TRIESTE - Settimana di Borsa caratterizzata dalla notizia più attesa dai mercati finanziari:  gli Stati Uniti hanno scongiurato il default ! Lo scorso 16 ottobre si è posto fine allo “shutdown” con un accordo tra Repubblicani e Democratici che ha superato brillantemente la prova del voto sia al Senato (81 favorevoli contro 18 contrari) che alla Camera dei Rappresentanti (285 “sì” e 144 “no”), innalzando il tetto sul debito (“debt ceiling”) sino al 7 febbraio 2014 e garantendo (sino al 15 gennaio) al governo federale nuovi fondi per la riapertura degli uffici e dei servizi non operativi.

TRIESTE - Nessun nuovo tema a caratterizzare l’ottava di Borsa che si inaugura oggi, ulteriore settimana ostaggio dell’incertezza per quello che potrebbe accadere negli Stati Uniti a seguito della questione “debt ceiling”, l’innalzamento del tetto del debito pubblico, soprattutto nella seduta odierna, caratterizzata dalla sospensione dell’attività macroeconomica americana per la festività del “Columbus Day” e da un’agenda europea che prevede la sola comunicazione dei dati sulla produzione industriale, seguita nel pomeriggio da una riunione dei ministri delle Finanze dell'Eurogruppo.

TRIESTE -  L’avvio piuttosto pesante di questa settimana di Borsa, legato alla grande incertezza relativa alla politica fiscale degli Stati Uniti, incentrata sullo scottante dibattito sull’innalzamento del tetto del debito pubblico (il cosiddetto “debt ceiling”), ha risvegliato i mercati dal torpore nel quale erano sprofondati da settimane, facendo precipitare Wall Street ai minimi degli ultimi undici mesi e determinando l’apertura negativa anche dei listini europei.

La mancata intesa sul finanziamento dell’apparato statale incombe sulle Borse e deprime i mercati. La profonda differenza che il concetto di “sicurezza” assume sulle opposte sponde dell’Atlantico 

TRIESTE - Dopo aver archiviato una settimana, quella compresa tra il 30 settembre ed il 4 ottobre, dominata da una forte volatilità che soltanto il doppio voto di fiducia incassato dal governo Letta ha saputo smorzare, limitando al 3,73% il ribasso del FTSE Mib, primo indice di Borsa Italiana, cresciuto complessivamente del 12,48% da inizio anno, si inaugura oggi una dieci giorni che, fino al prossimo 17 ottobre, ci accompagnerà con i timori legati al problema tetto del debito USA.

TRIESTE - Si conclude oggi una settimana di Borsa ricca di spunti ed avvenimenti macroeconomici, dominata dalle ripercussioni di una politica tutta paura e delirio (paura per la crisi di Governo in Italia, delirio per il “government shutdown” - la paralisi del servizi pubblici per mancanza di coperture finanziarie - in America) ed impreziosita dall’appuntamento con le decisioni di politica economica della Banca Centrale Europea (BCE), cui continuano a fare da sfondo la decisione della Federal Reserve (Fed) di procedere ad una graduale normalizzazione dei tassi di interesse (il così detto “tapering”) e la pubblicazione di svariati indicatori sullo stato di salute dell’Eurozona e dei paesi che la compongono.

TRIESTE -  Dopo che la passata settimana si è caratterizzata per il peggioramento dello scenario politico italiano e per il conseguente ribasso del FTSE Mib, il più significativo indice azionario di Piazza Affari, il cui progresso da inizio anno è sceso all’8,44%, lo scorso week end le italiche vicende hanno avuto sviluppi tali da lasciar facilmente intuire l’evoluzione della nuova ottava.

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