Mercoledì, 07 Giugno 2017 13:31

Dal 1 luglio l'Agenzia delle Entrate riscuoterà dai conti correnti, senza passare per un giudice

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Dal 1 luglio entra in vigore la misura che renderà più semplice il pignoramento dei conti correnti dei debitori 

La nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione (ovvero la vecchia Equitalia) avrà accesso, infatti, ai dati dell’Anagrafe Tributaria e dell’Inps e potrà procedere al pignoramento del conto corrente senza richiedere autorizzazione al giudice. Trascorsi 60 giorni dalla data in cui la cartella esattoriale viene notificata, se il debitore non provvede al pagamento, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione avvia la procedura per prelevare l’importo del debito direttamente dal conto corrente del debitore. L’unico modo per evitare il pignoramento è quello di presentare, entro 60 giorni dalla notifica della cartella, una richiesta di rateizzazione. Dopo che questa sarà accettata, verrà prelevata la prima rata del piano di ammortamento e successivamente si potrà richiedere lo sblocco del conto corrente.
Un provvedimento inaccettabile. Da sempre siamo al fianco della legge per contrastare abusi e forme di evasione, ma il giusto contrasto a tali pratiche non deve trasformarsi in una vessazione nei confronti dei cittadini. Con arroganza ed invadenza si bloccano le disponibilità dei cittadini, senza alcuna valutazione che prenda in considerazione situazioni di estrema difficoltà e disagi di carattere socio-economico. Una elemento estremamente grave di tale provvedimento riguarda la mancanza di un avviso chiaro al cittadino: trascorsi 60 giorni dalla notifica, infatti, l’Agenzia può inviare alla banca direttamente l’atto di pignoramento.
Vengono completamente scavalcati, in questo modo, gli obblighi informativi nei confronti dei cittadini! Riteniamo improponibile questa norma, che travalica l’autorità giudiziaria ed il diritto fondamentali dei cittadini ad essere puntualmente informati su ogni step della procedura.
Inoltre, specialmente in una fase delicata come quella che il Paese sta vivendo, con un aumento della povertà e delle situazioni di disagio economico, agire in maniera indiscriminata procedendo al pignoramento dei conti correnti denota un alto grado di insensibilità e cecità.
Per questo chiediamo urgentemente di disporre opportune modifiche in tal senso e, allo stesso tempo, di attuare veri e ben più consistenti piani per la lotta all’evasione fiscale.

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