PENSIONI

Ricercatori dell’Istituto per i processi chimico-fisici del Cnr di Messina, in collaborazione con l’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca di Brno, hanno dimostrato, tramite calcoli teorici al computer, che l’applicazione di intensi campi elettrici induce nell’acqua effetti strutturali analoghi ad una diminuzione della temperatura.

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Amplificare e rendere macroscopico un fenomeno fondamentale della luce, il momento angolare intrinseco dei fotoni trasversale rispetto al flusso che ne determina il verso specifico.

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Continua la collaborazione con gli enti di ricerca, le università e le industrie nazionali finalizzata allo sviluppo della tecnologia di lanciatori di piccoli satelliti innovativi da piattaforma aerea. Il Video di presentazione

 

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Venerdì, 09 Agosto 2019 14:40

La luce come un fluido quantistico

Ricercatori Cnr-Nanotec hanno dimostrato che è possibile realizzare una giunzione Josephson in superfluidi quantistici di polaritoni. Analogamente a ciò che avviene tra superconduttori separati da un isolante, è stata osservata, per la prima volta in fluidi di luce interagente, una giunzione Josephson artificiale, dovuta alla differenza di fase fra due fluidi quantistici. Lo studio, è stato condotto in collaborazione con l'Istituto di fisica dell'Accademia polacca delle scienze ed è pubblicato su Nature Photonics  

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L’Università degli Studi di Milano e il Consiglio nazionale delle ricerche hanno analizzato per la prima volta la visibilità orizzontale dell’atmosfera, scoprendo che, nelle zone più inquinate del Paese, la frequenza dei giorni con visibilità sopra i 10 o i 20 km è più che raddoppiata negli ultimi 40 anni, grazie soprattutto alle norme emanate per ridurre l'inquinamento. La pubblicazione su Atmospheric Environment  

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L’Istituto officina dei materiali del Consiglio nazionale delle ricerche di Trieste, con una nuova sonda che permette l’analisi sull’intera cellula e non solo sulla membrana, identifica una tecnica per riconoscere, in base alle caratteristiche meccaniche, gli ovociti con maggiori probabilità di successo, sia freschi sia dopo il congelamento.

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Deliberata l’istituzione dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche “Giulio Natta” di Milano.

“La riorganizzazione scientifica dell’Ente sta ottimizzando e mettendo a sistema le proprie competenze multidisciplinari e il suo capitale umano per offrire un contributo rispetto alle grandi sfide del nostro paese e globali: produzione di cibo ed energia e dello sviluppo industriale nel rispetto della sostenibilità”, afferma il presidente Inguscio. Un percorso che prosegue con la valorizzazione di un settore strategico come la chimica, dopo il varo degli Istituti di bioeconomia, di scienze polari, di scienza e tecnologia dei plasmi, per la ricerca e l’innovazione biomedica, sul Mediterraneo e per il Patrimonio culturale e con il prossimo lancio dell’Istituto per la mobilità sostenibile

Il Consiglio di amministrazione del Consiglio nazionale delle ricerche presieduto da Massimo Inguscio, svoltosi questa mattina a Milano, ha deliberato l’istituzione dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche “Giulio Natta” (Cnr-Scitec), che è stato successivamente presentato nell’Area Cnr di via Bassini. Nell’ambito del processo in atto di riordino della rete scientifica del Cnr e per valorizzare un settore strategico a livello nazionale ed europeo, questo nuovo presidio intende rilanciare la chimica pura e applicata nello scenario della sostenibilità.

“La riorganizzazione scientifica del Cnr sta ottimizzando e mettendo a sistema le proprie competenze multidisciplinari per offrire un contributo determinante ad affrontare le grandi sfide del nostro paese e globali, quali la produzione di cibo ed energia e lo sviluppo industriale nel rispetto della sostenibilità”, afferma il presidente Inguscio. “In questo processo, le eccellenze in ambiti di ricerca avanzata quali l’energia, la salute, il food, i beni culturali permetteranno a Cnr-Scitec di rispondere alla domanda di cambiamento dell’industria chimica di processo e manifatturiera, con soluzioni competitive per la riduzione dell’impatto ambientale e volte a sostenere la diffusione del modello basato sulla qualità”.

