Venerdì, 05 Maggio 2017 19:28

Le neonate “destinate alla fossa”

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In molti paesi, la selezione sessuale alla nascita è un serio problema da anni. Stime recenti parlano di circa 2milioni di bambine nate e “scomparse” ogni anno. In India, ma anche in paesi come in Cina, nella Corea del Sud e in Nepal. 

A riportare l’attenzione su un problema annoso il ritrovamento di una neonata sepolta viva a poche ore dalla nascita (aveva ancora attaccato a sé il cordone ombelicale) nel villaggio di Shyamsundarpur, nella città di Jaipur, nello stato del Rajasthan, in India. A risparmiare alla bambina una morte orribile è stato l’occhio attento una studentessa che ha notato i piedi della neonata che si agitavano fuori terra e ha informato gli abitanti dei villaggi vicini, che l’hanno portata all'ospedale governativo di Dharmasala dove è stata salvata nonostante le condizioni critiche. L'agenzia Afp ha riferito che sulla vicenda è stata avviata un’inchiesta: “Stiamo cercando di risalire ai genitori della bambina. Probabilmente è un caso di feticidio femminile. Era chiaro che seppellendola così, i genitori volevano sbarazzarsi di lei”. 

È questo il motivo per cui i media locali non hanno riportato la notizia con lo stupore che avrebbe meritato: quello di pochi giorni fa non è un caso isolato. Uno studio di qualche anno fa, pubblicato sulla rivista medica The Lancet si parla di 12 milioni di ragazze erano state abortite o uccise alla nascita in India in tre decenni. 

Nel 2008 in India è stata lanciata una campagna contro le uccisioni di neonate bambine: “I 50 milioni di bambine mancanti”.  Da allora la situazione è peggiorata. A dimostrarlo sarebbe anche il rapporto tra i sessi alla registrazione all’anagrafe. Nel 1991, c’erano 947 ragazze per 1000 ragazzi. Dieci anni dopo questo rapporto era calato a 927 ragazze per 1000 ragazzi. Ma in alcuni stati (Punjab, Haryana, Delhi, Gujarat e Himachal Pradesh) il fenomeno raggiunge valori impressionanti. Secondo la tradizione indù, le donne sono incarnazioni inferiori rispetto agli uomini della stessa casta. Spesso non possono ereditare la proprietà o portare avanti il ​​nome di famiglia. Le figlie inoltre impoveriscono la famiglia perché devono avere una dote costosa per sposarsi con un buon partito (al contrario del maschio che, invece, porta in dota tutta la ricchezza della famiglia). Sono queste credenze che portano alcuni genitori ad avere una “preferenza” per il sesso dei figli: una bambina è stata vista come una "ladra", che costa i soldi alla famiglia per crescere e che poi depaupera il patrimonio familiare quando si sposa. 

Proprio per questo motivo (e per evitare aborti selettivi, nel 2003 è stata modificata la legge PCPNDT (Preconception and Prenatal Diagnostic Techniques Act) riguardante l’aborto sulla base del sesso. In una recente sentenza, la Corte Suprema di Mumbai ha approvato un ulteriore emendamento che vieta il trattamento di selezione del sesso dichiarando equivale al feticidio femminile. Secondo l’Unicef, però, “la non attuazione della legge è stata la più grande mancanza della campagna contro la selezione del sesso”. Negli ultimi anni, l'India ha vietato lo screening prenatale per determinare il sesso di un bambino considerandolo un reato penale (prevede cinque anni di carcere). Ma tra il dire e il fare esiste una grossa differenza. L’invito del governo indiano alle donne di “salvare le proprie bambine”, non è servito a molto: poche settimane fa nello stato del Maharashtra la polizia ha rinvenuto i cadaveri di 19 neonati di sesso femminile vicino un ospedale. in una intervista alla BBC un ufficiale del distretto di Sangli ha detto che erano state “seppellite con l’intenzione di disfarsene”. Mettere al mondo una figlia in India è considerata da molti una maledizione. 

“Finora, sia il governo precedente in carica fino al 2014 che il governo di destra attuale non sembrano interessati a trattare questa sistematica e sterminata massa delle donne come una crisi dei diritti umani”, ha detto in un’intervista Rita Banerji un’attivista indiana che si occupa del problema da anni. Spesso le autorità archiviano questi casi come “incidenti domestici”. 

I numeri reali del problema sono difficili da scoprire dato che sono pochi quelli che vengono accusati di questi reati. In alcune zone rurali dell'India si tratta di una pratica ancora diffusa: e coppie che scoprono che il bambino atteso non è di sesso maschile non esitano a ricorrere all'aborto selettivo oppure dandole alla luce e seppellendole ancora vive appena nate. 

Si tratta di un problema noto da molti anni, ma mai risolto. Nel 2012, le Nazioni Unite hanno definito l'India come il posto più pericoloso nel mondo per nascere una ragazza. Anche l’Unicef ha parlato del problema della scelta del sesso dei nascituri e ha segnalato anomalie normative in tutto il paese.  

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