Venerdì, 30 Dicembre 2016 09:36

L’inefficienza della PA ci costa 30 miliardi all’anno

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L’inefficienza della nostra Pubblica amministrazione (Pa) costa oltre 30 miliardi di euro all’anno di mancata crescita.

La denuncia è sollevata dall’Ufficio studi della CGIA che “richiama” l’esito di uno studio realizzato dal Fondo Monetario Internazionale (*). Il risultato a cui sono giunti i ricercatori d’oltre oceano poggia su questa tesi:  se la nostra amministrazione pubblica avesse in tutta Italia  la stessa qualità  nella scuola, nei trasporti, nella sanità, nella giustizia, etc. che ha nei  migliori territori del Paese, il Pil nazionale aumenterebbe di 2 punti (ovvero di oltre 30 miliardi di euro)  all’anno. 

A confermare il forte divario esistente tra il Nord e Sud del Paese sulla qualità/quantità dei servizi erogati dalla nostra Pa, emerge anche dall’analisi dell’Ufficio studi della CGIA su dati relativi a un’indagine condotta dall’Ue sulla qualità della Pa a livello territoriale. Rispetto ai 206 territori rilevati da questo studio, ben 7 regioni del Mezzogiorno si collocano nelle ultime 30 posizioni: la Sardegna al 178° posto, la Basilicata al 182°, la Sicilia al 185°, la Puglia al 188°, il Molise al 191°, la Calabria al 193° e la Campania al 202° posto. Solo Ege (Turchia), Yugozapaden (Bulgaria), Istanbul (Turchia) e Bati Anadolu (Turchia), presentano uno score peggiore della Pa campana.  

_____________________

(*) Italy, 2015 article IV consultation – press release; staff report; and statement by the executive director for Italy, July 2015

Tra le realtà meno virtuose troviamo anche una regione del Centro, vale a dire il Lazio, che si piazza al 184° posto della graduatoria generale (vedi Tab. 1). 

Tra le migliori 30 regioni europee, invece, non notiamo nessuna amministrazione pubblica del nostro Paese (vedi Tab. 2). La prima, ovvero la Provincia autonoma di Trento, si colloca al 36° posto della classifica generale. 

La Provincia autonoma di Bolzano al 39°, la Valle d’Aosta al 72° e   il Friuli Venezia Giulia al 98°. Appena al di sotto della media Ue troviamo al 129° posto il Veneto, al 132° l’Emilia Romagna e di seguito tutte le altre. 

Questa classifica, segnala l’Ufficio studi della CGIA, è tarata su un indice di qualità che è il risultato di un mix di quesiti posti ai cittadini che riguardano la qualità dei servizi pubblici ricevuti, l’imparzialità con la quale vengono assegnati e la corruzione.  Il risultato finale è un indicatore che varia dal +2,781 ottenuto dalla regione finlandese  Åland (1° posto in Ue) al -2,658 della turca Bati Anadolu (maglia nera al 206° posto). Il dato medio Ue è pari a zero. 

Nella classifica generale la Pa italiana si colloca al 17° posto su 23 paesi analizzati. Solo Grecia, Croazia, Turchia e alcuni paesi dell’ex blocco sovietico  presentano un indice di qualità della Pa inferiore al nostro. A guidare la classifica, invece, sono le Pa dei paesi del nord Europa (Danimarca, Finlandia, Svezia, Paesi Bassi, etc.) (vedi Tab. 3)

Dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo:

“Dagli inizi degli anni ’90 ad oggi sono state ben 18 le riforme che hanno interessato la nostra Pa. Sebbene le aspettative fossero molte, in tutti questi anni i risultati ottenuti sono stati deludenti.   In molti settori la qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese è diminuita e nonostante l’avvento del web ci permetta di scaricare molti documenti dal computer di casa, le code agli sportelli, ad esempio, sono aumentate.  L’Istat denuncia che, rispetto al 2015, dopo 20 minuti di attesa presso gli uffici comunali dell’anagrafe, oggi la fila si è idealmente allungata di 11 persone e agli sportelli delle Asl addirittura di 18”.

