ECONOMIA

Economia

Lunedì, 18 Luglio 2011 14:59

7 anni per curare le ferite della crisi economica

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ROMA -   Senza stimoli alla crescita serviranno almeno sette anni per smaltire sul fronte del lavoro gli effetti della crisi nel settore terziario.

La parte decisamente più fortunata dei giovani italiani sarebbe destinata ad un futuro di stenti, i circa 4 milioni di giovani di età compresa tra i 25 ed i 34 anni che sono oggi ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard ed i contributi regolarmente versati andrà in pensione con trattamenti miseri, tanto che ben il 42 % di loro non arriverà ad intascare 1.000 euro di pensione, a ribadirlo per l’ennesima volta, a lanciare nuovamente l’allarme ci pensa stavolta il Censis illustrando quanto emerge dal primo anno di lavoro del progetto «Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali» di Censis e Unipol. 

ROMA - In Italia non si è ancora creata una cultura della previdenza, ciascuno di noi vede il momento del pensionamento come lontanissimo e come se fosse in ogni caso a carico di qualcun altro. In realtà l’avvicinarsi del momento in cui il nostro paese dovrà confrontarsi con una vera e propria massa di anziani non più autosufficienti economicamente, grazie a pensioni più basse, ad un livello inferiore di servizi sociali ed al venir meno di tutte quelle reti sociali che accudivano e valorizzavano la terza età fino a pochi decenni fa, ci pone un problema cui ci stiamo sottraendo come paese. Aiutati in questo sottrarci anche da decisioni a dir poco singolari della nostra classe dirigente.

ATENE - A dirla tutta la battaglia che si è svolta nei palazzi di Atene ha riguardato molto da vicino quei paesi con la reputazione sotto osservazione come l’Italia. Se il salasso greco non fosse passato anche il nostro paese si sarebbe trovato in una condizione potenzialmente rischiosa per gli equilibri di bilancio.

Venerdì, 24 Giugno 2011 12:37

Draghi è il nuovo presidente della BCE

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ROMA - Il governatore di Bankitalia Mario Draghi è stato nominato presidente della Bce dal Consiglio Europeo.

COMO – La notizia è rimasta sotto traccia. Ieri il ministro ticinese Marco Borradori, presidente della Regioni Insubria, ha decretato un ultimatum: “Governo e Parlamento del Canton Ticino hanno chiesto a Berna di bloccare i 54,9 milioni di franchi, 45,7 milioni di euro, di fondi di ristorno dei frontalieri in pagamento il prossimo 25 giugno finché non sarà applicata la mozione votata all'unanimità dai parlamentari italiani per cancellare la Svizzera dalla lista nera dei paradisi fiscali – incalzando - Non vogliamo trattenere i fondi fiscali dei lavoratori poiché rientrano in accordi internazionali. Ma chiediamo che siano depositati su un conto vincolato, finchè alle parole non seguano i fatti”.   

Martedì, 14 Giugno 2011 16:39

Crisi greca. Anche S&P abbassa il rating

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ROMA - Anche Standard & Poor’s ha proceduto a tagliare il rating sul debito ellenico. Con il taglio avvenuto ieri il livello attuale di rating per il debito di Atene è ora ‘CCC’.

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Opinioni

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