Sabato, 19 Aprile 2014 23:47

Gran Premio Cina. Debutto a Shangai

Settimana molto frenetica nel mondo Gp, si è discusso delle novità tecniche che debuttano sulle monoposto a Shanghai per il GP di Cina ma si è parlato soprattutto, qui in Italia, dell’addio di Stefano Domenicali, che ha rassegnato le proprie dimissioni, sostituito da Marco Mattiacci.

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ROMANella prima sessione di prove libere del GP della Cina al 1° posto c’è la Ferrari di Fernando Alonso che ha girato  in 1’39”783 davanti alla Mercedes di Nico Rosberg con 1’40”181 e alla Red Bull di Daniel Ricciardo con 1’40”772.L’impressione è che le frecce d’argento non  abbiano come al solito svelato le loro carte al venerdì mattina, e che la rossa abbia girato in condizioni più favorevoli.

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PECHINO - Migliaia di lavoratori, almeno 10 mila) di una delle più grandi fabbriche di scarpe della Cina sono in sciopero da ieri a Dongguan, nel Sud del Paese, per protestare contro le precarie condizioni di lavoro. Si tratta degli operai della Yue Yuen, gruppo che produce calzature per noti marchi.

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TRIESTE - La scorsa ottava si è conclusa con la giornata delle “tre streghe”,  il terzo venerdì di ogni mese che a sua volta chiude un trimestre in cui scadono i principali contratti di future ed opzioni  su indici ed azioni, con Piazza Affari croce e delizia d’Europa: la giornata borsistica sì è infatti conclusa con Milano fanalino di coda tra le principali piazze del Vecchio Continente, performance che si contrappone al progresso settimanale del 3,08% grazie al quale la crescita da inizio anno è salita in doppia cifra, un 10,6% che le conferisce il primato tra i listini di quest’angolo di mondo.

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Martedì, 25 Febbraio 2014 18:04

Moda. Krizia venduta, diventa cinese

ROMA - Un’altra casa di moda italiana cambia proprietà e varca i confini del proprio paese natio: è il caso di Krizia che si sposta in oriente. L’azienda di moda Krizia è stata fondata circa sessant’anni fa da Mariuccia Mandelli e ora è stata assorbita da un gruppo cinese, precisamente una delle aziende leader del pret-a-porter nel territorio asiatico.

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Domenica, 16 Febbraio 2014 18:28

Festival di Berlino. Orso d’oro per la Cina

BERLINO  È made in China il film vincitore dell’Orso d’oro del Festival di Berlino 2014. Giunta alla 64esima edizione, la manifestazione ha premiato infatti il film “Black coal Thin ice”  del regista cinese Diao Ynan.

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TRIESTE - I segnali premonitori c’erano già tutti sin dalla seduta dello scorso lunedì, puntualmente confermati dall’andamento di un’ottava che, nel “venerdì nero” di ieri, ha avuto il suo logico e catastrofico epilogo: la peggiore settimana dal maggio 2012 per la Borsa di New York deve la sua pessima chiusura ai timori degli investitori per la tenuta dell'economia cinese, stante la contrazione dell'attività manifatturiera registrata a gennaio, per le turbolenze e le svalutazioni nei paesi emergenti, in particolare in Venezuela, Argentina e Turchia, per le deboli trimestrali sinora registrate a Wall Street.

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PECHINO – Risveglio tra la nebbia artificiale dello smog per Pechino e per i suoi 20 milioni di abitanti. Secondo quanto si apprende dalla stampa internazionale, la visibilità per strada sarebbe ai minimi. Polveri sottili superiori di 25 volte il minimo consentito. 671 microgrammi contro i 500 microgrammi per metro gruppo legalmente sostenibili.

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PECHINO - Far affondare il Titanic di nuovo per far rivivere le paure vissute nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912. E' l'ultima idea lanciata dalla Cina, pronta ad investire 120 milioni di euro (circa un miliardo di yuan) per investire su un parco a tema in grado di trasformare la provincia del Sichuan, a sud ovest della Cina, un polo turistico di attrazione mondiale.

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PARIGI - Una Barbie a grandezza d'uomo vestita in tuta da operaio, incatenata e con la bocca chiusa dal nastro adesivo. E' così che l'Associazione Peuples Solidaires e l'Organizzazione China Labour Watch hanno voluto denunciare in Francia,  vicino ai grandi magazzini parigini, le condizioni degli operai nelle fabbriche cinesi della Mattel.

Un imbonitore accanto alla Barbie operaia recita le seguenti parole: "Avvicinatevi signore e signori, ecco il nuovo modello di Barbie, 'Barbie operaia'. Facilmente manipolabile e sfruttabile a piacimento, è in grado di lavorare 13 ore al giorno per appena 12 centesimi di euro a bambola"

Sulla scatola rosa di due metri di altezza che contiene la bambola, e dove la marca è stata ribattezzata 'Mattée', sono applicati adesivi che mettono in luce le virtù della bambola: "salario misero", "massimo rendimento", "funziona senza protezioni sociali".

"L'obiettivo è quello di sensibilizzare il maggior numero di persone possibile e fare pressione sulla Mattel", ha spiegato Benjamin Lemesle di Peuples Solidaires, citato da 'Le Figaro.fr'.

Risale proprio a due mesi fa il rapporto di China Labor Watch che aveva denunciato "gravi violazioni" del diritto del lavoro constatate in sei fabbriche che riforniscono la Mattel in Cina e che producono tra l'altro le Barbie. Era  stato il quotidiano 'Le Figaro' a raccontare l'esperienza di alcuni  investigatori dell'associazione che si erano fatti assumere come operai in quelle fabbriche in un periodo di massima produzione in vista del Natale, ovvero tra aprile e settembre 2013. Gli investigatori avevano constatato e censito non meno di 18 diversi casi di mancato rispetto delle norme del diritto del lavoro. 18 ore di lavoro al giorno, 110 ore supplementari al mese, denunciava l'associazione, senza ricevere l'adeguata retribuzione. Inoltre per riuscire a mantenere tariffe competitive, i fornitori non pagano interamente le ore supplementari né versano i contributi sociali dei salariati. Per questi motivi, in agosto oltre 300 operai hanno deciso di amettersi in sciopero presso uno degli impianti in questione e per reclamare il versamento dei contributi per la pensione.

La 'Barbie operaia', ha spiegato Kevin Slaton, responsabile della Ong 'China Labour Watch', rappresenta la privazione del diritto degli operai cinesi ad esprimersi sulle loro condizioni di lavoro. Non hanno "rappresentanti sindacali, nessuno con cui lamentarsi". Ma "essendo poveri e provenendo da zone rurali non hanno veramente possibilità di scelta. Crediamo che Mattel e le fabbriche che fanno lavorare quegli operai traggano profitto da questa situazione".

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