Mercoledì, 12 Aprile 2017 11:36

Unità cinofile per la conservazione ambientale Featured

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L'assessore all'Agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi e il presidente dell'Enci Dino Muto, siglano un accordo pionieristico che prevede l’uso di unità cinofile per progetti di conservazione ambientale e faunistica

Il binomio uomo-cane trova nella conservazione ambientale una nuova stimolante frontiera. La Regione Toscana ha siglato un protocollo di intesa con l’Ente nazionale della cinofilia italiana per l’utilizzo di unità cinofile a fini conservativi, ovvero per il monitoraggio di specie selvatiche e di ambiti di particolare rilievo. In questo nuovo contesto al cane vengono assegnati compiti che ne riconoscono le preziose qualità naturali, che lo hanno sempre reso un impagabile ausiliare in molte attività dell’uomo, che oggi lo portano a passare l’ultima frontiera per imbarcarsi in una nuova avventura: la ricerca scientifica.

Il millenario rapporto tra uomo e cane si rinnova: l’uomo aveva iniziato il lento processo di domesticazione dell’antenato selvatico circa 30mila anni fa, per avere un alleato nella caccia; oggi questo stesso cane, che ha attraversato i secoli sapendoci sempre stare accanto, diventa un prezioso alleato nella conservazione faunistica. Quelle stesse doti preziose allora, oggi vengono riqualificate conferendo loro una veste istituzionale.

Il protocollo di intesa prevede infatti l’incentivo all'utilizzo dei cani nelle attività di controllo faunistico e monitoraggio delle specie selvatiche. Un utilizzo regolamentato: le unità cinofile specializzate, composte dal binomio uomo-cane (un conduttore e uno o più cani), dovranno essere in possesso di brevetto e essere in grado di operare in contesti complessi, caratterizzati da densità e diversità faunistica, ambiti di pregio naturalistico e faunistico. Qualche esempio di attività che queste unità cinofile potranno essere chiamate a svolgere: monitoraggio galliformi e beccaccia, recupero capi feriti, utilizzo come cani da limiere, girata e braccata.

Di pari passo a questo lavoro in campo cinofilo, secondo quanto stabilito nel protocollo, ne verrà portato avanti anche uno in campo ambientale: la Regione Toscana potrà infatti affidare la gestione di aree di particolare interesse all’Enci, che si impegna alla loro valorizzazione attraverso anche lo svolgimento di attività zootecniche come prove, brevetti e abilitazioni. Enci, grazie a questo nuovo ruolo, vuole anche impegnarsi in prima persona per il miglioramento della qualità delle verifiche, che potranno esser svolte in ambiti naturalistici tecnicamente complessi ed essere quindi maggiormente selettive per quanto riguarda le qualità naturali e l'addestramento dei cani.

Un progetto rivoluzionario. Sulla scorta del less is more, ci si pone per la prima volta obiettivi concreti per qualificare il lavoro del binomio uomo-cane nella gestione faunistico venatoria. Non solo parole, ma fatti concreti e obiettivi ben delineati. Prova ne è che altre regioni, quali Friuli, Campania, Abruzzo e Lazio, hanno chiesto di poter stringere anche loro un accordo con gli stessi presupposti.

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