Tra imponenti misure di sicurezza, la Tunisia elegge oggi il primo presidente della Repubblica del dopo Ben Ali. Oltre cinque milioni i tunisini chiamati a votare al ballottaggio tra Béji Caid Essebsi, leader di Nidaa Tounes, la più grande forza politica del Paese, e l’attuale presidente provvisorio, Moncef Marzouki.

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Volano gli stracci e i dossier in Brasile alla vigilia del ballottaggio presidenziale. La presidente uscente, Djilma Rousseff, che seppur con popolarità in calo è data per favorita, si difende dalle accuse di essere stata a conoscenza dei giri di mazzette e favori del gigante petrolifero Petrobras. Lo scandalo è stato tirato fuori da un settimanale che accusa anche il predecessore di Djlma, Ignacio Lula da Silva. Secondo la presidente uscente si tratta di un dossier a orologeria: “Sono indignata. Non possono trattare in questo modo il presidente. 

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Sabato, 08 Giugno 2013 17:34

Marino domani al seggio alle 11

ROMA - Il candidato sindaco, Ignazio Marino si recherà al seggio elettorale di Via Gesù e Maria 28 per il voto delle amministrative di Roma domani alle ore 11.00. A seguire Marino farà tappa nel seggio elettorale di via Tevere dove, alle 12.15, accompagnerà la madre Valeria a votare.

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Mercoledì, 05 Giugno 2013 12:39

Straccerò delibera tagli risorse disabili

ROMA - Da sindaco straccerò la delibera della giunta Alemanno che ha dimezzato le risorse per le famiglie con un disabile. Questa mattina sono andato alla fermata dell'autobus a via Andrea Doria con Yleana Argentin che si muove su una carrozzella e non è stato possibile salire su un mezzo pubblico.

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ROMA - "Secondo indiscrezioni sempre più insistenti si sta già procedendo, prima del ballottaggio, al solito triste valzer delle nomine e degli appalti last minute nelle aziende partecipate. Sarebbe il degno colpo di coda di un'amministrazione che ha utilizzato le aziende del Comune come uffici di collocamento per parenti e amici, privando i romani di servizi essenziali in nome delle clientele", dichiara in una nota il candidato sindaco Ignazio Marino.

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Martedì, 28 Maggio 2013 12:31

Agenda Marino

Ore 18.00 - Ignazio Marino incontrerà tutti i candidati della coalizione per fare insieme una prima analisi del voto (Teatro Capranica, piazza Capranica 101).

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Lunedì, 03 Dicembre 2012 19:20

Ma Bersani ha vinto davvero?

Esausti, alle due del mattino, abbiamo abbandonato il piccolo schermo. Davvero non ne potevamo  più di vedere facce tristi di giornalisti, quasi in lutto per l’esito del ballottaggio fra Bersani e Renzi. Poche  per la verità sul  Tg 3 che non ha ritento, come hanno fatto altre reti, di dirottare i programmi previsti  sulle elezioni. Verso le 23,30,quando tutto era già noto ed avevano parlato sia Bersani che Renzi. è arrivato  il primo collegamento.  Il Tg 1 non si è degnato, il tg2 ha fatto capolino. Insomma il servizio pubblico, la rai, non ne esce bene. Unico fatto positivo: chi perlomeno  non ha partecipato ad una vera e propria orgia della disinformazione, di commenti privi di senso, di stupidità a buon mercato. Giornalisti che vanno per la maggiore anche nello schieramento dei “democratici” che si trasformano in maghi, decidono loro quale sarà il futuro, che farà Renzi, che farà Bersani. Alle due del mattino siamo andati a letto  con una domande che ci turbinava nella testa: ma ha vinto davvero Bersani? Dopo tutto quello che avevamo sentito francamente eravamo frastornati. Al mattino abbiamo acceso di nuovo il piccolo schermo e la domanda era tale e quale quella della notte. 

