Martedì, 26 Novembre 2019 16:21

Il 2020 sarà l’anno del mercato libero: cosa cambia davvero

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Ecco che la deadline tanto attesa, da parte di molte famiglie italiane, si avvicina: da luglio 2020 il mercato dell’energia tutelato in Italia chiuderà per sempre i battenti, e quello libero diverrà dunque obbligatorio.

In realtà già oggi è possibile aderire ad uno dei player che si muovono in questo settore, in modo da risparmiare molto, e dopo la cessazione del mercato a maggior tutela, per via della concorrenza, è probabile che la situazione vada a migliorare ancora. 

A tal proposito, è bene spiegare come si muoveva il mercato prima dell’arrivo della possibilità di stipulare un contratto di luce e gas con un qualsiasi fornitore. In pratica c’erano i prezzi imposti dall’Autorità per la regolazione dell’energia (ARERA). Al contrario, con il libero mercato, ogni fornitore decide i propri prezzi, rendendo la situazione decisamente più competitiva, e di riflesso più conveniente per le famiglie e gli utenti, che possono strappare tariffe migliori.

Cosa significa mercato libero e cosa cambia

Le informazioni in linea generica le abbiamo fornite poco sopra, ma qui occorre approfondire il tema, per capire esattamente cos’è il mercato libero e come funziona. Con l’arrivo del mercato libero, sarà lecito aspettarsi una maggiore informazione e una cultura dell’attenzione anche verso le chiamate che si ricevono tramite call-center, che spesso non sono del tutto chiare

In pratica, oggi le famiglie possono cercare proposte di luce e gas più in linea con i consumi rispetto al recente passato, con costi più alla portata, e scegliere solo chi va incontro a specifiche esigenze. Elementi decisionali come la trasparenza e l’attenzione al cliente verranno sempre più premiati: per questo, fornitori di energia come Vivigas, ad esempio, propongono sin da ora un prezzo bloccato per i primi 12 mesi e la possibilità di gestire la fornitura tramite app, in modo da monitorare i consumi.

La scelta del fornitore: cosa serve per cambiare?

Il cambio di fornitore non richiede il pagamento di alcuna penale, il che rende può rendere l’operazione ancora più semplice e frequente in futuro. Non bisogna, ad ogni modo, dimenticare la documentazione necessaria, anche online: oltre ai dati dell’intestatario del contratto, di quelli relativi alla fornitura (come il codice POD per l’elettricità e il PDR per il gas), dei recapiti come il telefono e la mail, bisogna avere a disposizione il proprio codice IBAN per le domiciliazioni bancarie (se la si desidera). 

Chiaramente, prima di cambiare gestore e di prendere una decisione definitiva, conviene sempre capire se quelle tariffe sono effettivamente le più adatte all’utente. Per l’economia dell’utente si prospetta un importante periodo di cambiamenti. Ogni famiglia dovrà conoscere la propria storia di consumi, riflettere su quali siano le fasce in cui c’è maggior dispendio ed agire di conseguenza. Scegliere un fornitore vuol dire anche sposare una visione del mondo: si può anche scegliere di evitare la bolletta cartacea, risparmiando sulla carta, o favorire opzioni green, che prevedono l’utilizzo di energie alternative. 

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