Venerdì, 06 Gennaio 2012 13:19

A “leaner” Us Defence strategy. Obama da un taglio alle Forze Armate

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ROMA - “Le nostre Forze armate saranno più “snelle”, ma il mondo deve sapere che gli USA mantengono la loro superiorità militare e che la nostra capacità di intervento, rapida, flessibile e pronta per affrontare ogni tipo di situazione e minaccia, è invariata”.

Così Barak Obama in una conferenza stampa ufficiale dal Pentagono assieme a Leon E. Panetta,  ministro della Difesa e del capo degli Stati Maggiori congiunti Martin Dempsey, presenta i contenuti della «Defense Strategic Review», che stabiliscono missioni e caratteristiche della «Joint Force» destinata a essere operativa nel 2020.
Il nuovo budget prevede di far scendere gli effettivi delle forze armate da 570 mila a 490 mila unità, ridurre i marines, per concentrare gli investimenti su Marina e Aviazione, puntando sull’uso di “droni” efficaci sia nella sorveglianza, nella difesa, che nell’attacco, utilizzabili con l’impiego di poche risorse umane.  La riduzione di spesa prevista è di 490 miliardi di dollari in dieci anni.
Dopo il decennio di conflitto in Afghanistan e Iraq, promosso e portato avanti dall’amministrazione Bush - che hanno impoverito le casse Usa per sostenere le cifre da capogiro spese per mantenere le truppe all’estero - le riduzioni toccheranno proprio la struttura logistico-militare necessaria per operazioni di terra di lungo periodo.


“Rafforzeremo la presenza nell’Asia-Pacifico - ha continuato Obama - e resteremo vigili in Medio Oriente”.  Anche se non espresso in maniera chiara, gli obiettivi principali della nuova strategia militare diventano il contrasto dell’espansione militare di Pechino (significativi sono i dati sul riarmo cinese), l’Iran e la Corea del Nord (detentori di armi non convenzionali).
“Gli americani hanno la responsabilità di proteggere i propri interessi nelle zone da cui in futuro proverranno la maggior parte delle proprie risorse di energia e di commercio”. In questo modo Obama cerca di non complicare ulteriormente i rapporti con la Cina. “Il messaggio che rinnoviamo costantemente all’Iran – aggiunge invece il generale Dempsey,– è che siamo determinati ad impedire che abbiamo un’arma nucleare”.
Intanto si registra la prima conseguenza diretta del nuovo budget: la compagnia aerea statunitense Boeing, ieri ha annunciato la chiusura di uno stabilimento di velivoli da guerra nel Kansas.

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