Sabato, 31 Gennaio 2015 12:03

Sanità. Mancati pagamenti per almeno 24,4 miliardi di euro

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Bortolussi: “Se, come ha avuto modo di denunciare il ministro Lorenzin, nella sanità si annidano circa 30 miliardi di euro di sprechi, è verosimile ritenere che una parte dei ritardi nei pagamenti sia in qualche modo riconducibile a questa distorsione”

VENEZIA - La sanità italiana ha accumulato un debito con i propri fornitori di almeno 24,4 miliardi di euro. I dati sono riferiti al 2013 (ultima rilevazione disponibile) e, tengono a precisare dalla CGIA, sono sicuramente sottostimati: infatti, dal conteggio non sono inclusi i mancati pagamenti registrati dalle Asl della Toscana e della Calabria. 

“Sebbene negli ultimi anni l’andamento dello stock del debito sanitario risulti in calo – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA - è verosimile ritenere che il dato riferito al 2014 non si dovrebbe discostare moltissimo da quello relativo al 2013. Ovviamente, le politiche messe in atto dagli ultimi Governi attraverso le anticipazioni di liquidità sono proseguite anche l’anno scorso. Tuttavia, tenendo conto del fatto che nel corso del 2014 dovrebbe essersi accumulata una nuova quota di debito sanitario e aggiungendo i mancati pagamenti della Toscana e della Calabria, il debito complessivo non dovrebbe allontanarsi di molto dal risultato emerso nella rilevazione del 2013”.

Quali sono le ragioni che hanno determinato l’accumulazione di un debito così imponente? A tentare una spiegazione ci ha provato il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi:

“Se da un lato le Asl pagano con molto ritardo, è anche ormai noto che in molti casi le forniture vengono acquistate ad importi superiori ai prezzi di mercato e con forti differenze a livello regionale. Se, come ha avuto modo di denunciare nel novembre scorso il ministro Beatrice Lorenzin (*), nella sanità si annidano circa 30 miliardi di euro di sprechi, è verosimile ritenere che una parte dei ritardi nei pagamenti sia in qualche modo riconducibile alle distorsioni sopra descritte. In altre parole, non è da escludere che tra le parti avvengano degli accordi non scritti per cui le Asl o le case di cura impongano ai propri fornitori pagamenti con ritardi pesantissimi, ma a prezzi superiori rispetto a quelli, ad esempio, praticati nel settore privato”.

Nonostante l’ammontare degli sprechi denunciato dal ministro Lorenzin, l’Ufficio studi della CGIA tiene comunque a puntualizzare che la nostra spesa sanitaria pubblica è inferiore di oltre 1,5 punti percentuali di Pil rispetto a quella francese o tedesca. Inoltre, la qualità del servizio reso ai cittadini italiani, soprattutto in molte aree del Centro Nord, non ha eguali nel resto d’Europa.

Tornando ai dati della ricerca, la sanità regionale più indebitata è quella del Lazio, con 5,9 miliardi di euro. Seguono Campania, con 3,8 miliardi di euro, Lombardia e Piemonte, entrambe con 2,2 miliardi e il Veneto, con 2 miliardi di euro ancora da onorare. Se, invece, rapportiamo il debito alla popolazione residente, il primato spetta al Molise, con 1.416 euro pro capite. Seguono il Lazio, con 1.017 euro pro capite, la Campania con 660 euro pro capite e il Piemonte, con 510 euro per ogni residente. 

Per quanto concerne i tempi medi di pagamento praticati nel 2014 e riferiti alle sole forniture di dispositivi medici (Fonte: Assobiomedica), in Calabria il saldo della fattura è avvenuto mediamente dopo 794 giorni (praticamente dopo 2 anni e 2 mesi), in Molise dopo 790 giorni e in Campania dopo 350 giorni. Se teniamo conto che la legge in vigore stabilisce che i pagamenti delle strutture sanitarie debbano avvenire entro 60 giorni dall’emissione della fattura, nessun valore medio regionale rispetta questo termine.

