Mercoledì, 16 Luglio 2014 13:08

Tribunale L’Aia. Massacro Srebrenica, Olanda responsabile civile

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L’AIA -  Il Tribunale dell’Aia ha stabilito oggi che lo Stato olandese ha la responsabilità civile dalla morte di oltre 300 uomini e ragazzi musulmani a Srebrenica durante la guerra di Bosnia. Il Tribunale infatti ha accolto il ricorso presentato dalle Madri di Srebrenica, l’associazione di familiari delle vittime del massacro, sottolineando che i caschi blu olandesi del contingente Dutchbat avrebbero dovuto proteggerli. 

“Lo Stato è responsabile della perdita subita dai familiari degli uomini prelevati dai serbi di Bosnia dagli edifici del contingente Dutchbat a Potocari,nel pomeriggio del 13 luglio 1995”. Questo quanto dichiarato dal giudice Larissa Elwin. “Nel pomeriggio del 13 luglio, Dutchbat non avrebbe dovuto lasciare che gli uomini si allontanassero dai suoi edifici” ha proseguito il giudice, sottolineando che i soldati olandesi “avrebbero dovuto tenere conto della possibilità che gli uomini sarebbero stati vittime di genocidio”. “Si può affermare con sufficiente certezza che se il Dutchbat avesse permesso a questi uomini di restare in loco, sarebbero rimasti in vita” ha aggiunto. 

La piccola enclave musulmana di Srebrenica rimase sotto protezione Onu fino all'11 luglio 1995 quando la forze serbo-bosniache guidate da Ratko Mladic entrarono in città. Le truppe di Mladic fecero sloggiare i peacekeeper olandesi, noti come Dutchbat, male armati, dall'«area sicura» dove si erano rifugiati migliaia di musulmani dei villaggi vicini.

Nei giorni successivi furono uccisi circa 8.000 uomini e ragazzi musulmani, i cui corpi furono seppelliti in fosse comuni, nel peggior massacro sul suolo europeo dalla Seconda guerra mondiale. Le truppe del Dutchbat non intervennero e in seguito si ritirarono. Già qualche mese fa l’Olanda era stata  condannata i a risarcire i familiari di tre musulmani uccisi dopo essere stati cacciati da una base militare dei caschi blu olandesi, diventando così il primo paese sanzionato per il comportamento dei suoi militari in missione su mandato Onu.

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