Martedì, 27 Gennaio 2015 22:24

S&P taglia rating di Mosca. Possibile default. VIDEO

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MOSCA  - La “gelata” è arrivata lunedì sera, a mercati chiusi, e stavolta il meteo non c’entra. Standard & Poor’s ha abbassato il rating della Russia a “doppia B più”, grado al quale viene sconsigliato l’investimento nei bond.

In altre parole, il debito di Mosca è ora al livello “spazzatura”. Era dal lontano 2004 che non accadeva, con l’agenzia americana che, nelle motivazioni, ha sottolineato il vicolo cieco in cui si trova oggi la banca centrale russa. Quasi impossibile tagliare i tassi di interesse ora che la fuga di capitali, che nel 2014 ha raggiunto la cifra record di 151 miliardi di dollari, ha portato al crollo del rublo. Il calo del prezzo del petrolio, dal quale Mosca deriva gran parte delle sue entrate, non ha fatto che aggravare una situazione già drammatica a causa della guerra di sanzioni con l’occidente seguita alla crisi in Ucraina. Il ministero delle Finanze ha reagito annunciando un piano “anti-crisi”: congelamento della spesa, raggiungimento del surplus di bilancio nel 2017 e riforme strutturali. 

Ma il danno è fatto e, alla bocciatura, potrebbero presto seguirne delle altre. Natalia Marshalkovich di Euronews ha parlato con Alexander Knobel , capo del dipartimento del Commercio internazionale presso l’Istituto Gaidar per le Politiche Economiche a Mosca, per approfondire la situazione. Natalia Marshalkovich: “Standard & Poor’s ha abbassato la nota di credito della Russia al livello “spazzatura” per la prima volta da 11 anni. Che significa?” Alexander Knobel : “Ovviamente è una brutta notizia per l’economia russa. Gli investitori, ad ogni modo, se l’aspettavano, dato che le prospettive erano negative. In realtà i mercati dei capitali sono preclusi alle imprese russe già dal periodo marzo-aprile del 2014. Ovviamente l’abbassamento della nota di credito cambierà ufficialmente il comportamento di alcuni investitori, in particolare quello di coloro che nel tempo hanno investito nell’economia russa, in quanto li obbligherà a cambiare la struttura dei loro portafogli e a disimpegnarsi dai titoli azionari russi. 

Per quanto riguarda gli investimenti diretti, non farà una grande differenza. Ciò che è importante per questo genere di investimenti è la situazione economica generale. Il cui stato attuale non è un segreto per nessuno. Il rublo perderà ancora un 3-5%”. Natalia Marshalkovich: “Parliamo delle sanzioni. Ormai sono attive da un bel po’ di tempo e a breve potrebbero arrivarne delle altre. Il rating della Russia adesso è a livello “spazzatura”. Dove potrebbero trovare i soldi le imprese in modo tale da ripagare almeno i loro debiti?” Alexander Knobel : “Dipende dal tipo di azienda. È vero che le imprese russe oggi non possono prendere in prestito denaro sui mercati internazionali per rifinanziare il proprio debito. Alcune aziende privilegiate potrebbero ottenere prestiti convenienti e a basso costo in valuta domestica e successivamente convertirli in dollari. Oppure potrebbero mettere via parte delle entrate in arrivo dall’estero per poter ripagare i debiti esterni. Natalia Marshalkovich: “Teoricamente il taglio del rating significa che la Russia si sta avvicinando al fallimento. Ovviamente non parliamo dei prossimi mesi, ma, in futuro, potrebbe diventare una prospettiva concreta?” 

Alexander Knobel : “Beh, nel lungo termine tutto è possibile. Quantomeno se i prezzi del petrolio rimarranno ai livelli minimi attuali e se non ci saranno effettivi cambiamenti nelle politiche economiche e di bilancio. In questo caso, a partire dal 2016 o dal 2017, il rischio di un default potrebbe diventare reale. Nel 2015, però, non dovrebbero esserci pericoli di fallimento, credo. L’indebitamento statale non è così grosso. Certo, ci sono le grandi aziende a capitale misto quotate sui mercati, che sono anche aziende statali. Queste sono in qualche modo una zavorra per il settore pubblico. Ma prendendo soldi da altre parti del sistema economico e a causa della futura svalutazione del rublo, ci sarà la possibilità di risolvere i loro problemi di finanziamento a breve termine”. Natalia Marshalkovich: “La svalutazione sarà la chiave secondo lei?” Alexander Knobel : “Sì. Voglio dire, c‘è anche l’elemento della svalutazione. Ma quello che succederà e quali meccanismi saranno attivati per risolvere la crisi, questo dipende da due fattori che non possiamo prevedere. E cioè quel che succederà ai prezzi del petrolio e come si evolverà la situazione in politica estera”. 

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