Martedì, 17 Dicembre 2013 17:56

Cile, Bachelet torna alla presidenza

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La socialista torna alla ribalta battendo Evelyn Matthei alle presidenziali e promette nuove riforme.


Dopo quasi quattro anni, l’esponente della sinistra Michelle Bachelet è di nuovo  presidente del Cile con una vittoria schiacciante del 62,16% contro i  37,30%  di Evelyn Matthei. Già nel 2010, alla fine del suo precedete mandato, la Bachelet ha registrato un indice di gradimento del 84%, oggi ulteriormente cresciuto grazie anche al suo impegno nell’Agenzia dell’Onu. 

“Grazie a tutti voi e specialmente grazie  ai giovani che  hanno espresso il loro desiderio di costruire un sistema educativo, pubblico e di alta qualità (..)”  

Queste sono state le prime sue dichiarazioni davanti a milioni di persone, subito dopo l’annuncio dei risultati. La  sessantaduenne socialista ha inoltre dichiarato che i sogni non sono un bene del mercato ma un diritto di tutti e che si impegnerà nell’attuare nuove riforme  e una nuova Costituzione  per il paese.   “Se sono qui è perché crediamo che un Cile per tutti sia necessario. Non sarà facile, ma quando mai è stato facile cambiare il mondo?”

 

Un risultato ampiamente previsto nonostante l’elevato tasso di astensionismo verificatosi durante le elezioni: circa il 59% degli aventi diritto al voto infatti ha deliberatamente boicottato i seggi, nonostante i continui appelli lanciati da entrambe le fazioni in campagna elettorale, nella speranza di incentivare l’affluenza alle urne. Quello dell’astensionismo purtroppo  è un fenomeno già noto che ha più volte suscitato diversi  timori da parte del presidente uscente Sebastian Pinera, preoccupato per la salute della democrazia: “Non si può esser contenti perché più alta è la partecipazione e più appare sana , forte e vitale la nostra democrazia”Questo è stato il suo commento subito dopo la vittoria della socialista auspicando una condotta leale e costruttiva.

 

Il ritorno della Bachelet segna anche il ritorno della sinistra al potere, rimasta ormai dalla fine della dittatura di Augusto Pinochet fino a quattro anni fa con la vittoria del centrodestra, oggi nuovamente spiazzato.
La Matthei dal canto suo ha ammesso la sconfitta congratulandosi con la sfidante, nonché sua vecchia amica di infanzia la cui politica le divisero sin da allora. Suo padre infatti,  il generale Fernando Matthei, si schierò dalla parte di Pinochet nel 1973 mentre Alberto Bachelet, padre della neopresidentessa, morì in carcere l’anno successivo a seguito delle torture subite anche dalla stessa Michelle e la madre.

 

 

 

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