Anche per queste ragioni, l’Ufficio studi della CGIA ricorda che il 18 giugno 2014 la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia, ritenendoci responsabili di aver violato la Direttiva europea sui ritardi dei pagamenti entrata in vigore nel marzo del 2013. Ad oggi, la procedura è ancora in atto.

Probabilmente, un contributo importante alla riduzione dei tempi di pagamento potrebbe avvenire con l’introduzione della fattura elettronica. La legge, infatti, ha stabilito che dal prossimo 31 marzo tutta la Pubblica Amministrazione (PA) non potrà più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea. Inoltre, a partire dal 30 giugno di quest’anno, le PA non potranno procedere al pagamento, neppure parziale, fino all’invio del documento in forma elettronica. 

(*) in allegato riportiamo la rassegna stampa dell’incontro tenutosi  il 14 novembre 2014 presso la sala San Girolamo dei Gesuati a Ferrara.

Andamento debito verso i fornitori degli Enti del SSN (*): anni 2011-2013

(valori in milioni di euro)

 

ANNO 2011

ANNO 2012

ANNO 2013

 

Var. % 2013/2011

ITALIA (**)

33.945,5

30.651,6

24.433,3

 

-28,0

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Corte dei Conti

(*) Enti facenti parte del Servizio sanitario nazionale, quali le Aziende sanitarie locali, le Aziende ospedaliere, anche universitarie e gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) nonché le Gestioni Sanitarie Accentrate (GSA) istituite con il d.lgs. n. 118/2011.

(**) Alla data del 26 novembre 2014, non risultano pervenuti i dati relativi all’indebitamento degli enti del Servizio sanitario regionale della Toscana e della Calabria per l’anno 2013. Pertanto il calcolo della variazione intervenuta tra il 2011 e il 2013 è stata effettuata al netto dei dati della Toscana e della Calabria.  

Debito verso i fornitori degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) (*)

Rank per 

Debito pro-capite

ANNO 2013 (debito in milioni di €)

Popolazione
(in unità al 31/12/2013)

Debito pro-capite Enti SSN
(in € per abitante)

MOLISE (**)

445,6

314.725

1.416

LAZIO (**)

5.971,8

5.870.451

1.017

CAMPANIA (**)

3.872,4

5.869.965

660

PIEMONTE (**)

2.260,8

4.436.798

510

ABRUZZO (**)

647,5

1.333.939

485

VENETO

2.042,8

4.926.818

415

EMILIA ROMAGNA

1.784,9

4.446.354

401

SARDEGNA

571,5

1.663.859

344

SICILIA (**)

1.696,9

5.094.937

333

PUGLIA (**)

1.286,9

4.090.266

315

LIGURIA

458,1

1.591.939

288

BASILICATA

147,4

578.391

255

MARCHE

361,6

1.553.138

233

LOMBARDIA

2.272,9

9.973.397

228

FRIULI VENEZIA GIULIA

258,1

1.229.363

210

UMBRIA

167,7

896.742

187

Provincia Autonoma TRENTO

91,8

536.237

171

VALLE D'AOSTA

20,9

128.591

162

Provincia Autonoma BOLZANO

74,1

515.714

144

TOTALE (***)

24.433,3

55.051.624

444

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Corte dei Conti e Istat

(*) Enti facenti parte del Servizio sanitario nazionale, quali le Aziende sanitarie locali, le Aziende ospedaliere, anche universitarie e gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) nonché le Gestioni Sanitarie Accentrate (GSA) istituite con il d.lgs. n. 118/2011.

(**) Regioni sottoposte a piano di rientro per disavanzo sanitario elevato.

(***) Alla data del 26 novembre 2014, non risultano pervenuti i dati relativi all’indebitamento degli enti del Servizio sanitario regionale della Regione Toscana e della Regione Calabria per l’anno 2013.

