Fabio Angioletti

Fabio Angioletti

TRIESTE - Ottava di Borsa tipicamente estiva quella che si conclude oggi, all’insegna dell’incertezza e delle prese di profitto che accompagnano un inizio di agosto privo di rilevanti novità per il mercato dei beni e per quello monetario e del lavoro.

TRIESTE - Settimana positiva, quella appena trascorsa, per i mercati che “sentono” arrivare la ripresa, soprattutto nell’Eurozona (l'insieme degli stati membri dell’Unione Europea che adottano l’euro come valuta ufficiale) dove i dati macroeconomici sembrano indicare un cambio di tendenza, con gli ordini all’industria in crescita e la fiducia espressa dai direttori acquisti delle imprese private e la confidence di consumatori e imprenditori in miglioramento.

TRIESTE - Nouriel Roubini, economista e docente della New York University divenuto celebre per le sue previsioni sul manifestarsi della crisi finanziaria globale puntualmente verificatasi due anni dopo, invita a non farsi troppe illusioni sul contributo alla crescita mondiale ed alla ripresa dell’Europa da parte degli USA: «Il problema è che se l'America si muove ancora lentamente, l'Europa è ferma e resta sull'orlo di una recessione diffusa. (..) Il quadro complessivo è molto preoccupante».

TRIESTE - Complice il periodo estivo, la settimana di Borsa compresa tra il 22 e il 26 luglio non ha riservato particolari sorprese riconfermando la tendenza ad una contenuta volatilità, i cui effetti non hanno impedito al FTSE Mib, principale e più significativo indice di Piazza Affari, di conseguire nel corso dell’ottava un progresso dell’1,84%, tale da riportare su valori positivi (+0,91%) anche la performance da inizio anno.

TRIESTE -  Ennesima settimana di Borsa con pochi spunti macroeconomici di rilievo e mercati finanziari ancora dominati dall’incertezza, che ne influenza le dinamiche di breve e medio periodo: la moderata crescita degli Stati Uniti, la recessione dell’area Euro, le politiche espansive di tutte le banche centrali e l’assenza di pressioni significative sui prezzi al consumo tratteggiano un moderato rallentamento della crescita correlato al consolidamento delle strutture economiche.

TRIESTE -  L’ottava di Borsa conclusasi lo scorso venerdì con il secondo rally consecutivo di Piazza Affari in altrettante sedute ha portato il FTSE Mib, il più significativo indice di Borsa Italiana, ad un incremento di periodo del 4,5% che, a sua volta, ha ridotto il disavanzo da inizio anno allo 0,92%.

TRIESTE - Prosegue la fase di incertezza dei mercati all’insegna di quella volatilità che, per gli operatori, è anche sinonimo di preoccupazione: per le scelte di investimento così come per il clima politico.

TRIESTE - Dopo l’inatteso taglio del rating sul debito sovrano dell’Italia praticato dall’agenzia Standard & Poor’s, peraltro accompagnato da analoghe azioni sui nostri principali istituti di credito (Mediobanca, Unicredit, Intesa SanPaolo) con una solerzia ammirevole ma per certi versi sospetta, non stupisce come nel periodo compreso tra l’8 ed il 12 luglio il FTSE Mib, l’indice azionario che comprende le 40 società a maggior capitalizzazione quotate sui mercati gestiti da Borsa Italiana, abbia registrato un calo dello 0,66%, portando il ribasso complessivo da inizio anno al 5,18%.

TRIESTE - Dopo un’ottava stranamente avara di dati e spunti macroeconomici, è l’ultima seduta a riservare grandi sorprese, purtroppo tutte negative: dai rinnovati timori per la crisi europea, accesi dall’inasprimento della scena politica portoghese, alla crescita statunitense inferiore alle attese, passando per l’annunciato tapering (la progressiva riduzione del Quantitative Easing, ossia della politica espansiva) della Fed ed ai successivi aggiustamenti effettuati tanto da Mario Draghi, numero uno della BCE (Banca Centrale Europea), quanto da Ben Bernanke, suo omologo a stelle strisce.

TRIESTE -  Nuova ottava, vecchi problemi: nel periodo compreso tra il 1° ed il 5 luglio il FTSE Mib, il più significativo indice azionario che ricomprende le 40 società a maggior capitalizzazione di Borsa Italiana, si è incrementato dell’1,93% soltanto grazie al rally messo a segno a seguito delle rassicurazioni fornite dal numero uno della BCE (Banca Centrale Europea) riguardo alle prossime politiche dell’istituto centrale, riducendo così al 4,55% il calo complessivo da inizio anno.

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