Dalla CGIA, comunque, tengono a precisare che sebbene i dati medi non siano particolarmente brillanti, la nostra Pa presenta delle punte di eccellenza in molti settori che non hanno eguali nel resto d’Europa. 

Conclude il Segretario della CGIA Renato Mason:

“La sanità al Nord, le forze dell’ordine, molti centri di ricerca e istituti universitari  italiani presentano delle performance che non temono confronti. Tuttavia è necessario  migliorare l'efficienza media dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, affinché siano sempre più centrali per il sostegno della crescita, perché migliorare i servizi vuol dire migliorare il prodotto delle prestazioni pubbliche e quindi l'impatto dell'attività amministrativa sullo sviluppo del Paese”. 

Tab. 1 - Qualità della PA: le 30 peggiori nell’ Ue

LE PEGGIORI 30 REGIONI EUROPEE 

PER LA QUALITA' DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Rank negativo

(dal peggiore)

Regione

Paese

Indice europeo qualità PA
(EQI 2013)

206

Bati Anadolu

(Turchia)

-2,658

205

Istanbul

(Turchia)

-2,608

204

Yugozapaden

(Bulgaria)

-2,598

203

Ege

(Turchia)

-2,358

202

Campania

(Italia)

-2,242

201

Bucuresti-Ilfov

(Romania)

-2,227

200

Belgrade

(Serbia)

-2,223

199

Severozapaden

(Bulgaria)

-2,020

198

Sud-Est

(Romania)

-1,931

197

Ortadogu Anadolu

(Turchia)

-1,897

196

Southern and Eastern Serbia

(Serbia)

-1,854

195

Šumadija and Western Serbia

(Serbia)

-1,831

194

Vojvodina

(Serbia)

-1,811

193

Calabria

(Italia)

-1,687

192

Nord-Est

(Romania)

-1,672

191

Molise

(Italia)

-1,661

190

Sud-Vest Oltenia

(Romania)

-1,659

189

Nord-Vest

(Romania)

-1,630

188

Puglia

(Italia)

-1,604

187

Yugoiztochen

(Bulgaria)

-1,592

186

Vest

(Romania)

-1,591

185

Sicilia

(Italia)

-1,588

184

Lazio

(Italia)

-1,512

183

Sud-Muntenia

(Romania)

-1,478

182

Basilicata

(Italia)

-1,423

181

Severen Tsentralen

(Bulgaria)

-1,391

180

Dogu Marmara

(Turchia)

-1,385

179

Kosovo and Metohija

(Serbia)

-1,353

178

Sardegna

(Italia)

-1,307

177

Jadranska Hrvatska

(Croazia)

-1,280

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati European Commission (ANTICORP)

Tab. 2 - Qualità della PA: le migliori 30 nell’ Ue

LE MIGLIORI 30 REGIONI EUROPEE 

PER LA QUALITA' DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Rank positive

(dal migliore)

Regione

Paese

Indice europeo 

qualità PA
(EQI 2013)

1

Åland

(Finlandia)

+2,781

2

Midtylland

(Danimarca)

+1,761

3

Nordjylland

(Danimarca)

+1,756

4

Syddanmark

(Danimarca)

+1,689

5

Overijssel

(Paesi Bassi)

+1,636

6

Hovedstaden

(Danimarca)

+1,631

7

Etelä-Suomi 

(Finlandia)

+1,598

8

Pohjois-Suomi

(Finlandia)

+1,596

9

Länsi-Suomi

(Finlandia)

+1,568

10

Östra Sverige

(Svezia)

+1,536

11

Södra Sverige

(Svezia)

+1,509

12

Itä-Suomi 

(Finlandia)

+1,485

13

Sjaelland

(Danimarca)

+1,447

14

Friesland

(Paesi Bassi)

+1,428

15

Utrecht

(Paesi Bassi)

+1,426

16

Groningen

(Paesi Bassi)

+1,390

17

Norra Sverige

(Svezia)

