Venerdì, 18 Aprile 2014 17:20

Ucraina. Accordo firmato per lo stop alle armi, ma gli scontri continuano

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ROMA – Ancora tafferugli in Ucraina, nonostante quest’ultima abbia firmato l’accordo con Stati Uniti, Russia, ed Europa per il disarmo delle milizie illegali. 

Gli scontri sarebbero avvenuti nella regione orientale della città di Donetsk, uno dei punti più interessati dallo scontro tra governativi e separatisti filorussi. Alcuni testimoni oculari avrebbero avvistato dei paracadutisti assaltare e distruggere un posto di blocco dei secessionisti. C’è l’ipotesi che almeno una persona sia stata uccisa. Secondo le parole riportate dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, dopo il vertice raggiunto a Ginevra nella giornata di giovedì tra i rappresentanti di Kiev, la Russia, l’UE e gli Stati Uniti, verranno sciolti i gruppi armati illegali in tutte le regioni del Paese, verranno sgomberate le strade e le piazze presidiate, è prevista un’amnistia per tutti i manifestanti, tranne per coloro che hanno commesso reati gravi e saranno riconsegnati gli edifici governativi occupati. Inoltre, dovrà essere avviato un dialogo nazionale coinvolgendo tutti i gruppi e tutte le zone del Paese, e spetterà ai partiti ucraini attivarsi per superare l’attuale crisi. Rimangono scettici gli Stati Uniti, dove Barack Obama chiarisce che saranno pronti a intervenire con altre sanzioni se Mosca non rispetterà i patti.

I filorussi però non ci stanno e infatti all’indomani dell’accordo di Ginevra, i media ucraini fanno sapere che nessuno degli edifici governativi è stato liberato; hanno fatto sapere che non se ne andranno finché il governo ad interim di Kiev non si dimetterà. Dall’altra parte il premier ucraino, Arseni Yatsenyuk, aveva fatto sapere che la capitale non ripone speranze illogiche sull’accordo, per una de-escalation della crisi. Ad augurarsi notevoli risultati dal dialogo, definendo molto importante l’incontro di Ginevra, è stato il presidente russo Vladimir Putin che ha definito un grave crimine l’uso della forza nell’intervenire contro i russofoni dell’est del Paese e ha avvertito che le autorità di Kiev stanno spingendo l’Ucraina sempre più in basso. Spera di non dover usare la forza, ha dichiarato il leader del Cremlino, affermando di non voler mandare truppe in Ucraina, nonostante ritenga un diritto di Mosca, un eventuale intervento militare, spiegando anche che aiuterà i russofoni dell’est Ucraina a difendere i propri diritti, cercando di risolvere la crisi con strumenti politici e diplomatici. Inoltre, nella giornata di giovedì l’Ucraina aveva vietato l’ingresso sul suo territorio a tutti i cittadini russi di sesso maschile, tra i 16 e i 60 anni. Nella nota diffusa dalla compagnia aerea russa Aeroflot si legge che, secondo comunicazioni ufficiali ricevute dalla compagnia, l’ingresso per questa categoria di cittadini sarà permesso solo in casi di emergenza come morte o malattia grave di un parente e comunque dopo una verifica dei documenti che provino il grado di parentela. Stesse misure sono previste anche per i cittadini ucraini di sesso maschile, sempre tra i 16 e i 60 anni, e alle donne di cittadinanza ucraina tra i 20 e i 35 anni, registrati sul territorio della repubblica di Crimea e a Sebastopoli.

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