Sabato, 11 Giugno 2011 22:37

Referendum, battaglia psicologica per il raggiungimento del quorum

Scritto da
Rate this item
(1 Vote)

ROMA - Siamo al “quorum-day”, con Il referendum tanto atteso dagli italiani che si presenta ai nastri di partenza. 
I sostenitori del NO invitano i cittadini che si vogliono recare alle urne a farlo nelle ore mattutine; non è solo per un motivo di libertà di fare poi ciò che uno vuole, come andare "a quel tanto invocato mare", quanto per il fatto che il dato sull'affluenza mattutina potrebbe incentivare chi ancora non c'è andato a recarsi alle urne. 

A quanto sembra i sondaggi riportano dati positivi per quanto riguarda il raggiungimento della soglia fatidica, mentre gli esperti della comunicazione sottolineano il peso che potrebbe avere, come dicevamo prima, il condizionamento psicologico dei dati di affluenza rilevati entro le ore 12 di domenica.
Berlusconi intanto continua a "parlare" di Referendum; lo fa sorprendendo l'opinione pubblica con dichiarazioni in cui manifesta il suo presunto sbaglio per aver dato indicazioni di non recarsi alle urne. Quale potrebbe essere la traduzione del “Berlusconi pensiero”? In molti sostengono sia un modo per sottolineare ancora l'invito a non andare a votare in modo che, visto il "pericolo indirettamente richiamato", il cittadino eviti di recarsi alle urne facendo ovviamente mancare il quorum.  


Il mondo della politica organizzata è in fermento. L'opposizione conta sulla coscienza del cittadino invitandolo a guardare al contenuto, al vero motivo per il quale viene invitato a pronunciarsi con un SI ai 4 quesiti; nelle forze politiche della maggioranza permangono di fatto posizioni trasversali almeno per quanto riguarda la partecipazione al voto; con Fini che voterà, a quanto ha dichiarato, "per la modernizzazione" mentre Alemanno ritiene il voto come "un dovere civico". Stessa cosa per quanto riguarda il Terzo polo, con Casini che sostiene quanto sia "meglio un voto sbagliato che un non voto" con l'aggiunta-invito a votare per il NO.
Ma è poi giusto considerare il referendum in questione come fosse soltanto un battaglia politica? 
A rispondere e rilanciare su questo argomento è lo stesso presidente dell'Idv Antonio Di Pietro, che ha tenuto a sottolineare con forza come "i quesiti non siano né partitici né politici" aggiungendo che il referendum non è l'occasione per "mandare a casa" Berlusconi. In pratica Di Pietro invoca l'attenzione sul contenuto dei quesiti così come proposto dai Comitati promotori, specialmente quelli per l'acqua e nucleare.

Read 7163 times

Correlati

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Cerca nel sito

300X300.jpg

Opinioni

Il quarto livello delle mafie

Dopo il  fallito attentato dell’ Addaura del 21 giugno 1989, Giovanni Falcone affermò testualmente: "Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono...

Vincenzo Musacchio - avatar Vincenzo Musacchio

Negli “Esercizi di memoria” scopriamo chi ispirò Montalbano a Camilleri e molto …

Pirandello era fascista o antifascista? Dipende dai punti di vista.  Quando, nel dicembre 1936 morì nella sua casa romana, le ceneri vennero raccolte in un’anfora greca e depositata al cimitero...

Sandro Marucci - avatar Sandro Marucci

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011 Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 393 5048930 Società editrice ARTNEWS srl, via dei Pastini 114, 00186 Roma P.IVA e C.F. 12082801007 tel 06.83800205 - fax 06.83800208