Le mutate e urgenti esigenze della società e dell’industria richiedono alla ricerca scientifica e tecnologica un impianto progettuale innovativo. “Il percorso strategico sul quale il Cnr sta celermente procedendo con il riordino della rete scientifica valorizza il capitale umano e di competenze dell’Ente, come confermano tutti gli Istituti di recente creati”, prosegue Inguscio. “L’Istituto di bioeconomia di Firenze si occupa di economia circolare e sostenibilità, settore in crescita per investimenti e posti di lavoro in cui l’Italia e il Cnr sono leader: filiere della produzione primaria e della foresta-legno, industria delle biotecnologie, dell’energia, manifatturiera ed edile. L’Istituto di scienze polari appena presentato in Artico studia i cambiamenti climatici attraverso l’amplificatore delle aree estreme, per comprenderne i fenomeni e le possibili azioni di mitigazione e adattamento. E poi l’Istituto della scienza e tecnologia dei plasmi con sede a Milano e sezioni a Padova e Bari, che si occupa anche di produzione energetica da fusione; l’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica di Palermo, con importanti iniziative con gli Irccs a carattere traslazionale; e ancora quelli sul Mediterraneo e per il Patrimonio culturale. A breve verrà lanciato un Istituto per la mobilità sostenibile a Napoli. Uno sforzo complessivo e coerente della ricerca Cnr, quindi, per rispondere in modo strategico e innovativo alle sfide del progresso: cibo, energia, industria sostenibile”.

Il nuovo Istituto di scienze e tecnologie chimiche può affermarsi come riferimento di eccellenza nazionale, europea e internazionale per la comunità scientifica, l’industria chimica e gli stakeholder territoriali forte delle competenze di oltre un centinaio di ricercatori e della tradizione di grande eccellenza della chimica del Cnr milanese, che risale agli anni Sessanta del secolo scorso e che è stata motore della crescita dell’economia italiana grazie alla collaborazione con le imprese. “Giulio Natta, cui è dedicato il nuovo Istituto, Premio Nobel per la chimica nel 1963 per la sintesi del polipropilene isotattico, un polimero eccezionalmente versatile e applicativo, nel 1961 è stato il primo direttore dell’Istituto di chimica macromolecolare Cnr. Un’eredità raccolta dagli istituti Cnr Ismac, per la sintesi di polimeri innovativi e materiali plastici, e Istm, per la preparazione di molecole complesse ad alto valore”, ricorda Maurizio Peruzzini, direttore del Dipartimento scienze chimiche e tecnologie dei materiali del Cnr.

Alla presentazione di Cnr-Scitec, oltre al Presidente Inguscio e al Direttore Peruzzini, sono intervenuti il Presidente dell’Area della ricerca Milano 1 Aldo Ceriotti, il Consigliere di amministrazione Cnr Mario Melazzini, il Direttore dell’Istituto di chimica del riconoscimento molecolare (Icrm) Sergio Riva, Vittorio Maglia di Federchimica, il Presidente sezione Lombardia della Società chimica italiana Domenico Albanese, il Presidente del Cluster lombardo di chimica verde (Lgca) Diego Bosco e rappresentanti di Università degli studi di Milano, Università di Milano Bicocca e Politecnico di Milano.

Cnr-Scitec nasce dagli Istituti per lo studio delle macromolecole (Ismac), di chimica del riconoscimento molecolare (Icrm) e di Istituto di scienze e tecnologie molecolari (Istm). Un hub lombardo e nazionale per la chimica e la scienza dei materiali, per la salute e le scienze della vita, per le energie rinnovabili e la blue sky research con centro direzionale a Milano e importanti realtà territoriali a Roma e a Perugia. Il nuovo Istituto svilupperà nuova conoscenza e valorizzazione di sviluppo tecnologico, coerentemente con le roadmap prodotte dall’Unione Europea e da altri enti nazionali e regionali, quali il Piano energetico ambientale regionale (Pear), il Programma sviluppo rurale (Psr) e il Piano nazionale della ricerca (Pnr).

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Passi avanti nel campo delle rinnovabili: dispositivi sempre più efficienti possono essere progettati con una nuova tecnica indagata da un gruppo di ricerca capitanato dall’Istituto officina dei materiali del Cnr. Il risultato pubblicato su Comunications Physics 

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L’Italia è la terza nazione in Europa e la seconda come presenza nei progetti di ricerca 

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Identificati farmaci, attualmente in uso con differenti indicazioni terapeutiche, in grado di bloccare in laboratorio la capacità delle cellule tumorali di muoversi e di diffondere metastasi. Ad esempio il budesonide, usato contro l’asma, sembra ridurre la disseminazione metastatica di cellule di tumore mammario. Lo studio è stato svolto dall’Istituto di genetica e biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con l'Ifom e con il sostegno di Airc e Miur. I risultati sono pubblicati su Cancer Research  

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