Martedì, 09 Novembre 2010 08:15

Australia. Riconoscere gli aborigeni australiani. Referendum entro il 2013

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SYDNEY - Un posto unico e speciale. A chiederlo il primo ministro australiano Julia Gillard, per onorare gli aborigeni come i primi australiani.

Per questo motivo ha indetto un referendum, entro il 2013, per inserire un paragrafo nel testo costituzionale per il loro riconoscimento ufficiale. "La Costituzione è il documento fondante del nostro sistema di governo ma ha fallito nel non aver riconosciuto un posto speciale ai primi australiani", ha spiegato il primo ministro.

E così, “Il governo Gillard si è impegnato a rafforzare le relazioni fra gli australiani indigeni e gli australiani non indigeni organizzando un referendum”. “Il riconoscimento costituzionale è un passo importante per la costruzione di una nazione basata su relazioni forti e sul rispetto reciproco", ha precisato.

Adesso toccherà a una commissione bipartisan guidare i lavori per la stesura del quesito referendari e raccoglierà esperti provenienti da maggioranza e opposizione nonché parti indipendenti e rappresentanti delle popolazioni indigene. La commissione darà quindi comunicazione delle proprie attività entro dicembre del prossimo anno. A seguire verranno fissate le date per la consultazione referendaria, da tenersi entro il 2013.

Gli aborigeni costituiscono circa il 2,7% della popolazione australiana, che oggi ammonta a 22 milioni di persone, e fino agli anni 70 sono stati vittime di violente discriminazioni che hanno costretto alle pubbliche scuse, nel 2008, il governo presieduto da Kevin Rudd.

Il referendum sarà il primo dal 1999 quando gli australiani furono chiamati alle urne per scegliere tra repubblica o monarchia. "Un voto che cambierà per sempre l'Australia", ha dichiarato Mick Gooda, uno dei rappresentanti delle popolazioni native, che ha aggiunto di essere consapevole degli anni di duro lavoro che spetteranno alla commissione. L'amministrazione australiana auspica che con questo riconoscimento si riuscirà finalmente a colmare il gap tra indigeni e non indigeni attraverso riforme in materia di educazione, sanità, lavoro, casa e infrastrutture.

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