ECONOMIA
Lunedì, 23 Aprile 2018 15:56

Boom di sprechi alimentari in Italia

In termini “domestici”, nelle case si buttano fra i 4 e i 5 milioni di tonnellate di cibo ogni 12 mesi, circa 145 chili di alimenti l’anno per famiglia, per un valore di 360 euro.

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ROMA - Quasi mezzo miliardo di avanzi sono rimasti sulle tavole imbandite per cenoni e pranzi di Natale che in molte famiglie vengono riutilizzati in cucina anche per una crescente sensibilità verso la riduzione degli sprechi per motivi economici, etici e ambientali.

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ROMA - Gli sprechi alimentari costano all’Italia 12,5 miliardi che sono persi per il 54 per cento al consumo, per il 21 per cento nella ristorazione, per il 15 per cento nella distribuzione commerciale, per l’8 per cento nell’agricoltura e per il 2 per cento nella trasformazione.

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ROMA - Leggere attentamente la scadenza sulle etichette, verificare quotidianamente il frigorifero dove i cibi vanno correttamente posizionati, effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo, privilegiare confezioni adeguate, scegliere frutta e verdura con il giusto grado di maturazione, preferire la spesa a km 0 che garantisce una maggiore freschezza e durata, riscoprire le ricette degli avanzi, dalle marmellate di frutta alle polpette fino al pane grattugiato, ma anche non avere timore di chiedere la doggy bag al ristorante sono alcuni dei consigli elaborati dalla Coldiretti per la giornata nazionale di prevenzione dello spreco che si celebra oggi 5 febbraio. 

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ROMA - Mezzo miliardo di avanzi sono rimasti sulle tavole imbandite per le feste di fine anno che in molte famiglie vengono riutilizzati in cucina anche per una crescente sensibilità verso la riduzione degli sprechi per motivi economici, etici ed ambientali.

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ROMA - Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato per un totale di 1,3 miliardi di tonnellate che sarebbero ampiamente sufficienti a sfamare la popolazione che soffre di fame.

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Giovedì, 05 Febbraio 2015 09:49

Giornata contro gli sprechi alimentari

ROMA - Oggi si celebra la seconda Giornata di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, istituita nel 2013 dal ministero dell'Ambiente non solo per recuperare lo spreco alimentare ma soprattutto per ''prevenirlo''. "Lo spreco alimentare, infatti, non e'' solo un problema di alimenti ma anche di impatti sulla biodiversità e sul clima", un allarme che il Wwf rilancia nell'anno che vedrà il Vertice mondiale di Parigi come momento clou per gli impegni di riduzione delle emissioni di CO2 al livello globale. I dati del rapporto ''Food wastage footprint. Impacts on natural resources'' realizzato dal Dipartimento di gestione ambientale e delle risorse naturali della Fao nel 2013, segnalano, infatti, che l'impronta di carbonio del cibo prodotto ma non mangiato e quindi sprecato ogni anno, viene stimata in 3,3 miliardi di tonnellate di CO2, una cifra complessiva che inserisce questo sconcertante dato di emissioni di prodotti che non vengono neanche utilizzati, al terzo posto nella classifica dei maggiori emettitori di CO2 a livello mondiale dopo Cina e Stati Uniti. - Circolo vizioso tra spreco cibo, perdita biodiversità e cambiamenti climatici: questo, rileva l''Associazione del Panda, è un circolo vizioso perché secondo studi recenti, il cambiamento climatico a sua volta potrebbe ridurre la produttività agricola, diminuendo le disponibilità alimentari globali e danneggiando le popolazioni più povere e le famiglie che basano il proprio reddito sulle colture, l'allevamento del bestiame e la pesca".

