Ucraina. Aereo abbattuto dai separatisti filo russi. VIDEO

ROMA –  Ad abbattere il volo MH17 della Malaysia Airlines ieri nei cieli ucraini sarebbero stati separatisti filo-russi. Questi hanno impiegato una complessa batteria anti-aerea di fabbricazione russa (Sa-11 Gadly) ma priva di uno dei due radar per far funzionare correttamente il sistema. Per questo hanno centrato il Boeing 777 che volava a 10.000 metri di quota scambiandolo per un aereo militare di Kiev.

È quanto riferisce il britannico Times citando fonti della Difesa ucraina. Il Gadly (tafano) è basato su un veicolo lanciatore semovente armato con 4 missili, un secondo veicolo comando, ed altri due. Per funzionare correttamente ha bisogno di due radar: uno di ‘tracciamentò per accertare il tipo e la natura dell’aereo cui stanno puntando, il secondo, da ‘battaglià, solo ‘agganciarè ed abbattere l’obiettivo. Il loro sistema aveva solo il secondo radar che ha consentito loro di puntare il razzo ed abbattere l’aereo ma non avevano il primo che avrebbe consentito loro di riconoscere che si trattava di un jet di linea.

La diplomazia tira le somme. Crisi geopolitica

Nel frattempo la presidenza italiana del Consiglio Ue è pronta, in qualsiasi momento dei prossimi giorni, anche durante il fine settimana lungo (in Belgio lunedì 21 si celebra la festa nazionale), a convocare una riunione dei Ventotto a livello di ambasciatori (Coreper) per discutere delle conseguenze dell’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines e in particolare delle nuove sanzioni mirate contro le società russe. Lo ha detto una fonte diplomatica della presidenza semestrale. Due giorni fa i capi di Stato e di governo avevano preso la decisione politica di ampliare la base giuridica delle misure mirate per potere includere fra i sanzionati non solo gli individui responsabili della situazione in Ucraina ma anche le entità non collegate a loro. Secondo la fonte italiana, per il momento non sembra però che l’alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza Ue abbia intenzione di accelerare i tempi, vista anche la delicatezza della questione e il rischio che le sanzioni vengano impugnate presso la Corte Ue.

Intanto sono arrivati stamane sul luogo della schianto aereo del Boeing malese, gli osservatori internazionali dell’OSCE incaricati di monitorare le indagini in Ucraina orientale. Una missione fra imponenti misure di sicurezza perché la zona non è certo sicura e si trova nel cuore di un territorio controllato dai separatisti filorussi.

 

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