Martedì, 27 Agosto 2013 16:48

Siria, spirano venti di guerra. Imminente attacco. Assad agli Usa, fallirete

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ROMA - Un attacco missilistico americano contro il regime del presidente siriano Bashar al-Assad potrebbe avvenire «al più presto giovedì». Lo riferisce Nbc, citando un funzionario statunitense nelle ore in cui la Casa Bianca sta intensificando i suoi sforzi per una risposta internazionale al sospetto uso di armi chimiche contro la popolazione civile a Damasco.

Si tratterebbe di un attacco «di tre giorni» volto a mandare un messaggio ad Assad. Le indicazioni sul calendario dell'azione militare sono arrivate dopo un nuovo giro di diplomazia telefonica del presidente Barack Obama con il primo ministro australiano Kevin Rudd e il presidente francese Francois Hollande, il quale si dice «pronta a punire» i responsabili dell'attacco chimico alla periferia di Damasco di mercoledì scorso. Il titolare dell'Eliseo ha ribadito che ci sarà una risposta al «massacro» causato dall'attacco «chimico». La guerra in Siria, ha avvertito Hollande, «minaccia la pace nel mondo».

Assad, dal canto suo, manda un messaggio direttamente agli Usa: "Possono avventurarsi in qualunque guerra ma non possono sapere quanto durerà e fin dove arriverà". Insomma, per il presidente siriano gli Usa devono sapere che, se decideranno di attaccare militarmente la Siria, «falliranno come in tutte le guerre che hanno scatenato finora, dal Vietnam a oggi».
Anche la Lega araba nella  nota diramata al termine della riunione convocata d'urgenza al Cairo,  chiede al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di «superare le divergenze tra i membri e assumere le risoluzioni necessarie contro chi ha perpetrato questi crimine, del quale il regime siriano porta la responsabilità, e affinchè si metta fine alle violazioni e ai genocidi che il regime siriano sta mettendo in atto da due anni».
Dal novembre 2011 la Siria è stata sospesa come Stato membro della Lega Araba.

Intanto l'opposizione siriana  ha discusso con i Paesi occidentali gli obbiettivi militari del regime del presidente Bashar al-Assad da colpire in caso di intervento armato: lo ha reso noto Ahmad Ramadan, membro del comitato politico della Coalizione di Opposizione siriana. «Vi sono stati degli incontri tra la Coalizione, il Libero Esercito siriano e i Paesi alleati per discutere di eventuali obbiettivi», tra cui vi sarebbero aeroporti, basi militari e depositi di armi.

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