Sabato, 13 Novembre 2010 13:53

Cgil. 1 miliardo di ore di cassa integrazione, +44,2% rispetto al 2009

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ROMA  - Sfondato il tetto di un miliardo di ore di cassa integrazione. Ad ottobre, infatti, le ore di cassa integrazione autorizzate dall'Inps da inizio anno sono state 1.026.479.655, mettendo a segno un incremento, del +44,2% rispetto al 2009 quando le ore erano 712.008.425.

Ore dietro le quali ci sono ancora stabilmente circa 600mila lavoratori coinvolti nei processi di cig, i quali hanno subito un taglio netto del reddito per oltre 3,9 miliardi di euro, circa 6.750 euro per ogni singolo lavoratore. Sono i numeri che emergono dalle nuove elaborazioni dell'Inps da parte dell'Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale nel rapporto di ottobre. Dall'analisi della Cgil il ricorso alle ore di cassa integrazione a ottobre segna un calo del -2,3% rispetto al mese precedente, per un totale di ore pari a 100.806.175. Calo addebitabile ad un flessione della Cassa integrazione ordinaria (cigo) e straordinaria (cigs) ma ad «incidere ancora pesantemente», così come segnala il rapporto, è la «costante e inarrestabile» crescita della cassa integrazione in deroga (Cigd) che a ottobre torna ad aumentare con un monte ore ad ottobre pari a 34.374.368 segna un +6,36% su ottobre e nei primi dieci dell'anno, sullo stesso periodo dello scorso, un +295,9%.

 

Da gennaio ad ottobre sono state autorizzate 320.241.258 ore di Cigd. Questi dati, osserva il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, «insieme a quelli sulla produzione industriale, dimostrano che la situazione resta molto grave e preoccupa seriamente la costante crescita della cassa in deroga. Diventa ogni giorno più urgente definire politiche industriali che possano determinare crescita e lavoro insieme ad interventi strutturali sulla cassa integrazione». Per quanto riguarda la Cigd Scudiere sottolinea come «si registra una tendenza all'aumento per ora inarrestabile: ormai finiscono in Cigd non solo i lavoratori delle aziende che non rientrano nella normativa vigente ma anche quelli che hanno concluso i periodi concessi dalle varie normative». Ma ci sono anche casi di aziende, rileva, «come la Fiat di Pomigliano, che avrebbero a disposizione ancora periodi di Cigs coperti da risorse economiche Inps in attivo strutturale, dove invece viene attivata la cassa in deroga con risorse economiche che non ci sono e che aggravano il conto del bilancio pubblico».

 

Nel periodo gennaio ottobre 2010, considerando un livello medio di ricorso alla Cig, ovvero il 50% del tempo lavorabile globale (18 settimane lavorative), si confermano in questo periodo oltre 1.160.000 lavoratori in Cigo, in Cigs e in Cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore per tutto il 2010 (44 settimane lavorative) si determina un'assenza completa di attività produttiva per 583.227 lavoratori, di cui 181.955 in Cigd. Il rapporto Cgil denuncia «una situazione economica e sociale sempre più insostenibile per milioni di lavoratori», calcolando come nel corso del 2010 i lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig abbiano perso già oltre 3.936.154.000 euro, mentre per ogni singolo lavoratore che è stato a zero ore in tutto questo periodo la perdita certa, anche al netto del consumo effettivo delle ore di Cig autorizzate, è stata di oltre 6.749 euro. Questi dati, osserva il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, «insieme a quelli sulla produzione industriale, dimostrano che la situazione resta molto grave e preoccupa seriamente la costante crescita della cassa in deroga. Diventa ogni giorno più urgente definire politiche industriali che possano determinare crescita e lavoro insieme ad interventi strutturali sulla cassa integrazione».

 

Per quanto riguarda la Cigd Scudiere sottolinea che «si registra una tendenza all'aumento per ora inarrestabile: ormai finiscono in Cigd non solo i lavoratori delle aziende che non rientrano nella normativa vigente, ma anche quelli che hanno concluso i periodi concessi dalle varie normative». Ma ci sono anche casi di aziende, rileva il dirigente sindacale, «come la Fiat di Pomigliano, che avrebbero a disposizione ancora periodi di Cigs coperti da risorse economiche Inps in attivo strutturale, dove invece viene attivata la cassa in deroga con risorse economiche che non ci sono e che aggravano il conto del bilancio pubblico».

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