Mondo

ROMA - Mentre le forze del regime libico guidato da Muammar Gheddafi hanno lanciato un'offensiva contro la città di Zuwarah, presumibilmente l'ultima roccaforte degli insorti nell'ovest del Paes a un centinaio di chilometri da Tripoli, la televisione libica manda in onda la propaganda mediatica del rais.

ROMA - I ministri degli Esteri della Lega Araba hanno chiesto all'Onu di istituire immediatamente una "No fly zone" sulla Libia e  creare quindi delle zone di sicurezza nelle aree bombardate dall'aviazione libica  a tutela della popolazione.

Dal Teatro alla Letteratura: la Norvegia in Italia si muove per rafforzare i legami sempre più forti tra i due paesi, numerose le città italiane interessate dai diversi eventi in programma

ROMA - «Caro presidente, faccia quanto in suo potere perchè siano riaperte le indagini sulla morte di Francesco, così da trovare la verità che fino ad oggi ci è stata negata». Lo scrivono in una lettera al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, i coniugi Luigi e Rosa Positano, genitori di Francesco Saverio, il caporalmaggiore scelto degli Alpini morto a 29 anni il 23 giugno 2010 in missione in Aghanistan. «Il racconto reso dai commilitoni di nostro figlio - affermano i coniugi Positano - descrive una caduta di Francesco a 'peso morto', 'in avanti», durante una 'operazione di ricognizione tecnica lungo l'itinerariò 'Bretella aeroportuale Est - Ring Road' tra Herat e Shindand«, »caduta che gli ha procurato serissime e letali lesioni craniche«. Forse anche per questa ipotesi di 'malore' la Procura di Roma, »e precisamente il dott.Paolo Ielo« ha iscritto l'accaduto nel »registro che è quello riservato alle notizie non costituenti reato«.

Venerdì, 11 Marzo 2011 18:09

Giappone. I video e le foto del terremoto

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TOKYO - Le foto e i video che sono stati diffusi nella rete web, rendono l'entità del terremoto giapponese, al quale si aggiunge la tremenda onda  dello tsunami che ha completamente distrutto tutto ciò che ha incontrato.

Venerdì, 11 Marzo 2011 17:47

Libia, la guerra e i diritti dei popoli

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Da settimane ormai arrivano ogni giorno notizie drammatiche dalla Libia. Come in un copione conosciuto si snoda il linguaggio ufficiale e quello ufficioso, si imbastisce l’informazione e la controinformazione, si rispolverano vecchi armamentari ideologici per giustificare un possibile intervento militare o condannarlo a priori come guerra imperialista. Mentre si discute di “no fly zone”, “no drive zone”, gli alti quadri della NATO iniziano a studiare piani,  le diplomazie si lanciano in febbrili consultazioni e tentativi.  Ci viene dapprima proposta la retorica umanitaria, i “genocidi”, i paralleli con il Kossovo o il Ruanda, le inesistenti fosse comuni, o bombardamenti a tappeto contro civili. Un battage necessario per predisporre l’opinione pubblica all’uso delle armi.

ROMA - Anche il familiare di un marittimo danese, ostaggio dei pirati somali,  protesta contro il proprio governo. Un malcontento manifestato contro le autorità di Copenaghen in quanto, secondo questa persona, finora non avrebbero fatto nulla per garantire il rilascio del proprio familiare caduto in mano ai pirati somali e trattenuto in ostaggio da mesi.

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