Mercoledì, 18 Febbraio 2015 12:42

Grecia. I negoziati in dirittura d’arrivo

Scritto da

ATENE  - Il premier greco, Alexis  Tsipras, considera arrivati a un punto cruciale i negoziati con  l'Eurozona sul debito. "Siamo a un punto cruciale - dice - con  questi negoziati, abbiamo inviato delle proposte e ci auguriamo  di superare l'ostacolo".

"Ci sono state proteste - dice Tsipras  nel corso di un meeting con il presidente Karolos Papoulias -  in Europa per appoggiare le mosse della Grecia e per la prima  volta abbiamo contattato leader europei per creare un clima  positivo alle nostre richieste". Oggi, infatti,  la Grecia inviera' una lettera al presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem con la richiesta di un'estensione di sei mesi del programma di aiuti, come annunciato dal portavoce del governo, Gabriel Sakellaridis alla tv Antenna. A chi gli chiede se il testo respinto all'Eurogruppo formera' la base della richiesta, il portavoce rimanda ai contenuti della lettera. "Le deliberazioni - aggiunge - puntano a trovare un terreno comune, penso che siamo a buon punto. Veniamo al tavolo per trovare una soluzione". Il portavoce ribadisce che il governo di Atene non fara' marcio indietro su "linee rosse" che considera non negoziabili. 

Insomma la linea della Grecia non intende cambiare di una virgola, anche perchè Tsipras non intende tradire i suoi elettori. Ma per capire meglio la politica del nuovo governo è importante leggere l’intervento datat 2013 che l’attuale ministro delle finanze Yanis Varoufakis fece a Zagabria e che oggi il Guardian ripropone tra le sue colonne. La situazione in cui versa l''Europa "non rappresenta solo una minaccia per i lavoratori, gli indigenti, le classi sociali, i banchieri o le nazioni ma per la civiltà che noi conosciamo". E la domanda che emerge è se "dobbiamo accogliere questa crisi del capitalismo europeo come un''occasione per sostituirlo con un sistema migliore o preoccuparci al punto da impegnarci in una campagna volta a stabilizzarlo”.

"Per me - disse l'economista greco  - la risposta è chiara. La crisi europea ha molte meno 

probabilità di dar vita ad una migliore alternativa al capitalismo di quante ne abbia di scatenare forze pericolosamente regressive in grado di causare un bagno di sangue umanitario, spegnendo la speranza di passi avanti verso il progresso per generazioni".       Tuttavia, l"implosione" di un capitalismo europeo definito "ripugnante" "deve essere evitata ad ogni costo", dice Varoufakis in  quella che definisce "una confessione intesa a convincere i radicali"  del fatto che "abbiamo una missione contraddittoria: fermare la caduta libera del capitalismo europeo per guadagnare il tempo necessario a  formulare una sua alternativa".

Correlati

LAB.jpg

ITC.jpg

SIAMO.jpg

Cerca nel sito

300x300.jpg

Opinioni

Feltrinelli.“Gli inganni di Pandora” di Eva Cantarella. Recensione

L’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica.

Alessandra Rinaldi - avatar Alessandra Rinaldi

Sinergie nella «Silicon Valley italiana». A Roma un nuovo «polo aggregativo» tr…

La Formazione Professionale incontra il mondo scolastico,  imprenditoriale, ecclesiale, sindacale e politico

Greta Crea - avatar Greta Crea

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri n. 1/2011 del 27/01/2011
Direttore responsabile Alessandro Ambrosin Redazione +39 338 4911077
per info scrivi a: [email protected]