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Martedì, 06 Settembre 2011 17:55

100 click 4 Change. Mostra fotografica di Shoot 4 Change. A cura di pianoBI. LE FOTO

Scritto da

ROMA - Con 100" click 4 Change, il network internazionale di fotografi sociali Shoot 4 Change celebra i suoi primi 2 anni di vita e di solidarietà a portata di click!


Prima tappa di un percorso che intende essere itinerante e coinvolgere altre città sia in Italia sia all’estero, Palazzo Valentini a Roma farà da cornice ai 100 scatti selezionati, opera di grandi reporter di fama mondiale ma anche di fotografi amatoriali che hanno raccontato storie invisibili per l'informazione mainstream, riportate in primo piano grazie agli obiettivi dei fotografi e a un percorso artistico ed espositivo articolato in quattro ‘capitoli’: Persone, Luoghi, Fatti raccontati attraverso le fotografie, arricchite da una sezione dedicata alla proiezione di Audioslide show. In calendario anche ‘letture portfolio’, con i fotografi del network pronti a dimostrare al pubblico come si possa cambiare il mondo con un click e arrivare al nuovo modello di comunicazione sociale e di solidarietà a ‘chilometro zero’ proposto da Shoot 4 Change.


Il progetto 100” click 4 Change ha già ricevuto un’importante riconoscimento: sarà parte integrante della manifestazione Fotografia Festival Internazionale di Roma X Edizione, come progetto selezionato all’interno della categoria “Spazi Istituzionali”.


Palazzo Valentini. Sala Von Fürstenberg
Via IV Novembre 119/A, Roma
Inaugurazione 16 settembre ore 17:30
Fino al 30 settembre
Dal lunedì al venerdì: 10.00 – 19.00
Sabato: 10.00 – 13.00

Con il patrocinio di:

  • Provincia di Roma
  • OXFAM
  • VIS-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo
  • UISP


Per maggiori info

Le foto - clicca sull'immagine per aprire la galleria
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Gli autori
Alessandro Barteletti _ L’Aquila
Settantadue ore, le prime: una testimonianza raccolta tra strade, case e vite che non ci sono più. L'Aquila, Onna e Paganica dopo il terremoto che ha sconvolto la notte di quel tragico 6 aprile 2009.


Alfons Rodriguez__Srebrenica
(vincitore del prestigioso Premio Nacional de Reportage Social y Solidario 2010)
Miglior reportage sociale dell’anno. Il massacro di Srebrenica è stato un genocidio e crimine di guerra, in cui hanno perso la vita migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995 a causa delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladic nella zona protetta di Srebrenica, che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite.


Antonio Amendola _ Those who live among the dead
La Città dei Morti è il cimitero monumentale del Cairo, attualmente abitato da circa 800.000 persone che hanno occupato le cappelle funerarie adibite alla sepoltura dei defunti, rendendole loro abitazioni permanenti. “Vivere in una tomba” rappresenta una condizione di assurdità e tabù per il resto della città cairota, che vede il cimitero come l’estremo e degradato margine della città. Molte aree sono state irrimediabilmente compromesse da sgombri e demolizioni, lasciando campo a nuove e redditizie speculazioni edilizie. Il luogo è stato stigmatizzato dalle autorità come posto pericoloso e con un alto livello di criminalità, per questo inaccessibile ai turisti e spesso anche agli studiosi.


Baha Souki _Beirut, The day of the anger, Beirut, 2011
Il ’giorno della collera’, annunciato ed organizzato in Libano dalla coalizione di maggioranza in Parlamento in sostegno del premier uscente Saad Haririsi, si è svolto tra  manifestazioni di protesta in varie zone del Paese, scontri, assalti a troupe televisive.
L’obiettivo è stato denunciare la possibilità che il deputato Najib Miqati, indicato dall’opposizione guidata dal movimento Hezbollah, ottenesse l’incarico di formare il nuovo governo. I manifestanti sono scesi in strada a Tripoli, Qalamoun, Beirut e Sidone.


Danilo Dom Calogiuri_Polveri Afghane
In una zona molto difficile dell'Afghanistan al confine con il Turkmenistan, a Bala Murghab, si trova la FOB (Forward Operation Base) Columbus, una base avanzata con 300 soldati afghani, italiani e americani.                   E' lontana circa 600 km dalla base comando di Herat: di questi solo 50 sono di strada asfaltata, il resto sono vie sterrate che collegano villaggi e attraversano altissime montagne, un viaggio lungo non meno di tre giorni. Per questo l'unico modo per ricevere cibo e rifornimenti è quello di farseli lanciare con dei paracadute da un aereo. Un'operazione, chiamata Air Drop, non garantita perchè soggetta alle difficili condizioni atmosferiche.


Gianpaolo La Paglia_An unexpected end
In alcune zone dell’Irlanda, il possesso di un cavallo rappresentava fino a poco fa uno status symbol.
Con la crisi, a causa del minor potere economico da parte della popolazione, nessuno vuole più cavalli, che vengono perciò abbandonati o svenduti, senza alcuna considerazione né rispetto per la loro nobile natura.


Michele Magini _Liberi Nantes
(tratta da un progetto collettivo, seguito da più membri di Shoot 4 Change, che si chiama appunto Liberi Nantes)
Liberi Nantes nasce a Roma per dare asilo attraverso lo sport, convinti che si può accogliere chi ne ha bisogno anche su un campo di calcio, in una palestra o tra le corsie di una piscina, perché ritornare a giocare è per certi versi ritornare a vivere. Shoot 4 Change racconta le loro storie, di quanti sono fuggiti da situazioni drammatiche nei loro Paesi ed hanno affrontato viaggi allucinanti per arrivare in un Paese che ancora usa la parola “clandestino”. Storie di chi ha trovato nello sport un’evasione dalla povertà e dall’invisibilità.


Rajibul Sheik Islam _ Waiting to be registered, Bangladesh
I Rohingya sono una minoranza etnica musulmana proveniente da Myanmar dove viene loro negata la cittadinanza e dove vengono sottoposti a persecuzioni e discriminazioni.
Centinaia di migliaia sono emigrati in Bangladesh, in cui però pochi hanno ottenuto lo status di rifugiato. La maggioranza lotta per sopravvivere anche qui. Non riconosciuti e non assistiti, molti non hanno modo di soddisfare neanche i bisogni di base.


Sara Minelli_ Nasa people, Colombia
Per più di quarant’anni la Colombia è stata soffocata da una violenza cieca. E’ in questo contesto che la popolazione Nasa ha creato la figura della Guardia Indigena, che protegge la comunità con i suoi diritti e tradizioni. Disarmati, e tra loro anche donne e bambini, i membri della Guardia Indigena hanno ognuno un  bastone decorato da nastri colorati, usato come simbolo identificativo della loro resistenza pacifica alle guerre di cui è vittima il loro paese.

Thomas Cristofoletti_Burned, Cambogia
I Pnong sono una etnia sperduta nel piccolo villaggio di Pou Pring, in una remota zona della Cambogia. Aprendosi alla cultura occidentale anche nei modi di vestire, hanno cominciato a bruciare le loro foreste per fare spazio a piantagioni di caucciù e patate dolci. Purtroppo, insieme alla foresta, stanno bruciando pure le loro tradizioni, la loro lingua, la loro storia e i loro beneamati spiriti.

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