Lunedì, 08 Luglio 2013 09:22

Egitto. Strage davanti a edificio dove Morsi è detenuto. 77 morti

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IL CAIRO - Decine di persone sono morte o ferite davanti alla sede della Guardia repubblicana egiziana, dove si pensa sia detenuto il presidente deposto Mohamed Morsi.



Un portavoce del ministero della Salute parla di 51vittime. Altre voci vicine al partito dell'ex presidente Morsi hanno riferito di almeno 77 morti. Monstre il numero dei feriti: 300 secondo il ministero della salute, mentre circa 500 secondo le fonti vicine ai Fratelli Musulmani. Divergenti anche le dinamiche. Due le versioni differenti e molto discordanti. Secondo i Fratelli Musulmani, durante un sit-in di sostegno a Morsi alcuni manifestanti hanno cercato di entrare nel circolo ufficiali, ma i militari hanno cominciato a sparare, tra cui ci sarebbero almeno cinque minorenni.

Differente la ricostruzione fornita dall'esercito: dalle dichiarazioni alla Tv di Stato emergerebbe che un gruppo di terroristi abbia cercato di fare irruzione nell'edificio. Dal conflitto a fuoco che ne è nato sarebbe rimasto ucciso un poliziotto. Almeno altre 40 persone, invece, sarebbero state ferite. Si tratta di dati confusi, e le cui dinamiche e numero di morti potrebbe tranquillamente salire.

Al Jazira ha riportato la testimonianza di un parlamentare dei Fratelli Musulmani, Mohamed Baltagi, secondo il quale «i soldati hanno lanciato gas lacrimogeni e successivamente alcuni cecchini hanno aperto il fuoco sul sit-in. I morti sono stati quasi tutti colpiti alla testa».

La questione rischia seriamente di precipitare. Ahmed al-Tayeb, il grande imam della moschea di al-Azhar al Cairo, il più grande centro culturale sunnita e quindi la più alta carica musulmana d'Egitto ha paventato il rischio di una guerra civile. Sei mesi il termine auspicato per il passaggio di poteri iniziato i giorni scorsi. Si tratta di un rasseneramento che stride con la ribellione all'esercito da parte del popolo auspicata nei giorni scorsi dai Fratelli Musulmani.


Il Nour, secondo partito salafita egiziano, si è ritirato dai colloqui per la formazione del governo del dopo Morsi. «Abbiamo annunciato il ritiro da tutti i negoziati per la formazione del nuovo governo, come prima risposta al massacro della Guardia Repubblicana», ha detto il portavoce Nader Bakar.

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