Sabato, 14 Febbraio 2015 11:57

Solidarietà. Il Nord versa 100 miliardi all’anno all’Italia

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Bortolussi: “La questione settentrionale, purtroppo, non si è dissolta: soprattutto a Nordest cova ancora sotto la cenere”

VENEZIA - Le Regioni a statuto ordinario del Nord danno oltre 100 miliardi di euro all’anno di solidarietà al resto del Paese. Il risultato emerge da una elaborazione realizzata dall’Ufficio studi della CGIA che ha calcolato il residuo fiscale  di ogni  Regione italiana.  

Ricordando che il residuo fiscale corrisponde alla differenza tra le entrate complessive regionalizzate (fiscali e contributive) e le spese complessive regionalizzate (al netto di quelle per interessi) delle Amministrazioni pubbliche,  si osserva che tutte le Regioni del Nord a statuto ordinario presentano un saldo positivo: ovvero versano molto di più di quanto ricevono.  La Lombardia, ad esempio, registra un residuo fiscale annuo positivo pari a  53,9 miliardi di euro, che in valore procapite è pari a 5.511 euro. Questo vuol dire che ogni cittadino lombardo (neonati e ultracentenari compresi) dà in solidarietà al resto del Paese oltre 5.500 euro all’anno. Il Veneto, invece, presenta un saldo positivo pari a 18,2 miliardi di euro che si traduce in 3.733 euro conferiti da ciascun residente. L’Emilia Romagna, con un residuo di 17,8 miliardi di euro, devolve ben 4.076 euro per ciascun abitante. In Piemonte, che nel rapporto dare/avere elargisce agli altri territori 10,5 miliardi di euro, il residuo fiscale medio per abitante è di 2.418 euro all’anno. La Liguria, infine, dà al resto del Paese 1 miliardo di euro, pari a 701 euro per ogni cittadino ligure. Nonostante sia più contenuto rispetto al dato riferito alle realtà del profondo Nord, anche il residuo fiscale  di tutte le Regioni del Centro è sempre positivo. La Toscana ha un saldo di 8,3 miliardi di euro, il Lazio di 7,3, le Marche di 2,5 e l’Umbria di 1,1 miliardi.  Se, invece, osserviamo i risultati delle Regioni meridionali, la situazione cambia completamente di segno. Tutte presentano un residuo fiscale negativo: vale a dire, ricevono di più di quanto versano. La Sicilia, ad esempio, ha il peggior saldo tra tutte  le 20 Regioni d’Italia: in termini assoluti è pari a -8,9 miliardi di euro, che si traduce in un dato procapite pari a 1.782 euro. In Calabria, invece, il residuo è pari a -4,7 miliardi di euro (-2.408 euro procapite), in Sardegna a -4,2 miliardi (- 2.566 euro ogni residente), in Campania   a -4,1 miliardi (-714 euro per ciascun abitante) e in Puglia a -3,4 miliardi di euro (- 861 euro procapite).   

Dichiara il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi:  “Voglio sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento: noi siamo d’accordo che le Regioni più ricche debbano aiutare quelle più in difficoltà. Il principio della solidarietà non è in discussione, ci mancherebbe. Tuttavia, c’è un grosso problema. Se, come ha fatto nell’ultimo decennio, lo Stato centrale continuerà nella politica dei tagli lineari, facendo mancare risorse e costringendo le Autonomie locali ad aumentare le tasse, anche al Nord la qualità delle infrastrutture, della sanità, del trasporto pubblico locale e della scuola potrebbe venir meno , alimentando la rabbia e la disaffezione nei confronti della politica nazionale. La questione settentrionale, purtroppo, non si è dissolta: soprattutto a Nordest cova ancora sotto la cenere. Per questo è necessario riprendere in mano la riforma del federalismo fiscale è portarla a termine, premiando i territori più virtuosi e penalizzando chi, invece, gestisce in maniera scriteriata la cosa pubblica”. 

I dati, fa sapere l’ufficio studi della  CGIA, sono riferiti al 2012 (ultimo anno in cui è possibile confrontare le entrate e le spese di ciascuna Regione). Tuttavia, se si ricostruisce l’andamento registrato negli ultimi 4/5 anni, la situazione, come riportata nelle tabelle più sotto (Tab. 2 e Tab. 3), rimane molto stabile  per la gran parte delle Regioni: pertanto, è verosimile ritenere che non vi siano state delle significative variazioni anche negli anni successivi al 2012.

 Tab. 1 - Residuo fiscale delle Amministrazioni pubbliche

 

valori in milioni di euro

   

valori in euro procapite

 

Entrate

Spese

Residuo

   

Entrate

Spese

Residuo

fiscale

 

fiscale

Lombardia

170.176

116.198

+53.978

 

Lombardia

17.375

11.864

+5.511

Veneto

70.220

51.995

+18.225

 

Emilia Romagna

16.320

12.244

+4.076

Emilia Romagna

71.441

53.599

+17.842

 

Veneto

14.384

10.651

+3.733

Piemonte

63.576

52.998

+10.578

 

Piemonte

14.535

12.117

+2.418

Toscana

52.666

44.324

+8.342

 

Toscana

14.262

12.003

+2.259

Lazio

92.360

84.973

+7.387

 

Marche

12.860

11.242

+1.618

Marche

19.871

17.371

+2.500

 

Lazio

16.620

15.290

+1.329

Umbria

12.174

11.004

+1.170

 

Umbria

13.736

12.416

+1.320

Liguria

23.768

22.671

+1.096

 

Liguria

15.186

14.485

+701

Trentino Alto Adige

17.078

16.466

+612

 

Trentino Alto Adige

16.422

15.834

+588

Friuli Venezia Giulia

17.898

17.961

-63

 

Friuli Venezia Giulia

14.648

14.700

-52

Valle d'Aosta

2.310

2.432

-122

 

Basilicata

10.015

10.681

-666

Molise

3.207

3.499

-292

 

Abruzzo

11.444

12.111

-667

Basilicata

5.771

6.154

-384

 

Campania

8.952

9.665

-714

Abruzzo

15.020

15.896

-875

 

Puglia

9.319

10.180

-861

Puglia

37.748

41.235

-3.488

 

Molise

10.234

11.167

-933

Campania

51.650

55.766

-4.117

 

Valle d'Aosta

18.071

19.024

-953

Sardegna

16.093

20.303

-4.210

 

Sicilia

8.701

10.483

-1.782

Calabria

16.924

21.640

-4.716

 

Calabria

8.643

11.051

-2.408

Sicilia

43.507

52.414

-8.908

 

Sardegna

9.811

12.377

-2.566

Regioni a statuto

706.571

599.324

107.247

 

Regioni a statuto

13.949

11.831

2.117

ordinario

 

ordinario

Regioni a statuto

96.886

109.577

-12.691

 

Regioni a statuto

10.729

12.135

-1.405

speciale

 

speciale

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Unioncamere del Veneto e Conti Pubblici Territoriali

Nota: il residuo fiscale corrisponde al saldo tra le entrate e le spese delle Amministrazioni pubbliche in un determinato territorio. Le entrate sono al netto di: trasferimenti in conto corrente da UE e altre istituzioni estere; alienazione di beni patrimoniali; trasferimenti in conto capitale da UE e altre istituzioni estere; riscossione di crediti. Le spese sono al netto di: interessi passivi; partecipazioni azionarie e conferimenti; concessioni di crediti. I dati sono riferiti al 2012 (ultimo anno in cui sono a diposizione le entrate/spese di ciascuna Regione) 

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