ROMA - Il numero dei rifugiati siriani nel mondo ha superato quota tre milioni. Lo afferma l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, precisando che in questa cifra non sono incluse le centinaia di migliaia di persone in fuga che non è stato possibile registrare come rifugiati. 

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Domenica, 10 Agosto 2014 22:50

Un vulcano sull'Europa

ROMA - “Aiutateci, ci massacrano”, Corriere della Sera. “Obama: è un dovere fermare il genocidio. Nuovi raid USA in Iraq”, la Repubblica. I due principali giornali lanciano un grido d’allarme.

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NEW YORK - «Se necessario» i raid aerei americani contro lo Stato islamico in Iraq continueranno. Lo ha affermato il presidente americano, Barack Obama.  Gli Stati Uniti infatti  hanno esteso la loro offensiva lanciando due nuovi attacchi aerei per bloccarne l'avanzata su Erbil, capoluogo del Kurdistan iracheno. In una nota del Pentagono, si legge che droni e jet militari hanno colpito due volte una posizione dei combattenti sunniti «eliminandoli con successo».

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Toni duri e accuse pesanti. Europa e Stati Uniti alzano la voce con Mosca sul Boeing malese: la Russia avrebbe fornito ai separatisti armi e addestramento. E dalla Casa Bianca il presidente Obama esige la verità su quanto accaduto.“Data la sua influenza sui separatisti, ha detto Obama, la Russia e il presidente Putin in particolare, ora non possono fare altro che collaborare e chiedere ai separatisti di dare una mano all’inchiesta, è il minimo.

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NEW YORK - Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha espresso la sua «profonda indignazione» per il sequestro delle oltre 200 ragazze nigeriane da parte degli islamisti di Boko Hara e ha chiesto la loro liberazione immediata e incondizionata. Il massimo organo decisionale delle Nazioni Unite ha avvertito che questo genere di azioni potrebbero considerarsi «crimini contro l'umanità e ha chiesto la collaborazione di tutti i governi per poter assicurare i responsabili alla giustizia. 

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ROMA - Continua il disordine in Nigeria; ormai è un caso internazionale. Infatti, dopo il rapimento delle 276 studentesse  avvenuto il 14 aprile nel villaggio di Chibok, quasi per insistere nella propria pazzia, i ribelli islamisti hanno rapito altre undici liceali.

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WASHINGTON - L'accordo di Ginevra (Russia-Usa-Ue-Kiev) offre un'opportunità alla diplomazia per allentare la tensione in Ucraina ma Barack Obama non si sente sicuro che l'accordo possa funzionare.

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ROMA: Dopo l'annessione della Crimea alla Russia e la presenza delle truppe ai confini con l'Ucraina, sembra farsi vivo un segnale distensivo nella diatriba che oppone la comunità internazionale alla Russia.

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ROMA - Il presidente degli Stati Uniti lascia Roma alla volta di Riad. Dopo l'intensa giornata romana di ieri, conclusasi con la visita del Colosseo e una cena a Villa Taverna, residenza dell'ambasciatore Usa a Roma, Barack Obama raggiunge l'aeroporto di Fiumicino per imbarcarsi nell’Air Force One.

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ROMA -  "Siamo preoccupati che possano esserci nuove violazioni da parte della Russia in Ucraina". Così il presidente Usa, Barack Obama, dall'Aja, che aggiunge: La Nato è pronta ad agire se sarà necessario".   "Tutto il mondo - precisa il numero uno della Casa Bianca -  rifiuta il referendum sulla Crimea, spetta alla Russia quindi fare scelte responsabili, altrimenti ci saranno nuove sanzioni". E ancora:"Noi prediligiamo la via diplomatica, ma opereremo pressioni politiche ed economiche affinchè ci sia un costo per questo processo". Insomma per il Presidente Usa, ribadendo che le truppe russe devono allontanarsi dai confini, ammette che la situazione è delicatissima: "La Nato è pronta intervenire in difesa degli Alleati se la Russia dovesse minacciarli". È determinato, Barack Obama, quando afferma il principio contenuti nell'art 5 del Trattato costitutivo dell'Alleanza, quello che regola la difesa reciproca nel caso di un'invasione. L'Alleanza, ha detto il presidente americano nel corso della conferenza stampa conclusiva del summit sulla sicurezza nucleare, «si sta organizzando sempre più intensamente» e, ha aggiunto, «agiremo a difesa» dei paesi minacciati. «Questo è il ruolo dell'Alleanza atlantica -ha sottolineato- e lo difenderemo».  Per quel che riguarda l'Ucraina, invece, e il resto dei paesi che non fanno parte dell'Alleanza, sarà compito degli Stati Uniti «mettere sufficiente pressione internazionale sulla Russia». 

 

La Russia non firma il patto di sicurezza nucleare

Nel frattempo Trentacinque paesi, tra cui l'Italia, si sono impegnati questa mattina all'Aia a rafforzare la loro sicurezza nucleare, mettendo in pratica standard internazionali più restrittivi al fine di impedire alle organizzazioni terroristiche di venire in possesso di materiale utile alla costruzione di una bomba sporca. «Il nostro obiettivo è eliminare gli anelli deboli della sicurezza nucleare», ha dichiarato il ministro olandese degli Affari esteri, Frans Timmermans. 

Al fine di non frenare la volontà di alcuni paesi di andare oltre gli accordi conclusi, Stati Uniti, Olanda e Corea del sud hanno proposto ai partecipanti di aderire a un insieme di linee guida basate su quelle dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).  Francia, Turchia, Ucraina, Giappone e Israele fanno parte dei 35 paesi firmatari del testo, che invece non è stato approvato da Russia e Cina. Un testo che, di fatto, va oltre il documento finale del summit che viene percepito da numerosi osservatori come «un comune denominatore meno ambizioso». 

L'accordo raggiunto fra i 35 paesi mira a costruire una «architettura» mondiale capace di garantire la sicurezza nucleare, promuovendo una maggiore trasparenza, lo scambio d'informazioni e la messa a punto di «buone pratiche» condivise da tutti.

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