Venerdì, 16 Novembre 2012 18:31

Le banche seducono Piazza Affari, frenata dai timori su Grecia e bilancio Usa

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TRIESTE - Ottava caratterizzata da diversi alti e bassi a Piazza Affari, che fallisce l’ennesima opportunità per un salutare rimbalzo: le buone trimestrali di Unicredit ed Intesa SanPaolo ed un martedì esaltante per il comparto ne sembravano il beneaugurante preludio, subito smentito dalle prese di beneficio della giornata successiva, chiusa in frazionale ribasso.


Dopo la notizia apparsa su MF di ieri che stima in circa 113 miliardi di euro la mole di crediti di esito incerto per i primi sei gruppi bancari italiani, in crescita del 7,3% da fine 2011, seduta nervosa per le banche che comunque, grazie all’ottima performance di Unicredit, consentono a Milano di limitare i danni.
Apertura odierna apparentemente senza scossoni e bancari ancora in rialzo sino al blitz di Bankitalia che, sempre secondo il quotidiano finanziario MF, starebbe attentamente monitorando l’andamento e la gestione delle sofferenze dei principali istituti di credito italiani.
Dopo il taglio delle stime di crescita per il prossimo biennio effettuato ad inizio settimana dalla BCE (Banca Centrale Europea) e l’annuncio Eurostat di un ulteriore flessione del PIL (Prodotto Interno Lordo) nel terzo trimestre 2012, parzialmente mitigati dal surplus di 9,8 miliardi della bilancia commerciale della zona Euro (408 milioni l’attivo dell’Italia), oggi Milano maglia nera (FTSE Mib -1,72% FTSE Italia All Share -1,78%) delle principali borse europee che hanno virato al ribasso sulla scorta degli elevati timori legati alla situazione finanziaria della Grecia ed al precario equilibrio del bilancio americano.
Tra i maggiori titoli industriali di Piazza Affari male anche Fiat, che a fronte del calo di immatricolazioni in Europa del 4,6% registra una contrazione delle proprie vendite del 5,6%; ribadita la centralità della fusione con Chrysler, anche se non concretizzabile prima del 2014.
Praticamente invariato rispetto a ieri lo spread tra il BTP ed il Bund con scadenza a dieci anni, sceso a quota 355 Bp (basis point, punti base) dai 367 della chiusura dello scorso venerdì, con un rendimento ridottosi al 4,9%.

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