Sabato, 15 Novembre 2014 18:55

L'austerità non basta. Renzi, la UE cambi. Tensione sulla crisi ucraina

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BRISBANE - A Brisbane, al tavolo del G20 australiano, Matteo Renzi è della stesso opinione di Obama Barck, il quale è convinto che  "l'austerità non basta". Insomma, la ricetta è sempre la stessa, almeno a parole, ovvero servono crescita, lavoro e investimenti.

Lo dice l'inquilino della Casa Bianca, lo sostiene quello di Palazzo Chigi.  "In questi anni - dice Obama - gli Stati Uniti hanno dato lavoro a più persone di tutte le economie sviluppate messe insieme. Ma non ci si può attendere che portino l'economia mondiale sulle loro spalle. Dunque il G20 ha la responsabilità di agire per stimolare la domanda, investire di più e creare posti di lavoro".   Domani i Grandi approveranno un 'Action plan' per un aumento di almeno il 2% del Pil nei prossimi 5 anni. E davanti a tutti Renzi non fa altro che rivendicare la sua ricetta di sempre, guardando con la coda dell'occhio i colleghi europei. A cominciare ovviamente da Angela Merkel, prima custode del rigore, che a Brisbane rimane nell'ombra e che Renzi aspetta all'inizio dell'anno prossimo a Firenze per una bilaterale. Anche il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker - che il premier incontrerà a quattr'occhi domattina per la prima volta dopo le tensioni e i botta e risposta a distanza degli ultimi tempi - al suo debutto al G20 riconosce che "bisogna fare di più per dare il calcio di inizio alla ripresa".

La crisi ucraina

In Europa, tuttavia, rimane il nodo da sciogliere sull'Ucraina. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel e il neo presidente della commissione Ue Jean-Claude Junker al termine del programma serale del G20 australiano. 

Inutile nascondere che lo scontro fra Vladimir Putin e l''Occidente sulla crisi ucraina è fin troppo evidente. Il  presidente russo si è ritrovato sotto pressione tanto che si era   sparsa la voce di una sua partenza in anticipo, prima del pranzo   ufficiale di domani. La notizia è stata poi smentita dal portavoce del  Cremlino Dmitri Peskov.

Che l''atmosfera non fosse favorevole a Putin era apparso chiaro fin   dall''inizio. Dopo tutto il summit si svolge in Australia, uno dei   paesi che ha subito il più alto numero dei morti nella tragedia del   volo Mh17 abbattuto sui cieli dell''Ucraina, probabilmente per colpa   dei separatisti filorussi. Putin? "Lo prenderò di petto", aveva detto   nei giorni scorsi il padrone di casa, il primo ministro australiano   Tony Abbott. Oggi il primo duro commento è giunto dal presidente   americano Barack Obama: "l''aggressione russa" contro l''Ucraina, ha  detto. rappresenta "una minaccia al mondo".  Più pacata, ma altrettanto severa la cancelliera tedesca Angela Merkel  che non ha escluso un''ampliamento delle sanzioni europee. "La  situazione attuale non è soddisfacente - ha sottolineato - Al momento  è in agenda l''inserimento di altre persone" nella lista nera dei  soggetti delle sanzioni. Mentre il primo ministro canadese, Stephen  Harper, è stato lapidario: a Putin "stringerò la mano, ma gli dirò una sola cosa, fuori dall''Ucraina".  

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