Il Wwf prosegue, a proposito della seconda Giornata di prevenzione dello spreco alimentare: - Anche le risorse idriche subiscono l'effetto ''spreco'': globalmente il consumo di acqua blu (un elemento importante dell'impronta idrica che riguarda l''acqua dolce prelevata dalla superficie o dalle falde e utilizzata, ad esempio, per scopi agricoli, come l''irrigazione) cheè collegato allo spreco alimentare e'' di circa 250 km cubici, equivalenti al flusso annuale d''acqua del Volga oppure a tre volte il volume delle acque del lago di Ginevra. Il cibo prodotto e sprecato occupa quasi 1.4 miliardi di ettari di terra, costituendo il 30% della superficie occupata da terre agricole a livello mondiale. E' difficile stimare l'impatto sulla biodiversità dello spreco alimentare a livello globale, comunque gli effetti negativi dell''espansione agricola e delle coltivazioni estensive e'' tale sulla frammentazione degli habitat e sulla perdita di biodiversita'' che appare veramente assurdo che una parte importante di quanto prodotto, con significativi impatti ambientali, vada addirittura sprecato. - Il peso ambientale dello spreco: La responsabilità è dei consumatori, che spendono in media 316 euro l'anno in cibo che per disattenzione o negligenza viene buttato senza essere consumato, ma anche di un sistema produttivo che troppo spesso perde cibo e risorse lungo la filiera, fino al 50% delle perdite totali, prima ancora che arrivino in tavola. - La campagna informativa con la gdo e food service: Prosegue la campagna di sensibilizzazione sulla riduzione dello spreco alimentare domestico con iniziative in punto vendita e sul web promossa da Auchan e Simply, Ikea e Autogrill.

Coldiretti, si spreca meno ma c'è ancora molto da fare

Sei italiani su dieci (60 per cento) hanno diminuito o annullato gli sprechi domestici nel 2014 secondo una tendenza favorita dalla crisi ma molto resta da fare con ogni italiano che ha comunque buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l’anno. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione della giornata di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, istituita dal ministero dell`ambiente.

Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, tra chi ha tagliato gli sprechi, il 75 per cento fa la spesa in modo piu’ oculato,  il 56 per cento utilizzando gli avanzi nel pasto successivo, il 37 riducendo le quantità acquistate, il 34 per cento guardando con più attenzione la data di scadenza e l’11 per cento donando in beneficenza.

La tendenza a ridurre gli sprechi cresce anche fuori dalle mura domestiche con un italiano su tre (33 per cento) che quando esce dal ristorante non ha problemi a portarsi a casa gli avanzi con la cosiddetta “doggy bag” anche se tra questi, solo il 10 per cento lo fa regolarmente, mentre il 23 per cento solo qualche volta, secondo l’indagine indicativa on line condotta dal sito www.coldiretti.it  dalla quale si evidenzia, peraltro, che una fetta rilevante della popolazione (24 per cento) quando va a mangiare fuori lascia sulla tavola gli avanzi semplicemente perché si vergogna di chiederli. La ristorazione comunque si attrezza e in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, si chiede riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche le bottiglie di vino non finite e si mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc.  Si moltiplicano peraltro – continua la Coldiretti - le iniziative per la raccolta dei cibi avanzati in ristoranti, mense e pizzerie ma anche di prodotti vicini alla scadenza offerti da negozi e supermercati da destinare ai piu’ bisognosi.

A livella mondiale un terzo del cibo prodotto viene sprecato per un totale di 1,3 miliardi di tonnellate che sarebbero ampiamente sufficienti a sfamare la popolazione che soffre di fame cronica, secondo una analisi della Coldiretti su dati Fao. Gli sprechi alimentari hanno raggiunto le 670 milioni di tonnellate nei paesi industrializzati  e le  630 milioni di tonnellate in quelli in via di sviluppo. Ogni anno – conclude la Coldiretti - , il cibo che viene prodotto, ma non consumato, sperpera un volume di acqua pari al flusso annuo di un fiume come il Volga, utilizza 1,4 miliardi di ettari di terreno - quasi il 30 per cento della superficie agricola mondiale - ed è responsabile della produzione di 3,3 miliardi di tonnellate di gas serra.

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ROMA  - «Quasi tre italiani su quattro (73%) che hanno tagliato gli sprechi a tavola nel 2013 anche per effetto della necessità di risparmiare e di ottimizzare la spesa dallo scaffale alla tavola».

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Ci voleva lo spauracchio di Enrico Bondi perché gli italiani si mettessero alla tastiera del computer e segnalassero al Governo dove tagliare e come fare per limitare gli enormi sprechi che ogni giorno passano sotto gli occhi di tutti. Non c’è che dire: l’iniziativa dell’Esecutivo di tecnici ha avuto successo. Quanto sia davvero utile, è molto più dubbio

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Venerdì, 03 Febbraio 2012 14:31

“Il lavoro precario vi rende liberi”

ROMA - Chi ha assistito ieri sera alla trasmissione di Santoro, ‘Servizio pubblico’, sarà rimasto scioccato e si sarà allarmato nel vedere il reportage sulla situazione sociale in Grecia.

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