Giovedì, 11 Luglio 2013 19:42

Gran Bretagna. Nessun aumento di stipendio ai parlamentari. Cameron dice no

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Il premier inglese David Cameron Il premier inglese David Cameron

LONDRA – Nessun aumento di stipendio per i parlamentari, parola di David Cameron. Il premier inglese ha rigettato la proposta del Ipsa, l'organismo autonomo competente in materia di emolumenti, che con il suo pacchetto ha fatto non poco discutere tra i sudditi di sua maestà.

Il pacchetto proposto a Cameron riguardava l'aumento di circa il 9% degli stipendi dei parlamentari di Westminster: circa 74.000 mila sterline annue l'importo complessivo. Oltre ad una serie di benefit (tra cui quello pensionistico) capace di far lievitare i costi complessivi di circa 500 mila sterline all'anno i costi della politica.

Gli aumenti furono giustificati con la motivazione di voler attrarre all'interno della classe politica quei professionisti che guadagnano molto di più rispetto al compenso da parlamentare. Ma la situazione generale non segue certo questo trend. “E' impensabile l'aumento del costo della politica mentre i lavoratori del settore pubblico devono subire un regime di moderazione”.

Negli ultimi periodi il governo inglese ha intrapreso una serie di spending review aggressiva, finalizzata all'abbattimento degli sprechi e del deficit. “Contro le minacce che arrivano dall'estero” si leggeva in quei giorni. L'ultima sforbiciata risale a non più di un mese fa, quando dai conti pubblici furono decurtati qualcosa come 11,5 miliardi di sterline. Quasi 13 miliardi di euro. Fu solo l'ultima di una lunga serie quella approvata da Cameron, che non ha lesinato sforzi nel chiedere sacrifici ai suoi concittadini, anche a rischio di perdere consensi. Come di fatto è avvenuto.

Così, pungolato dall'opposizione laburista capitanata da Ed Miliband e dal vicepremier liberaldemocratico Nick Clegg, ha rigettato al mittente questa patata bollente. Non piegandosi però difronte alle pressioni di Miliband, che ha chiesto una decurtazione ai compensi della politica di Westminster. “Non siamo d'accordo all'aumento dei costi della politica” ha detto il portavoce del premier in merito. In linea con quanto dichiarato dallo stesso Cameron durante la visita ad Islamabad lo scorso 30 giugno, dove senza citare specificatamente far riferimento alla questione strettamente legata agli stipendi, fece intendere che i costi complessivi della politica non dovevano aumentare. Un po' sullo stile: cambiate l'ordine degli addendi, ma non fate aumentare i costi totali. Ora il quesito rimane come impedire questo aumento. Che per essere evitato potrebbe chiedere anche un cambio di legge, visto che all'Indipendent standard autorithy neanche gli stessi parlamentari possono opporvisi.

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