+1,380

18

Tirol

(Austria)

+1,373

19

Zuid-Holland

(Paesi Bassi)

+1,368

20

Vlaams Gewest

(Belgio)

+1,318

21

Gelderland

(Paesi Bassi)

+1,316

22

Limburg

(Paesi Bassi)

+1,301

23

Flevoland

(Paesi Bassi)

+1,277

24

Zeeland

(Paesi Bassi)

+1,257

25

Noord-Brabant

(Paesi Bassi)

+1,238

26

Drenthe

(Paesi Bassi)

+1,201

27

Noord-Holland

(Paesi Bassi)

+1,196

28

Bretagne

(Francia)

+1,146

29

Steiermark

(Austria)

+1,118

30

Niederöstrerreich

(Austria)

+1,109

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati European Commission (ANTICORP)

Note: l’European quality of government index (EQI)

L'European Quality of Government Index (EQI) è il risultato di un’indagine sulla corruzione e la governance a livello regionale in Europa, condotta la prima volta nel 2010 e successivamente nel 2013. L’indice finale della qualità della PA è frutto di un mix di quesiti posti ai cittadini che riguardano la qualità dei servizi pubblici, l’imparzialità con la quale questi vengono assegnati e la corruzione. Nello specifico i quesiti convergono su tre servizi pubblici che hanno valenza più “territoriale”: formazione, sanità e pubblica sicurezza; l’indice finale, oltre ai dati delle indagini regionali, tiene conto anche di altri servizi più generali (ad esempio la giustizia) includendo alcuni indicatori del WGI data della Banca mondiale (dati nazionali).    

Il risultato dell’indice è un dato standardizzato con la media di tutte le regioni pari a zero; i punteggi più elevati implicano una maggiore qualità della pubblica amministrazione.

Nel 2010 il progetto è stato finanziato dalla Commissione europea per lo sviluppo regionale (REGIO) mentre nel 2013 è stato finanziato all’interno del 7° Programma Quadro della Commissione europea ed è incluso in ANTICORP, un grande consorzio di ricerca sulla lotta alla corruzione. Si tratta della prima fonte di dati che consente ai ricercatori europei di confrontare la qualità della pubblica amministrazione tra i paesi e in un contesto regionale.

L’edizione dell’EQI riferita all’anno 2013 (ultima disponibile) ha ampliato il raggio d’azione coinvolgendo 206 regioni con un sondaggio a più di 85 mila intervistati (cittadini); si tratta della più grande indagine sub-nazionale focalizzata sulla qualità della pubblica amministrazione (in Italia gli intervistati sono stati 8.510).

Tab. 3 - Qualità PA: la graduatoria europea (*)

Rank 

Paesi

Indice europeo qualità PA (EQI 2013)

     

1

Danimarca

+1,659

2

Finlandia

+1,583

3

Svezia

+1,496

4

Paesi Bassi

+1,326

5

Austria

+0,923

6

Germania

+0,852

7

Belgio

+0,831

8

Regno Unito

+0,803

9

Irlanda

+0,798

10

Francia

+0,615

11

Spagna

+0,131

12

Portogallo

+0,053

13

Repubblica Ceca

-0,300

14

Polonia

-0,453

15

Slovacchia

-0,541

16

Ungheria

-0,572

17

Italia

-0,930

18

Grecia

-0,958

19

Croazia

-1,182

20

Turchia

-1,493

21

Bulgaria

-1,576

22

Romania

-1,649

23

Serbia

-1,822

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati European Commission (ANTICORP)

(*) La classifica indica la qualità della PA in 23 dei 30 paesi esaminati dallo studio per i quali è stata realizzata l’indagine regionale. La classifica è divisa in due parti: nella parte alta si collocano i paesi che hanno un indice superiore alla media (0) mentre nella parte bassa si trovano gli stati con un indice di qualità della PA inferiore alla media. Per ciascun paese è stata riportata sia la regione in cui la PA è percepita dai rispettivi cittadini come qualitativamente più elevata sia dove è peggiore. 

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