Lunedì, 17 Aprile 2017 09:18

Ambiente. CO2: ennesima delusione, impegni mancati

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Dopo il fallimento degli incontri del G7 a Roma a proposito delle emissioni di CO2, è sempre più difficile capire chi rispetterà gli impegni presi a Parigi.

Specie dopo che è stato dimostrato che le politiche interne dei vari paesi dell’Unione europea sono tutt’altro che “unite”. A dimostrarlo è un recente studio dal titolo “A climate for the future – Assessing EU Member States’  Low-Carbon Development  Strategies and lessons for  Energy Union governance” su cosa faranno i singoli stati per ridurre le emissioni nel medio e lungo periodo. 

Il progetto ha analizzato i programmi di molti stati dell’Unione europea e le strategie di riduzione delle emissioni da ora al 2050. 

I risultati sono sorprendenti. A cominciare dal fatto che esistono enormi differenze e che le strategie presentate dai  vari paesi “sono estremamente disomogenee in termini di qualità”. “Le strategie di decarbonizzazione per il 2050 e oltre sono la spina dorsale delle politiche climatiche dell’Unione europea” ha detto Imke Lübbeke, responsabile clima ed energia dell’European policy office del Wwf, “E il fatto che manchino diverse vertebre, alcune delle quali determinanti, è preoccupante”. Quello che appare evidente è che al di la di tante belle promesse manca “una guida decisa e chiara da parte dell’Unione europea, buoni meccanismi di applicazione e analisi regolari”.

Il paese che più di tutti in Europa sembra rispettare le promesse è la della Francia (con un punteggio superiore del 78%). “Il punteggio complessivo della Francia deriva dalle sue basse emissioni e dall’obiettivo di riduzione del 75% entro il 2050”. Ma anche oltralpe non sono tutte rose e fiori: già oggi una parte considerevole dell’energia generata in Francia è prodotta facendo ricorso all’energia nucleare. Ma se da un lato questo permette la riduzione delle emissioni di CO2, dall’altro lascia esposti a rischi considerevoli (specie considerando che molti impianti sono ormai vecchi). 

Dietro la Francia in questa graduatoria si sono piazzati il Regno Unito (con il 71%), la Finlandia, la Lituania e l’Olanda. Molto indietro, a sorpresa, la Germania, terzultima tra i paesi classificati con solo il 38%. 

Altro dato sorprendente il fatto che “Tra questi Paesi non c’è l’Italia, un vero e proprio caso a sé”. Secondo gli esperti, il Bel Paese avrebbe fatto di tutto per far apparire come strategia di decarbonizzazione una bozza della Strategia energetica nazionale (Sen). Per questo l’Italia è stata giudicata “Non classificata”. Un giudizio impietoso che la dice lunga su quali siano realmente i piani a lungo termine degli ultimi governi che si sono succeduti. E che, tutti, nessuno escluso, avevano fatto delle politiche ambientali il proprio cavallo di battaglia. 

C.Alessandro Mauceri

Last modified on Lunedì, 17 Aprile 2017 09:18

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