Martedì, 13 Novembre 2012 15:22

Mali, sul piede di guerra. Una situazione esplosiva

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ROMA - Ci sarebbero  stati i primi attacchi delle milizie dei ribelli e diserzioni da parte dei jihadisti. Siamo nel nord del Mali, culla della mitica città di Timbuctu, occupata dai ribelli Tuareg dopo il colpo di Stato militare.

Ogni azione è seguita attentamente da Francia, Qatar, Stati Uniti e dalla Gran Bretagna, che  starebbe finanziando la costruzione di una base militare al confine con l’Algeria per riprendere la lotta contro Al-Qaeda nel Maghreb, nella regione del Sahel. Un centinaio di membri delle forze speciali francesi sarebbero già dispiegate nella regione. Sulle voci che girano riguardo il fatto che Parigi invierà droni di sorveglianza per la raccolta di informazioni di sicurezza,  e che si stiano arruolando mercenari da utilizzare contro le milizie islamiste, il ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian, dopo aver escluso incursioni aeree del suo paese, ha spiegato che” Noi possiamo contribuire al lavoro di intelligence, questa è un'altra cosa “.
 Lo scorso anno la Francia è stata promotrice   a sostegno delle milizie ribelli: una guerra costosa, di cuila rivolta dei tuareg nel Mali,  è solo l'effetto collaterale più evidente.



Prende quindi forza l’ipotesi dell’invio di truppe panafricane nel nord del Mali: la missione dovrebbe comportare almeno 3300 soldati e dovrebbe  partire appena ci sarà l’approvazione dell’ONU, a fine novembre o al massimo i primi di dicembre . Secondo una fonte dell'esercito del Mali, citata dalla Reuters, il piano prevede  una fase preparatoria per la formazione e la creazione di basi nel sud del Mali, seguita da operazioni di combattimento nel nord . Questa  la decisione  presa nella riunione, ad Abujia, in Nigeria, dalla Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale e da alcune altre nazioni del continente invitate al vertice:  “Stiamo aspettando il semaforo verde da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu – ha detto il presidente della Costa d’Avorio,  Alassane Ouattara - dopodiché la forza d’intervento sarà operativa in pochi giorni”.  Con l’obiettivo di strappare ai ribelli tuareg e fondamentalisti islamici jihadisti il controllo dell’Azawad, il nord separatista del Mali. I rappresentanti di Parigi si riuniranno giovedì con quelli di Berlino, Roma, Varsavia e Madrid per discutere dell’eventuale partecipazione di 200 istruttori militari europei.

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