Lunedì, 10 Aprile 2017 12:21

La Svezia rende omaggio alle vittime dell'attentato di Stoccolma

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STOCCOLMA  - Sconvolta dalla brutalità, la Svezia ha osservato a mezzogiorno un minuto di silenzio per le vittime dell'attentato di venerdì a Stoccolma, perpetrato da un uzbeco di sospette simpatie jihadiste che alla guida di un camion si è lanciato sulla folla lungo la principale strada pedonale della capitale svedese, uccidendo quattro persone e ferendone 15. La famiglia reale, quasi al gran completo, il Primo ministro Stefan Löfven e diversi diplomatici stranieri partecipano alla stessa ora ad una cerimonia nel parco del municipio della capitale svedese.

Altre cerimonie sono previste nel Paese. Parallelamente proseguono le indagini che si sono ormai incentrate sull'uzbeco di 39 anni già noto ai servizi e entrato in clandestinità per evitare l'espulsione. Per la stampa si chiama Rakhmat Akilov, operaio e padre di famiglia. Secondo il quotidiano l'Expressen, l'uomo ha confessato dicendosi "soddisfatto di quello che ha fatto". La polizia per il momento non conferma. Intanto è scoppiata la polemica nel mondo della politica. L'estrema destra ha gridato ad uno "scandalo" se sarà confermato che le autorità non hanno proceduto, come avrebbero dovuto, all'espulsione dell'uzbeco dopo la bocciatura della sua richiesta di permesso di soggiorno. "E' uno scandalo immenso, se è il caso", ha dichiarato al quotidiano Aftonbladet Jimmie Åkesson, capo dei Democratici di Svezia, formazione che ha raccolto il 12,8% dei voti alle legislative del 2014. La Svezia, Paese di 10 milioni di abitanti, ha accettato 244.000 richiedenti asilo nel 2014 e 2015, il numero più elevato per abitante in Europa. Ieri Löfven, che ha deciso di rafforzare i controlli alle frontiere, aveva espresso a riguardo la sua "frustrazione". "Chi ha avuto la sua richiesta di soggiorno bocciata, deve lasciare il Paese", ha detto ad una conferenza stampa. Ieri decine di migliaia di persone hanno partecipato a Stoccolma ad una marcia per l'amore contro il terrorismo. 

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