Sabato, 05 Novembre 2011 08:48

Costruirsi una pensione integrativa. Se ne hai, di chi sono i tuoi soldi? Capitolo 2

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ROMA - Prestatemi la vostra macchina. Per 20 anni. Io farò il pieno e il cambio dell’olio e per tutto questo servizio mi accontento di un piccolo pagamento di pochi euro. Diciamo che mi pagherete 10 euro al mese per 20 anni per potermi prestare la vostra macchina, più 500 di penale se per caso l’auto vi serve e ve la volete riprendere.


Se vi sembra così assurda questa proposta avete mai pensato al fatto che con i vostri soldi vi comportate esattamente in questo modo?
Voi pagate qualcuno, la banca o l’assicurazione, perché vi tenga i vostri soldi per periodi di tempo anche lunghissimi ed in cambio dovreste ottenere il servizio di gestione. La banca, la società di gestione o l’assicurazione dovrebbero cioè garantirvi di investire al meglio i vostri soldi nelle maniere più redditizie, ovviamente più redditizie per voi.
Detto ciò cerchiamo di essere seri, le banche e le assicurazioni sono aziende e cercheranno principalmente il loro utile, quando voi vi farete i vostri conti sarà già troppo tardi e non potrete fare più nulla, quindi ricordatevi una cosa.

I vostri soldi sono vostri, ed essendo vostri devono lavorare per voi.
Tutto questo, ovviamente se ne hai un po’.
Non è infatti ipotizzabile che chi non ha un reddito sufficiente a sfamare la famiglia possa pensare di progettare un futuro così lontano come quello della pensione. In fondo pensare al futuro è un lusso che si può concedere solo chi ha soddisfatto i bisogni primari, vestirsi, mangiare, abitare, ed ha aspettative di una certa affidabilità di poterle soddisfare con una certa continuità.
Ed in effetti è proprio grazie a questa linea di minore resistenza che con tanta passione i nostri governanti si sono accaniti sui tagli alle pensioni, è sempre bastato infatti annunciare che per chi si fosse trovato già a pochi mesi o anni dal ritiro non cambiava nulla per rendere accettabile qualsiasi porcheria per chi sarebbe venuto dopo, anche subito dopo.
Quelli che vengono dopo siamo noi, e non potendo più concedere alla pensione che ci aspettiamo alcun tipo di credito fideistico, non potendo più essere sicuri di quale sarà la nostra pensione, né come importo né come età di accesso al diritto, dobbiamo metterci a tavolino e far lavorare per noi i nostri soldi.

Amerigo Rivieccio

Laureato in Economia Aziendale ed abilitato all'esercizio della professione di Promotore finanziario; dal 2001 sono contabile alla Camera dei deputati. Prima di approdare a Montecitorio sono stato ragioniere:
alla Presidenza del Consiglio; al Comune di Napoli; in una cava di inerti.
Ma sono stato anche Funzionario dell'Unione europea e arbitro nazionale di pallacanestro.

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