Lunedì, 12 Maggio 2014 11:53

Nigeria. Ragazze rapite. Boko Haram, saranno liberate in cambio dei nostri prigionieri. IL VIDEO

Scritto da

ROMA - Le 200 ragazze rapite dalla setta islamista di Boko Haram in Nigeria sono state avvistate. Una notizia buona, perché significa che le studentesse sono vive.  Il governatore dello Stato del Borno, Kashim Shetima, ha detto di aver trasmesso ai militari «informazioni» ricevute da testimoni, secondo i quali i rapitori non avrebbero oltrepassato il confine verso il Ciad o il Camerun e le ragazze potrebbero dunque trovar

si ancora in Nigeria. Intanto, la Francia si è detta pronta a mettere in piedi per il prossimo sabato un vertice dei paesi confinanti con la Nigeria per affrontare la questione. «Ne ho parlato con il presidente nigeriano, Goodluck Jonathan», ha detto il capo di Stato francese, Francois Hollande, aggiungendo che al vertice dovrebbero essere presenti, tra gli altri, Gran Bretagna, Stati Uniti e Unione europea. Quest'ultima si occuperà dell'emergenza oggi nel corso del Consiglio affari esteri. Roma, ha spiegato nei giorni scorsi il capo della diplomazia italiana, Federica Mogherini, sottolineerà la necessità di un coordinamento tra i paesi europei, funzionale alla ricerca di una soluzione per la liberazione delle ragazze.

IL VIDEO DIFFUSO

I ribelli di Boko Haram, rapitori delle oltre duecento ragazze rapite lo scorso 14 aprile da una scuola di Chibok, città situata nello stato del Borno, in maggioranza cristiano, hanno diffuso un video nel quale comparirebbero le ragazze in questione. Il video dura 17 minuti e compaiono un centinaio di ragazze, tutte vestite con gli abiti della tradizione musulmana, i hijab neri o grigi, mentre recitano il primo capitolo del Corano. Tre delle ragazze vengono intervistate e due di queste affermano di essere cristiane ma di essersi convertite all’islam.
 Abubakar Shekau, capo dei ribelli musulmani, appare davanti a un telo verde con un’ arma automatica dicendo: “abbiamo liberato queste ragazze che voi tenevate in ostaggio, le abbiamo liberate e sono diventate musulmane”, e ancora: “non le rilasceremo fino a quando non avrete rilasciato i nostri fratelli”.

Un nuovo video di Haram

Nel frattempo Boko Haram ha diffuso un nuovo video in cui mostra quelle che sarebbero le ragazze rapite dal gruppo terrorista islamico il 14 aprile scorso da una scuola nel nord della Nigeria. Nel filmato di 17 minuti, il leader islamista Abubakar Shekau afferma che le studentesse si sono convertite all'Islam e minaccia che non verranno liberate fino a quando non saranno rilasciati tutti i membri di Boko Haram detenuti nelle carceri nigeriane. Le immagini mostrano un centinaio di ragazze vestite con il tradizionale hijab fino ai piedi che pregano in una zona rurale non identificata.  Il sequestro di oltre 200 ragazze, rapite per essere poi vendute al mercato come schiave, secondo quanto annunciato lo stesso leader in un video diffuso la settimana scorsa, aveva suscitato un'ondata di critiche e compassione nel mondo. Tantissimi i personaggi del mondo della politica, dell'arte e della cultura che hanno espresso sostegno alla campagna divenuta virale sui social media 'Bringbackourgirls', tra i quali anche Michelle Obama.

 

Correlati

Cerca nel sito

300x300-picasso.gif

300x300haring.gif

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Opinioni

Libri. “Note a margine”, una porta schiusa sulla scuola

Libri. “Note a margine”, una porta schiusa sulla scuola

Note a margine non è un romanzo, né una semplice raccolta di racconti. Non è un testo soltanto narrativo o espressivo, informativo o descrittivo.

Anna Trattelli - avatar Anna Trattelli

Takis ed Evvivax, insieme per sviluppare un vaccino contro il Coronavirus

Takis ed Evvivax, insieme per sviluppare  un vaccino contro il Coronavirus

Takis ed Evvivax, due aziende di Biotecnologie presenti nel parco scientifico di Castel Romano, Roma hanno annunciato il loro impegno per lo sviluppo di vaccini innovativi contro il 2019-nCoV, il...

Erika Salvatori - avatar Erika Salvatori

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]