Giovedì, 02 Maggio 2013 09:59

Incidente aereo di Bagram. Nessun superstite. IL VIDEO

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BAGRAM – Sette morti, nessun superstite. Questo il bilancio dell'incidente aereo nei cieli di Bagram, 60 km a nord ovest di Kabul, non lontano dai confini indiani. Un incidente le cui spettacolari quanto drammatiche immagini stanno facendo il giro del mondo.

L'aereo caduto è un boing 747 cargo di una compagnia americana diretto a Dubai. Non sono chiare le cause dell'incidente. Ma l'Onu ha escluso le ipotesi di un atto terroristico. Sin dai primi momenti il sospetto di un'azione terroristica dei Talebani era stato forte. Dubbi che tra la popolazione avevano trovato certezza in virtù di una rivendicazione proprio dei guerriglieri fondamentalisti coranici: “Abbiamo abbattuto un Jumbo” avevano detto. Ma poi è arrivata la smentita dell'organizzazione intergovernativa presieduta da Ban Ki Moon. . "Attualmente non è emerso alcun indizio che ci abbia fatto pensare all'attività di miliziani in corso in quel momento" le prime dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.

Dalle immagini è possibile vedere i problemi durante la fase del decollo. Il volteggiare in aria, poi lo schianto. Non lontano da un autobus. Le immagini sono state riprese grazie ad una dashcam installata su un'auto.

Intanto la stampa statunitense ha pubblicato l'identità delle vittime. Si tratta per la maggior parte di giovani. Brad Hasler, 34 anni, di Trenton. Jamie Brokaw di Monroe e Jeremy Lipka, i di Brooklyn. Entrambi avevano entrambi 37 anni. Poi ancora Rinku Summan, 32enne, di Canton Township e Michael Sheets, 36 anni, di Ypsilanti; Infine Timothy Garrett, 51 anni, di Louisville. Sei delle vittime erano originarie del Michigan. Una del Kentucky.

Forte il dolore tra i familiari in America. Pare che i membri della famiglia delle vittime dell'incidente aereo di Bagram stiano trovando conforto l'uno con l'altro in un Hotel della zona di Detroit. In attesa di sapere quali siano state le cause che hanno portato alla morte dei loro cari. “C'erano dei rischi e loro li sapevano. Hanno volontariamente preso parte alla spedizione”. Ha detto uno dei parenti allo “Star Tribune” di Minneapolis.

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