Giovedì, 12 Aprile 2012 20:51

Esodati, 65mila secondo il ministro Fornero. Per fare chiarezza bisogna attendere il decreto ministeriale

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La questione degli esodati è "delicata. Ognuno dà i numeri come gli pare. Noi faremo un comunicato, che sarà diffuso nel pomeriggio". Con queste parole il ministro Fornero, prima di entrare in commissione Lavoro della Camera, aveva annunciato delle dichiarazioni ufficiali sul numero degli esodati.

 

La nota del ministero, arriva poco dopo le 17.00 “Il numero degli esodati è di circa 65mila e pertanto l'importo finanziario individuato dalla riforma delle pensioni, attuata col decreto Salva Italia, è adeguato a corrispondere a tutte le esigenze senza dover ricorrere a risorse aggiuntive. Tale importo - prosegue la nota - era il frutto di stime prudenziali che hanno reso possibile includere anche quanti, successivamente introdotti da emendamenti parlamentari al decreto milleproroghe, non erano compresi nella platea originariamente prevista. Proprio per rispetto verso queste persone il ministro Fornero ha voluto che il controllo dei dati fosse scrupoloso e preciso, una stima che ha quindi richiesto un'analisi di dettaglio molto puntuale e un tempo relativamente lungo che può aver alimentato preoccupazione. Si è data così risposta a una situazione di comprensibile ansia per migliaia di persone, fugando un  ingiustificato allarmismo. Sulla base di tutto ciò, si procederà nelle prossime settimane all'emanazione del previsto decreto ministeriale. Il ministro sta altresì valutando, per specifiche situazioni e con criteri analoghi, l'ipotesi di un intervento normativo per trovare soluzioni che consentano a lavoratori interessati da accordi collettivi stipulati in sede governativa entro il 2011, comunque beneficiari di ammortizzatori sociali finalizzati all'accompagnamento verso la pensione, di accedervi secondo le previgenti regole".

Nei giorni passati non erano mancate le polemiche sulla questione dei lavoratori esodati- tutti quei lavoratori in prossimità del pensionamento che hanno accettato di rinunciare al lavoro ma che, per effetto delle nuove regole previdenziali, rischiano di trovarsi senza la pensione. Le stime sulle cifre sembravano ben lontane dalle 65mila, si parlava, infatti, di oltre 350mila persone.

La nota del Ministero, potrebbe mettere un punto fermo sui numeri, tuttavia per comprendere quali siano effettivamente i lavoratori che rientrano nelle casistiche ‘tutelate’, bisognerà attendere il decreto ministeriale.

Sulla questione la Cgil, che domani insieme a Cisl e Uil ha organizzato una manifestazione proprio sul tema, chiede comunque di fare chiarezza- “Ai lavoratori e lavoratrici in mobilità, esodati, licenziati, che manifestano domani a Roma, va data una soluzione, certa ed in tempi rapidi- annuncia Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil. “Al di là dei numeri, il governo deve sapere che non è più possibile lasciare nell'ansia e nell'incertezza lavoratori e lavoratrici che sono vittime di una riforma sbagliata, fatta in fretta, senza confronto, e col solo obiettivo di fare cassa, e che non ha avuto la minima attenzione alle fortissime conseguenze sociali che puntualmente si sono determinate- prosegue sollecitando una "soluzione per tutti" e non solo per una parte degli aventi diritto. Occorre ripristinare il principio che i patti previdenziali si rispettano in particolar modo per tutti coloro che in base alle norme allora vigenti avevano siglato accordi, collettivi ed individuali, di esodo o di scivolamento verso la pensione- dice ancora Lamonica. Non bisogna cercare escamotage», mette in guardia la Cgil. La risposta non può che essere di natura previdenziale, e le risorse possono essere cercate negli enormi risparmi realizzati con la riforma stessa nonchè prelevarle dalle condizioni di vero privilegio che caratterizzano il nostro Paese, dai grandi patrimoni alle pensioni d'oro- conclude il dirigente- sollecitando una risposta di "equità e diritto" anche sulle ricongiunzioni onerose.

A chiedere un intervento deciso sulla questione degli esodati e anche Raffaele Bonanni “Sono rimasti sul campo della riforma delle pensioni diverse decine migliaia di persone che ormai da diversi giorni non dormono, perchè non sono nè lavoratori nè pensionati. Abbiamo chiesto al governo di aprire un tavolo per affrontare questo tema- annuncia il leader della Cisl-che nella trasmissione di Raidue parla della manifestazione di domani in favore degli 'esodatì. Il governo si gloria di essere stato il primo in Europa a varare una riforma così rigida delle pensioni -continua Bonanni- ma non si possono lasciare a piedi persone che hanno siglato accordi con le aziende e i patti vanno rispettati. Il Governo ha fatto una riforma senza alcun confronto e senza capire l'impatto. Ancora oggi stiamo ancora aspettando i numeri degli esodati. Quello di domani -ci tiene a precisare Bonanni- non è uno sciopero perché queste persone purtroppo non sono né lavoratori, né pensionati. Quindi non è uno sciopero perché non sono dipendenti di un'azienda, sono in un limbo indistinto”

Che questi lavoratori siano finiti in un limbo indistinto è chiarissimo, tuttavia è altrettanto evidente come la manovra pensionistica, unita alla riforma sul lavoro e sugli ammortizzatori sociali, rischi di gettare migliaia di lavoratori italiani in un baratro senza fine. Cercare di tamponare una parte del problema, evitando di analizzare la questione nel suo complesso, ha come triste risultato far sentire i lavoratori sempre più soli, abbandonati dal sindacato e dalla politica.

Read 909 times Last modified on Mercoledì, 18 Aprile 2012 19:25

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