ROMA - Oggi sono trent’anni dall’incidente (ammesso che di un incidente si sia trattato) alla centrale di Chernobyl. Quell’impianto non era vecchio (oggi in molti paesi europei e in Giappone si utilizzano impianti costruiti trenta o quarant’anni fa): il primo dei reattori di Chernobyl era entrato in funzione solo pochi anni prima, nel 1977. Eppure, già nel 1982 si erano avuti i primi segni di guasto grave (che aveva causato la parziale fusione del nocciolo del reattore n.1).

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Rimandato a novembre 2017 il completamento del sarcofago che dovrà coprire il reattore contenente ancora 180 tonnellate di combustibile

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29 anni dopo, ancora situazione disastrosa e nuova centrale nucleare in costruzione. “Si continua a vivere in aree contaminate e a sviluppare patologie tumorali in Bielorussia, Russia e Ucraina, mentre va avanti la costruzione della nuova centrale nucleare bielorussa” . Ogni anno 100 bambini ospiti del Progetto Rugiada di Legambiente.

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Legambiente: “A 28 anni dall’incidente situazione ancora drammatica e altamente rischiosa. L’Europa s’impegni per la rapida messa in sicurezza del sarcofago e la salvaguardia della popolazione che vive nell’area del disastro nucleare”

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Chiedere alla Comunità Internazionale interventi concreti per aiutare i bambini che vivono ancora nelle zone contaminate ed effettuare monitoraggi indipendenti della radioattività nell’ambiente. 

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Mercoledì, 13 Febbraio 2013 14:27

Chernobyl. Crollo in area vicino a reattore

Legambiente: “Accelerare i lavori di realizzazione del nuovo sarcofago”

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Uno studio, durato 20 anni, mostra che anche basse dosi di radiazioni possono essere legate alla malattia

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Appello alla Commissione Europea e alla Commissione internazionale per sostenere le popolazioni vittime dell’incidente nucleare del 1986.  Continua il Progetto Rugiada in Bielorussia per i bambini di Chernobyl

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ROMA - La scorsa notte è stato firmato l'accordo unitario su contratti e rappresentanza sindacale tra la Confindustria e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Accordo che il governo ha salutato con estrema soddisfazione: "Grazie a Bonanni, Angeletti, Camusso e Marcegaglia per quello che hanno fatto oggi nell'interesse del Paese", ha detto il ministro Giulio Tremonti al quale ha fatto eco il ministro Sacconi: "In un Paese in cui il pluralismo sindacale è particolarmente accentuato e le relazioni industriali sono intense, è essenziale che tutte le grandi organizzazioni dell'industria abbiano raggiunto un accordo sul sistema delle regole comuni".

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ROMA - Evidentemente la primavera dell’ottimismo è arrivata solo a Palazzo Chigi visto che il Centro Studi di Confindustria ha reso noto uno po’ di conti che disegnano un paese che sta chiudendo i battenti.

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