Lunedì, 21 Maggio 2012 14:54

Attentato Brindisi. La toccante lettera di uno studente. Per non dimenticare Melissa

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Pubblichiamo la lettera giunta alla nostra redazione da un ex liceale di Brindisi, ora studente universitario alla  Statale di Milano. La missiva è stata letta durante l'assemblea che si è tenuta oggi al Liceo classico B.Marzolla e alla quale hanno partecipato gli studenti di Brindisi.

 

LA LETTERA
Buongiorno a tutti ragazzi.
 
Consentitemi di rubarvi pochi minuti per sottoporre alla vostra attenzione la riflessione di un ex studente di liceo, come voi profondamente indignato ed arrabbiato. Mi piacerebbe essere presente alla vostra Assemblea per poter sentire i vostri pareri sulla questione ed unirmi al dolore che ha colpito la nostra Brindisi ma, non vivendo più nella nostra amata città, purtroppo queste poche righe sono l’unico mezzo per condividere con voi le mie emozioni. La nostra Vicepreside si presterà gentilmente a dar voce ai miei pensieri. Ciò che è accaduto  ha scosso il mondo ed anche trovandomi a più di mille chilometri di distanza, la macabra notizia mi ha colpito come una pugnalata nel petto. Il dissolutissimo ed efferato gesto che  ha macchiato la nostra città con il sangue d’innocenti è un orrido esempio di quanto la ferocia umana, anche sotto la meschina gentilezza dell’abito moderno, possa talvolta manifestarsi in maniera così crudele da colpire dei ragazzi che sabato si stavano recando innocentemente a scuola per adempiere ai propri doveri.

Mi riservo  la facoltà di lasciare alla cronaca ed alle forze di pubblica sicurezza la ricostruzione tecnica dei fatti. So solo che una ragazza ci ha lasciati ingiustamente. Una ragazza con i suoi sogni, i suoi progetti, le sue speranze. Proprio come tutti noi. Il gesto a cui abbiamo assistito, chi da più vicino, chi da più lontano, è di inaudita gravità. Mai nessuno nella storia italiana, prima di pochi giorni fa, si era arrischiato a sfidare lo Stato e i cittadini con tanta efferatezza. Si proprio così, ragazzi. Perché prima ancora di parlare dell’elemento politico che, con le sue tante coincidenze e riferimenti con l’attentato al compianto Falcone ed entourage, ci ha condotti in un primo momento a supporre che si trattasse di un attentato di stampo mafioso, bisognerebbe disquisire sulla scelleratezza etica di tale gesto estremo. Chi ha piazzato l’ordigno l’ha fatto indiscutibilmente anelando ad una strage gratuita, altrimenti, se si fosse trattato di un gesto prettamente simbolico, suppongo che gli obiettivi sensibili degni di attenzione sarebbero stati altri. Tuttavia, amici miei, chi ripagherà il sangue di Melissa e degli altri feriti? Chi? La giustizia dite? Quella stessa giustizia che, in Italia, nel 1948 attraverso l’entrata in vigore della nostra Costituzione ha dettato sublimi modelli di legalità i quali ora sono vilipendiosamente calpestati? La giustizia degli uomini altro non è, a mio avviso, se non un misero surrogato della Giustizia divina che, in questi casi, è l’unica che possa garantire un’adeguata soddisfazione ed un giusto risarcimento ai genitori ed ai cari delle vittime. Mi auguro che gli autori di tale strage siano presi e subiscano ciò che la Legge prevede in questi casi. Tuttavia, che sia stato il gesto estremo di un folle o un attentato mafioso o addirittura terroristico, poco importa, si tratta sempre di assassini che né con la galera né con i risarcimenti pecuniari potranno mai ripagare, se non simbolicamente, quegli stessi genitori che in questo momento stanno piangendo la loro povera Melissa. L’unica possibilità di riscatto e l’unica speranza siamo noi, ragazzi, assurgendo al sublime ed impegnativo compito a cui lo stato delle cose ci chiama ogni giorno ad adempiere. Seminate con tanto amore la cultura della legalità, affinché noi ed in futuro i nostri figli, possiamo godere dei suoi frutti squisiti: la libertà, la giustizia e la democrazia. Allo stesso tempo, bisogna essere vigili e accorti nell’estirpare le erbacce che tenacemente minacceranno di soffocare il nostro seminato.

Bisogna stare dalla parte dello Stato, e bisogna avere fiducia, perché in questi momenti lo Stato rappresenta tutti noi e la nostra sete di giustizia. Il cambiamento parte da noi, bisogna essere coraggiosi. Non lasciamoci abbindolare, nella scelta della nostra via, dalla presunta facilità di certe strade. Sono specchi per le allodole, ci perderemmo prima ancora di raggiungere la nostra meta. Amici miei, solo con il nostro impegno e con la partecipazione di tutti, la nostra società potrà fieramente schiacciare con il calcagno questa serpe maledetta che fin troppo bene si cela negli anfratti dei nostri permissivismi e che ci osserva godendo dei nostri dolori. Solo quando il vessillo Italiano ritornerà ad essere un fulgente simbolo di fratellanza e sarà portato alto da tutti in ogni dove e in ogni mentre, potremo raggiungere i nostri obiettivi con la prospettiva di un futuro migliore e pacifico che auguro con il cuore a tutti noi. Non lasciate che la morte di una di noi sia gettata nel dimenticatoio, sarebbe irrispettoso e vigliacco. E’ fondamentale che ciascuno metta tutto se stesso al servizio di quest’alto proposito e si faccia promotore, nel suo piccolo, del sano valore del rispetto della legalità e della fiducia nelle Istituzioni. Falcone ci ammoniva con le seguenti parole: ‘’Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana.’’ Ragazzi, vi saluto affettuosamente e ringrazio tutti voi per l’attenzione prestatami. Purtroppo non potrò condividerlo con voi ma vi chiederei di osservare un minuto di silenzio in onore della povera Melissa. Per non dimenticare.


Gioele Leone
(Rappresentante d’Istituto del  Liceo classico B.Marzolla – Brindisi, 2010-2011)

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