Lunedì, 15 Giugno 2015 16:29

Parigi: migranti non passano, se ne occupi l'Italia

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ROMA - I migranti che si trovano a Ventimiglia, al confine tra l'Italia e la Francia, "non passano e di loro deve occuparsi l'Italia": lo ha detto oggi il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve in un'intervista ai media Bfmtv ed Rmc.

"Abbiamo avuto più di 8.000 passaggi dall'inizio dell'anno, abbiamo fatto riammettere più di 6.000 persone in Italia. I migranti sono stati riammessi in Italia e desiderano ripassare. Non devono passare e devono essere presi in carico dall'Italia", ha commentato il ministro.

E poi:"Non c'è alcun blocco della frontiera, perché siamo in uno spazio aperto, c'è semplicemente il rispetto al confine franco-italiano delle regole di Schengen e di Dublino", ha insistito il ministro Cazeneuve.Circa 200 migranti si  trovano a Ventimiglia da giorni nel tentativo di passare il confine e raggiungere il territorio francese. "Cosa succede a Ventimiglia? C'è la necessità di rispettare le regole di Schengen e Dublino. Quali sono queste regole? Quando i migranti arrivano in Francia, se sono passati per l'Italia e sono stati registrati in Italia, il diritto europeo richiede che essi siano riammessi in Italia", ha precisato il ministro francese.Cazeneuve ha quindi chiesto l'istituzione  di una "politica di asilo europea". "Fin dall'inizio dell'anno, 50.000 migranti sono arrivati in Grecia, 50.000 sono arrivati in Italia. Ci sono migranti economici irregolari, provenienti dall'Africa occidentale, che non sono in fase di esodo per ragioni legate a persecuzioni subite, ma alla volontà di vivere meglio in Europa. Noi non possiamo ospitarli, è necessario che siano ricondotti alla frontiera, in Africa", hè il pensiero di Cazeneuve."Poi",  ha proseguito il ministro di Parigi, "ci sono quelli che richiedono lo status di rifugiati, vittime di abusi, persecuzioni, si rivolgono all'Europa perché vogliono continuare a vivere, semplicemente. A proposito di questi, occorre esaminare

la loro richiesta d'asilo. Ma ci sono cinque paesi dell'Unione europea che ricevono l'80 per cento dei richiedenti asilo. Questo

non è possibile. È necessario distribuire le richieste d'asilo", ha concluso Cazeneuve.

Nel frattempo i vescovi tuonano contro Parigi

Un appello alla solidarietà cristiana e alla responsabilità politica europea perché non si ceda alla logica dei "dispetti" e non si giochi "alle spalle e sulla pelle degli immigrati". A lanciarlo è padre Lorenzo Prencipe, direttore del Servizio nazionale della pastorale dei migranti della Conferenza episcopale francese, che, come riferisce Radio vaticana, guarda con preoccupazione la situazione dei respingimenti da parte della gendarmeria francese degli immigrati a Ventimiglia.La ragione di questo indurimento della  politica francese verso l'immigrazione "è essenzialmente legata alla situazione politica elettorale in Francia" che il prossimo anno sarà di nuovo chiamata alle urne per eleggere il Presidente della Repubblica, afferma il sacerdote.Quanto sta accadendo tra Mentone e Ventimiglia  è dunque un "segnale di forza e in un certo qual modo anche abbastanza ridicolo - afferma padre Precipe - che il governo manda all'opinione pubblica e al bacino elettorale. La Francia da un lato pensa e dice di essere traino in Europa e dall'altro frena su tutto quello che può essere politica di asilo e politica di immigrazione comune. Questo è il vero nocciolo del discorso".

Intanto c’è attesa per domani, giorno il cui il commissario Ue responsabile per le politiche migratorie, Dimitris Avramopoulos, ha convocato

una riunione tra i ministri dell'Interno di Italia, Francia e Germania, a margine di un Consiglio affari interni a Lussemburgo, per discutere della situazione alle frontiere a seguito dei controlli parzialmente reintrodotti in Francia, Austria e Svizzera alla frontiera con l'Italia. Lo ha annunciato la portavoce di Avramopoulos, Natasha Bertaud, sottolineando che tutti gli Stati devono rispettare le regole di Schengen ma anche le regole sull'asilo che prevedono la registrazione dei migranti quando arrivano in un Paese Ue.

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