Sabato, 24 Ottobre 2015 11:13

Proprietari di casa. L'82% sono pensionati, operai e impiegati

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Con l’abolizione della Tasi sulla prima casa, la percentuale di famiglie più interessate dallo sgravio saranno quelle dei dirigenti, degli imprenditori e dei pensionati. Sardegna, Molise e Nordest le regioni più avvantaggiate dall’addio alla Tasi

VENEZIA - In Italia l’82,6 per cento dei proprietari di prima casa sono realtà dove il capofamiglia è un pensionato, un operaio, un impiegato o un disoccupato. Il dato emerge da una elaborazione effettuata dall’Ufficio studi della CGIA su dati riferiti all’indagine sui bilanci di oltre 8 mila famiglie realizzata ogni 2 anni dalla Banca d’Italia.

L’altro 17,4 per cento, invece, è costituito da famiglie di dirigenti, imprenditori e  lavoratori autonomi.

Fatto 100 il totale dei proprietari di prima casa presenti in Italia, i pensionati sono pari al 43,7 per cento, gli impiegati al 17,9, gli operai al 17,4 e i disoccupati al 3,6. Le altre famiglie, invece, comprendono il lavoro autonomo e i dirigenti (6,2 per cento ciascuna) e gli imprenditori/liberi professionisti al 5 per cento (vedi Tab. 1).

Dato che chi  risiede in un immobile di lusso continuerà a pagare l’Imu anche nel 2016, per capire quali tipologie familiari per condizione professionale saranno maggiormente interessate l’anno prossimo dall’abolizione della Tasi sulla prima casa è necessario valutare l’incidenza del titolo di godimento dell’abitazione di residenza sul totale delle famiglie con le stesse caratteristiche.

Da questa incidenza risulta che i dirigenti sono la tipologia familiare che presenta la percentuale di proprietari di prima abitazione più elevata di tutti: 85,3 per cento. Seguono quella degli imprenditori/liberi professionisti con il 76,9 per cento e quella dei pensionati con 76 per cento. Dopo questi soggetti si posizionano gli impiegati con il  72,8 per cento, gli autonomi con il 67,9 per cento, i disoccupati con il 49,3 per cento e, infine, gli operai con il 47,5 per cento (vedi Tab. 2). 

“Prima di dare l’addio definitivo alla Tasi – ricorda il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – gli italiani saranno chiamati a versare la seconda rata del tributo per l’anno in corso entro il prossimo 16 dicembre. L’importo medio che i proprietari di prima casa pagheranno si aggirerà attorno ai 100 euro. Per le seconde case, invece, il costo ammonterà a circa 450 euro”. 

Sulla tassazione delle seconde case, Zabeo tiene a precisare:

“Sono sempre più frequenti i casi in cui ad essere proprietarie di una seconda casa non sono famiglie facoltose che trascorrono le vacanze nella villa al mare o nel chalet in montagna, bensì semplici cittadini che hanno ereditato l’abitazione dei genitori. Senza contare coloro che per motivi di lavoro si sono trasferiti in un’altra regione: abitando in una nuova casa in affitto, sono perciò costretti a pagare l’Imu e la Tasi sull’abitazione del paese natio che nel frattempo è diventata seconda casa. Sarebbe opportuno che i Sindaci fossero in grado di monitorare queste specificità, alleggerendo il carico fiscale per chi si trova in questa situazione”.

In Italia, ricorda la CGIA, il 67,2 per cento delle famiglie è proprietario dell’ abitazione in cui risiede a cui si aggiunge un altro 10,7 per cento che gode dell’abitazione a titolo gratuito o attraverso l’usufrutto. Possiamo pertanto affermare che il 78 per cento circa delle famiglie italiane (ovviamente al netto di quelle che possiedono una casa di lusso) beneficerà dell’abolizione della tassazione sulla prima casa. 

A livello territoriale, invece, l’unica banca dati in grado di fotografare la distribuzione delle famiglie residenti in abitazione di proprietà è il Censimento Istat (l’ultima rilevazione è riferita al 2011). In questa analisi censuaria (l’analisi della Banca d’Italia, come indicato più sopra, è campionaria), le famiglie che a livello nazionale vivono in una casa di proprietà (sempre al netto dei nuclei che dispongono gratuitamente dell’immobile ho lo hanno ricevuto in usufrutto), sono pari al 71,9 per cento del totale. Le regioni che invece presentano la percentuale più elevata di famiglie che risiedono in abitazioni di proprietà sono: la Sardegna e il Molise (entrambe con il 77,1 per cento), il Friuli Venezia Giulia (76,8 percento), le Marche (76,1 per cento) e il Veneto (76 per cento). La Liguria (69,1 per cento), la Valle d’Aosta (65,6 per cento) e la Campania (61,9 per cento) sono i territori dove l’incidenza dei proprietari è inferiore (vedi Tab. 3).

