCE, a gennaio. Venerdì gli indici dei principali mercati europei hanno chiuso in rialzo con guadagni che andavano dall’1,13% di Londra al 2,68% di Madrid. Se le indiscrezioni sul programma di acquisto dei titoli di Stato ha aiutato gli indici dei mercati europei, su quelli mediorientali ha pesato la decisione dell’agenzia di rating Standard and Poor’s di abbassare il suo outlook sull’Arabia Saudita da positivo a stabile, a causa della diminuzione del prezzo del petrolio. L’outlook per l’Oman è stato portato a negativo. I mercati della regione Medioriente e Nord Africa domenica mattina hanno aperto in modo contrastato. Daleen Hassan, euronews: “Per saperne di più siamo in collegamento con Nour Eldeen Al- Hammoury, di ADS Securities. Quella della Banca Centrale Europea è stata una strategia o è soltanto una conseguenza inevitabile delle divisioni tra i responsabili della BCE su cosa fare?” Nour Eldeen Al-Hammoury : “Dall’inizio di quest’anno Mario Draghi è stato piuttosto riluttante. Ha preferito aspettare fino a quando le condizioni dell’Eurozona si sono deteriorate prima di prendere qualsiasi misura. Stavolta non c‘è alcuna differenza. La situazione è ancor più seria di prima. Le tensioni interne alla BCE nella politica odierna giocano un ruolo primario. Ma una decisione simile ha bisogno soltanto di una piccola maggioranza e la Germania non può opporsi. Berlino non vuole il quantative easing perché pensa che sia troppo costoso. Ma alla fine la BCE dovrà fare quello di cui l’Eurozona ha bisogno. E non quel che vuole la Germania”. euronews: “Considerando queste politiche, quali sono le prospettive per l’euro e c‘è bisogno un intervento veloce da parte della BCE?” Nour Eldeen Al- Hammoury: “Fino a quando la BCE penserà di aumentare il suo bilancio con altri mille miliardi, l’euro è destinato a rimanere sotto pressione e arriverà a toccare un dollaro e venti nelle prossime settimane. Inoltre penso che la BCE debba intervenire velocemente dato che il crollo del prezzo del petrolio avrà un impatto sull’inflazione”. euronews: “Viste da Abu Dhabi, quali sono le conseguenze delle ultime fluttuazioni dei mercati MENA, nonostante un possibile quantitive easing a gennaio?” Nour Eldeen Al- Hammoury: “In Medioriente ci sono due fattori principali. Il crollo del prezzo del petrolio sta allontanando gli investitori dai mercati e li spinge a cercare altri beni rifugio. Perché tutti hanno paura di un rallentamento dell’economia nei prossimi mesi. Altra storia sono le decisioni delle agenzie di rating che hai menzionato prima. Modificare l’outlook aggiungerà timore e terrà gli investitori lontano almeno per un po’ di tempo”.

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