In particolare, le note alla pubblicazione della Corte dei Conti “Relazione sulla gestione finanziaria degli enti territoriali” includono le motivazioni della mancanza di comunicazione dei dati da parte delle due regioni in questione:

-       TOSCANA:Con la comunicazione del 13 novembre si dichiara quanto segue: “Non è stato possibile approvare il Bilancio Consolidato 2013 entro il termine del 30 Giugno dell'anno successivo a quello di riferimento, in quanto non era stato né predisposto, né approvato, nessun bilancio degli Enti che lo compongono, a causa del ritardo con cui è giunta la comunicazione di assegnazione delle risorse alle Regioni da parte dell'AIFA datata 01/10/2014”.

-       CALABRIA:Con la comunicazione del 22 novembre 2013 si dichiara quanto segue: “Si rappresenta che non si è potuto procedere all’approvazione del bilancio consuntivo consolidato regionale del S.S.R. entro il termine di approvazione previsto dall’art. 32 del d.lgs n. 11 /2011 30 giugno dell'anno successivo a quello di riferimento, in quanto non sono pervenuti nei termini, alla Regione i bilanci delle Aziende Sanitarie Provinciali di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Successivamente l’Azienda Sanitaria provinciale di Catanzaro ha trasmesso il bilancio consuntivo 2013 in data 10 ottobre 2014 (prot. Siar n. 31 45 ) adottato con deliberazione del 30 aprile 2014, n. 337; l’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia ha trasmesso il bilancio consuntivo 2013 in data 21 ottobre 2014 (prot. Siar n.330750) adottato con deliberazione del 1° agosto 2014, n. 648. Alla data odierna non è ancora pervenuto, nonostante i reiterati solleciti, il bilancio consuntivo dell’AS di Reggio Calabria.”

Tempi medi di pagamento della Sanità alle imprese (*) – In diminuzione ma lontani da quanto previsto dalla Direttiva sui pagamenti

In giorni (**)

Rank su 

tempi medi
anno 2014

2011

2012

2013

2014

Var. ass. 2014-2011

Var. % 2014/2011

Calabria (***)

929

968

933

794

-135

-14,6

Molise (***)

835

893

874

790

-45

-5,3

Campania (***)

773

763

587

350

-423

-54,7

Sicilia (***)

286

274

242

244

-42

-14,6

Piemonte (***)

274

288

298

234

-40

-14,5

Lazio (***)

387

350

312

223

-165

-42,5

Puglia (***)

313

340

275

206

-107

-34,1

Toscana

247

257

240

188

-59

-24,1

Sardegna

312

281

207

156

-156

-50,0

Veneto

281

277

236

151

-130

-46,2

Emilia Romagna

288

284

226

138

-150

-52,1

Abruzzo (***)

216

194

173

138

-78

-36,1

Basilicata

140

146

142

136

-4

-3,0

Umbria

160

162

134

134

-27

-16,5

Liguria

196

198

159

121

-75

-38,2

Marche

157

155

115

91

-66

-42,1

Lombardia

112

105

100

88

-24

-21,5

Friuli Venezia Giulia

95

90

87

81

-14

-14,9

Trentino Alto Adige

91

88

82

80

-11

-12,1

Valle d'Aosta

112

101

76

71

-41

-36,3

Italia

300

298

259

195

-105

-35,0

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Assobiomedica

(*) Tempi medi di pagamento delle strutture sanitarie pubbliche con riferimento alle forniture di dispositivi medici.

(**) Numero dei giorni che, mediamente, separano la data di fatturazione dalla data di incasso, ovvero indica il tempo medio di incasso di un'impresa fornitrice. Dati annuali calcolati come media dei rispettivi 12 mesi dell’anno.

(***) Regioni sottoposte a piano di rientro per disavanzo sanitario elevato.

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