Tab. 1 - Stima su ripartizione proprietà delle abitazioni di residenza (*)

In % su totale abitazioni di residenza e di proprietà

Tipologia di reddito 

del capofamiglia

Stima composizione % prime abitazioni di proprietà (*)

     Operaio

17,4

     Impiegato

17,9

     Pensionato

43,7

     Altri non occupati (disoccupati/inattivi)

3,6

Famiglie meno abbienti

82,6

     Dirigente/direttivo

6,2

     Imprenditore/libero professionista

5,0

     Altro autonomo

6,2

Altre famiglie

17,4

TOTALE FAMIGLIE

100,0

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Banca d’Italia (Bilanci Famiglie italiane 2012, gennaio 2014)

(*) Stima basata sulla distribuzione % delle famiglie del campione per modalità di percezione del reddito del capofamiglia e titolo di godimento dell’abitazione di residenza.

Tab. 2 - Titolo di godimento dell’abitazione di residenza in Italia

In % su totale famiglie delle stesse caratteristiche

Tipologia di reddito 

del capofamiglia

Proprietà

Affitto

Altro titolo (uso gratuito e usufrutto)

Totale 

(*)

Operaio

47,5

38,8

13,1

100,0

Impiegato

72,8

17,1

10,0

100,0

Dirigente/direttivo

85,3

9,6

5,1

100,0

Totale dipendente

60,6

27,9

11,2

100,0

Imprenditore/libero professionista

76,9

9,6

13,4

100,0

Altro autonomo

67,9

18,5

13,4

100,0

Totale indipendente

71,7

14,7

13,4

100,0

Pensionato

76,0

15,2

8,5

100,0

Altri non occupati (disoccupati/inattivi)

49,3

31,3

19,1

100,0

Totale condizione non professionale

73,0

17,0

9,7

100,0

TOTALE FAMIGLIE

67,2

21,8

10,7

100,0

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Banca d’Italia(Bilanci Famiglie italiane 2012, gennaio 2014)

(*) Le somme di riga delle percentuali possono divergere leggermente dal 100% per la presenza del titolo di riscatto, non incluso in tabella, che incide per lo 0,3% (totale famiglie) e per un massimo dello 0,6% (operaio).

Tab. 3 - Famiglie residenti in abitazioni di proprietà per regioni 

Regioni ordinate in senso decrescente rispetto alla percentuale di famiglie residenti in abitazioni di proprietà

Territorio

Famiglie residenti in abitazioni di proprietà

Totale famiglie

% famiglie residenti in abitazioni di proprietà

Sardegna

521.654

676.777

77,1

Molise

98.745

128.137

77,1

Friuli-Venezia Giulia

420.806

547.760

76,8

Marche

475.201

624.740

76,1

Veneto

1.509.773

1.986.995

76,0

Abruzzo

393.226

524.049

75,0

Basilicata

170.624

230.182

74,1

Puglia

1.136.469

1.533.468

74,1

Umbria

271.858

367.335

74,0

Lombardia

3.069.623

4.157.078

73,8

Toscana

1.157.056

1.569.378

73,7

Emilia-Romagna

1.368.382

1.916.735

71,4

Lazio

1.677.070

2.354.273

71,2

Trentino Alto Adige

303.724

426.988

71,1

Sicilia

1.378.431

1.963.577

70,2

Calabria

540.697

772.977

69,9

Piemonte

1.359.171

1.953.360

69,6

Liguria

524.223

758.161

69,1

Valle d'Aosta

38.940

59.370

65,6

Campania

1.276.222

2.060.426

61,9

Nord

4.726.498

6.252.108

75,6

Centro

5.866.919

8.010.526

73,2

Sud-Isole

7.098.478

10.349.132

68,6

Italia

17.691.895

24.611.766

71,9

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su Censimento Popolazione e Abitazioni Istat 2011

Mestre 24 ottobre 2015

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