Dagli schermi tv gli elogi sono tutti per Renzi

In primo piano ancora Matteo  Renzi, opinionisti a sbracciarsi per elogiarlo, dire quanto è stato bravo, che ha cambiato il Pd, ”vincitore morale“ lo definisce Feltri, lasciando intendere che Bersani sarebbe un perdente immorale.  Chi  ha vinto  la gara  del ridicolo che a piene mani è stato diffuso dalla reti televisiva, ridicolo sì perché non c’è altro modo di definire le performance  dei giornalisti che dicevano la loro a prescindere dall’esito del ballottaggio.  Difficile dirlo, una classifica incerta  dove il capofila cambiava ad ogni intervento. Il  tg di La 7, certamente, ha raggiunto vette di ridicolo di fronte alle quali, come si dice in Toscana, un omaggio che anche noi rendiamo a Renzi, il monte Everest è una giacchettata. Malgrado gli sforzi di Mentana per un dibattito decente i suoi ospiti non hanno  resistito, facevano a gara a chi era più renziano. Aveva cominciato il conduttore del telegiornale quando aveva letto i risultati del voto degli italiani che risiedono a Mosca, quasi tutti per Bersani. Il suo commento: “un voto di apparato”: Ma quale apparato? Quello di Putin, il più caro amico di Putin? L’ignoranza ve bene ma fino a un certo punto. Quando è arrivata la dichiarazione di  Renzi   che ammetteva di aver perso  non ci voleva credere. Ha avuto un attimo di incertezza e poi ha affermato che era un po’ azzardato prenderla per buona.

Gocce di stupidità in un mare di ignoranza

Ma si tratta solo  di  gocce di stupidità in un vero e proprio mare  che ha  esondati dai piccolo schermi, un mare di cazzate, ci scusi Cazzullo Aldo, editorialista del Corriere della sera, giornalista e scrittore viene definito che non si è fatto mancare niente. Affascinato dall’orazione di Renzi sulla sconfitta, le sue parole lo hanno fatto andare in brodo di giuggiole, il punto G, direbbe Beppe Grillo. E giù tutti gli ospiti di Mentana, a cantar le lodi del sindaco di Firenze. Annunziata, Manfellotto, direttore dell’Espresso, Ferrara, affascinati dall’eloquio renziano. Non si sono accorti che la scena era preparata, che la dichiarazione era stata attentamente predisposta, che    Renzi  aveva fra le mani un foglio   di appunti,che non sgorgava dal cuore,   Sapeva da diversi giorni che avrebbe perso. Aveva cercato di limitare il danno con la pubblicazione di quelle pagine pubblicitarie in cui si invitava ad andare al seggio bastava registrasi sul suo sito. Non era andata bene. Non restava che ricorrere a frasi fatte, certo ad effetto perché  lui è uno che sa tenere il palcoscenico. E ora, con serenità, diceva andiamo a rimboccare le coperte ai nostri figli. Sembrava di leggere le strappalacrime dei fratelli Grimm.-Ma come ha fatto  Bersani a superare il 60% dei consensi? Gli italiani sono conservatori – ha detto l’ex direttore dell’Unità, Concita de Gregorio, non poteva che vincere  un conservatore  Lucia Annunziata addirittura rabbrividisce al solo pensare che la politica di un partito, il suo gruppo dirigente, lo decida un congresso, cose di altri tempi.

Quando D’Alema si dimise da presidente del Consiglio

Tutti  concordi sul fatto  che il segretario del Pd  sia stato supportato dal vecchio apparato del Pci.  Ci fosse davvero, verrebbe da dire. E tutti concordi su quanto sia stato bravo Renzi, unico in Italia ad aver avuto il coraggio di dire che era stato sconfitto. L’ignoranza non ha limiti, ma in un giornalista non ha scusanti. Perlomeno è arrivato secondo. Il primo è Massimo D’Alema, guarda caso, il quale nell’anno duemila, da presidente del Consiglio, aveva sostenuto che  il centrosinistra,  l’Unione e l’Ulivo, come si chiamava avrebbe vinto le elezioni regionali. Le elezioni vennero perse  e lui si dimise.

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ROMA - Una pagina si chiude e un’altra se ne apre. Bersani  è il candidato della coalizione di centrosinistra.Vince il ballottaggio con un risultato superiore ad ogni previsione, ad ogni sondaggio.Una nuova, straordinaria giornata  di partecipazione, una vittoria della democrazia.

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ROMA - Per cercare di capire il significato di “post-industriale” si deve necessariamente conoscere il farsi dell’industrializzazione, e magari anche la storia del passaggio dall’artigianato, di qualità, all’industria della quantità, anche se qui non si devono mai tracciare confini troppo netti perché l’artigianato non ha mai finito di esistere e molto spesso è sfumato in quella che chiamiamo ‘piccola industria’; proviamo quindi a descrivere, velocemente, la storia dell’industria per poi passare a cercare cosa sia questa “cosa” che viene chiamata “post-industriale”.

Published in Focus Economia
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