Giovedì, 29 Maggio 2014 19:02

Finalmente i risultati: Abdel Fattah al Sisi è il nuovo presidente d’Egitto

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ROMA -  In questi tre giorni d’attesa  alcune città sono state teatro di violenza in seguito a scontri e rivolte tra le forze dell’ordine e alcune frange estremiste dei Fratelli Musulmani, causando così 3 morti e 23 feriti.

Con ben il 95,3 per cento delle preferenze, successo che porta alla mente quello di Mubarak, l’ex generale e ministro della Difesa ha così sbaragliato la concorrenza, personificata interamente nell’unico avversario di sinistra, Hamdeen Sabahi, conquistatore del solo 3,5 per cento. L’ascesa al potere di al Sisi è iniziata lo scorso 3 luglio quando, sull’onda della grande manifestazione del 30 giugno, ha deposto il presidente islamista Mohammed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani, diventando l’icona ma soprattutto il concreto salvatore della patria; celebre fu il suo discorso del 26 marzo in cui dichiarò che avrebbe indossato, da quel momento in avanti, solamente abiti civili. La notte scorsa, per celebrare il trionfo di al Sisi con la diffusione dei primi risultati, centinaia di egiziani sono scesi in piazza per dare il via a festeggiamenti andati avanti fino all’alba. Al Cairo uno dei luoghi scelti per la manifestazione e’ stata piazza Tahrir, simbolo della rivoluzione del 2011 contro Hosni Mubarak. Nonostante la celebrazione però, il neo presidente dovrà aspettare ancora una settimana, poiché, come ha dichiarato il giudice Tarek Shebl della Commissione elettorale (Pec), i risultati definitivi delle elezioni saranno annunciati domenica o lunedì, prima della data prevista del 5 giugno.

Oltre all’alta percentuale di vittoria di al Sisi, è un altro il dato che fa riflettere, vale a dire quello relativo all’affluenza: secondo l’analisi diffusa dal neo staff presidenziale, si e’ fermata intorno al 44 per cento degli aventi diritto al voto, su un totale di 54 milioni; statistica ben al di sotto del 52 per cento registrato in merito alle presidenziali del 2012 vinte proprio da Morsi. Temendo tale calo, verificatosi comunque, sono state aggiunte alle tre giornate di votazione altre 24 ore, inneggiando al diritto ed al dovere civico del voto, sottolineando l’importanza, non così scontata in nazioni come questa, della presenza femminile alle urne; se non altro quest’ultimo obiettivo è stato centrato: infatti, grazie al forte culto della personalità, Sisi ha fatto leva proprio sul voto delle donne. Non mancano però i dubbi su quali soluzioni adotterà l’ex generale per risollevare la nazione, gravata da un forte debito e dalla disoccupazione sopra il 13 per cento. Nel corso della sua campagna elettorale il vecchio ministro della Difesa ha martellato sui tema della stabilità e della sicurezza. Il pugno duro nei confronti del terrorismo e gli jihadisti del Sinai, la repressione contro i Fratelli musulmani lo hanno accreditato come il salvatore della patria negli ambienti non radicali, ma in futuro - reputano alcuni analisti - potrebbero costargli in termini di popolarità: polarizzando e spaccando ulteriormente il Paese. 

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