Vincenzo Musacchio

Vincenzo Musacchio

Giurista e docente di diritto penale, Direttore della Scuola di Legalità “Don Peppe Diana” di Roma e del Molise

L’usura, il pizzo, la prostituzione, gli affari nel settore turistico e i traffici di droga con l'Albania sono solo alcuni dei settori criminali da colpire. Per far questo occorre risolvere due principali problematiche. La prima: la sensibilizzazione del territorio; la seconda: la professionalità della magistratura e delle forze dell’ordine.

Crolla l'associazione di stampo mafioso. Così hanno stabilito i giudici del tribunale penale di Roma a conclusione del processo denominato “Mafia Capitale”. Da qui a dire che a Roma non ci sia la mafia mi sembra tuttavia un azzardo. Non entro nel merito della sentenza poiché attendo le motivazioni, ma una riflessione di politica criminale credo sia dovuta. Da questo processo (così come da altri della stessa specie) emerge un’esigenza ormai improrogabile.

Negli ultimi anni la Campania sta subendo un crescente livello d’insicurezza, raggiungendo picchi preoccupanti e, di fatto, ancora in aumento. Una parte di questa insicurezza è causata dalla delinquenza minorile, che sembra comporsi sui modelli della criminalità organizzata.

Domenica, 02 Luglio 2017 21:19

Politica, democrazia e lotta alle mafie

Vincenzo Musacchio, da sempre impegnato nella diffusione della legalità, contro la corruzione e le mafie. E’ presidente della Scuola di Legalità “don Peppe Diana” di Roma e del Molise nonché giurista e docente di diritto penale in varie Università italiane ed estere. Ha scritto molti articoli e saggi in materia di corruzione, criminalità organizzata e delitti dei colletti bianchi. E’ stato uno degli ultimi allievi di Giuliano Vassalli 

Angelo Niceta sta raccontando alla magistratura requirente palermitana le collusioni della sua famiglia con il gotha mafioso (da Bernardo Provenzano a Matteo Messina Denaro). Sia Antonino Di Matteo sia Pierangelo Padova hanno chiesto per lui l’estensione dello status giuridico di testimone di giustizia. La Commissione Centrale del Ministero dell’Interno ha primo concesso e poi negato tale beneficio ritenendo Niceta un collaboratore di giustizia.

 

ROMA - Tra le questioni più gravi che la nostra democrazia si trova a dover affrontare vi è senza dubbio quella della predominanza delle mafie nei nostri territori. Nel dominio mafioso strettamente connesso a quello della corruzione si è costruita una vera e propria struttura di potere, che è politico, economico, finanziario, ma anche sociale.

Giovanni Falcone non solo va ricordato, ma bisogna impegnarsi affinché non sia dimenticato. Sembra la reiterazione dello stesso concetto ma così non è.

Giovedì, 04 Maggio 2017 23:31

Il diritto penale è una scienza seria

La riforma della legittima difesa mi pare un controsenso. Cambia poco o nulla e quello che cambia sarà di difficile applicazione pratica.

La schiavitù è quella condizione per cui un essere umano è privato delle proprie libertà, divenendo proprietà del suo possessore: si trasforma da soggetto a oggetto perdendo la propria dignità umana. Essa esiste sin dai tempi più antichi.

La corruzione danneggia il tessuto sociale e istituzionale di un Paese: questo ormai è un dato inconfutabile. Spetta dunque ai governi ridurre la corruzione e limitarne gli effetti deleteri.

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