Blog di Caterina Carbonardi

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Mercoledì, 15 Febbraio 2017 21:55

Non solo coaching: il premio dell’autenticità nelle relazioni

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Nel primo approccio, durante qualsiasi tipo di incontro fra due persone, in generale si tende sempre a mostrare i lati migliori. Mi piace assimilare questo comportamento a quello dei pavoni nella fase del corteggiamento che, nell’intento di conquistare la propria amata, mostrano la ruota al meglio della loro performance. 

Parimenti gli esseri umani, nella fase della conoscenza, senza distinzione fra uomini e donne, incontri amorosi o di lavoro, o di semplice amicizia, tendono a far vedere il meglio di se stessi: fascino, simpatia, bellezza, competenze, intelligenza, ecc.. Unico scopo è piacere. 

Ed ecco subito il guaio, anche senza doppi fini, ma solo con l’intento di realizzare un effetto positivo, perché si crea subito un’aspettativa altissima in chi abbiamo di fronte. Sarà solo il tempo a confermare se, ciò che abbiamo mostrato, è anche sostanza oppure a rivelare chi siamo veramente. Quasi sempre, se manchiamo di naturalezza, la delusione sarà inevitabile, quando essa prenderà il sopravvento.

Nell’amore è proprio in questa fase di conquista che tendiamo a mostrarci al massimo, senza far percepire la parte più fragile di noi oppure gli aspetti, che riteniamo meno attraenti. Ecco che siamo tutti principi azzurri e principesse al di sopra di ogni sospetto. Stereotipi che ci derivano forse dalle favole che tutti abbiamo letto? Uomini forti e salvatori, donne umili e arrendevoli, sexy e aperti di mente, oppure tutti senza aspettative e richieste apparentemente. 

Nell’attività professionale o nella vita personale in generale quello che guida spesso i comportamenti è l’affermazione di se stessi, nel contesto in cui ci si muove. 

Non si tratta di inganno, ma di un normale comportamento legato al desiderio di conquista, al fatto che teniamo alla relazione che stiamo costruendo, ad una umana insicurezza e alla paura di non piacere. 

L’autenticità è una delle caratteristiche che mi è più cara, alla mia età forse è un passaggio maturato naturalmente: non si deve piacere a tutti per forza. Autenticità, una parola che descrive con chiarezza la capacità che aiuta ad esprimerci in modo semplice e chiaro, senza alcuna alterazione, senza alcuna esitazione nel modo più vero possibile, che ti fa mostrare per come sei, senza fatica alcuna. Permette, quando espressa a pieno, di apprezzare nella realtà tutti gli aspetti che caratterizzano una persona, correndo il rischio di piacere per davvero e senza dar origine ad un falso positivo. 

Dal dizionario (http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=autenticit%C3%A0 )  autenticità “l’essere autentico; veridicità, originalità, genuinità: l’autenticità di una dichiarazione, di un sentimento, di un’opera d’arte.”

Ecco, ogni Persona è davvero un’opera d’arte che, a qualunque età, è frutto di una crescita costante fatta mediante esperienze di vita, ed è un’opera originale, che non ha bisogno di conformarsi a degli standard, ogni persona ha il diritto al vero e ad esser amata apprezzata per quello che è… poi ci sta che un’opera d’arte non possa piacere a tutti, ma qualcuno sicuramente la apprezzerà!

Arriva un momento nella vita in cui, a tutti, non interessa più di tanto piacere a tutti i costi, ma interessa essere sé stessi, liberarsi da schemi e preconcetti che ingabbiano la nostra mente, la saggezza degli anziani lo insegna. Allora perché aspettare ad esser apprezzati per quello che siamo davvero? Perché non mostrarci fin da oggi come siamo, rischiando di non piacere, ma anche rischiando di piacere davvero a chi saprà vedere in noi un’opportunità. 

Stabilire dei rapporti basati sull’autenticità creerà basi solide in tutti i tipi di relazione, senza rischi di delusione future, senza incomprensioni, senza creare false aspettative. 

Insomma se da domani iniziassimo a far conoscere il peggio di noi cosa potrebbe accadere?

La risposta è semplice: la situazione non potrà che migliorare nel mostrare le cose belle in un secondo momento, poiché se qualcuno si innamorerà del nostro peggio, figuriamoci quando vedrà il nostro meglio e questo sarà il premio dell’autenticità.

“C’è un tempo per apparire e uno per essere. Quest’ultimo è il tempo in cui inizia una grande storia di amore: quella con sé stessi. L’inizio di un tempo infinito” 

Caterina Carbonardi

Business Coach – Associated Certified Coach presso International Coaching Federation

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