Venerdì, 05 Giugno 2015 11:12

Grecia. Accordo sempre più lontano. Prima viene il popolo

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ROMA - L’accordo greco sulla restituzione del debito alla FMI sembra sempre più lontano. D’altra parte Tsipras l’averva affermato più volte. Prima vengono i cittadini e poi le banche.

Ieri nel corso di una telefonata in tarda serata con Angela Merkel e Francois Hollande "il primo ministro greco ha espresso l'opinione che le proposte delle istituzioni non possano essere la base di un accordo perche' non tengono in alcun contro l'esito dei negoziati degli ultimi mesi a Bruxelles”.

La Grecia, infatti, da un lato ha accettato l'offerta del Fondo monetario internazionale di spostare a fine mese i rimborsi dei prestiti ricevuti da Washington, come riferito dal ministro greco dell'economia, Giorgios Stathakis, in una sorprendente intervista al canale radio della

Bbc. Dall’altro il titolare dell'economia ha poi spiegato che  il governo ellenico ha ricevuto dal popolo ""un chiaro mandato per portare a casa un accordo migliore e per rimanere nell'euro. Per questo non possiamo accettare le attuali proposte fatte dai nostri creditori"".In particolare, il tema caldo riguarda i tagli alle pensioni, chiesti dai creditori di Atene (Fmi-Bce-Ue). Una sforbiciata che il governo ellenico guidato da Alexis Tsipras ha rispedito al mittente nonostante la disponibilità dei creditori ad abbassare gli obiettivi di surplus primario nel bilancio dello Stato. 

Ma non è tutto.  Il governo di Atene potrebbe addirittura indire elezioni anticipate se i creditori internazionali del Paese non ammorbidiranno le loro condizioni per un accordo basato su aiuti in cambio di riforme. Lo ha detto oggi il vice ministro della Previdenza sociale Dimitris Stratoulis, vicino alla fazione di estrema sinistra del partito Syriza e sostenitore della linea dura nel governo, come riferito stamani dall'edizione online del quotidiano Kathimerini.

"I creditori vogliono imporre misure dure. Se non faranno retromarcia su questa richiesta ricattatoria, il governo dovrà cercare soluzioni alternative come le elezioni", ha detto Stratoulis. 

Intanto le borse europee sono negative, mentre crescono i timori per la crisi greca e c'e' attesa per i dati sull'occupazione Usa. Londra cede lo 0,7%. A Milano l'indice Ftse Mib segna -0,64%. Francoforte arretra dello 0,92% e Parigi dell'1,03%. Madrid va giu' dello 0,67% e Atene perde il 3,11%.

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