Lunedì, 02 Settembre 2013 19:45

Per fortuna, Obama non è Bush

ROMA - A parte i nomi e la pericolosità del nemico, specie per quanto concerne le possibili ricadute sulla già esplosiva regione mediorientale, rispetto a dieci anni fa non è cambiato nulla. C’è la Siria al posto dell’Iraq, Assad al posto di Saddam Hussein, papa Bergoglio a denunciare preventivamente la barbarie e la disumanità di qualunque conflitto al posto di papa Wojtyla e infine Obama al posto di Bush a mostrare i muscoli di un’America che, per la sua storia, il suo ruolo e l’ambizione di conservare la leadership mondiale nonostante l’avanzata cinese, non può rimanere inerte di fronte a una carneficina di proporzioni spaventose.

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WASHINGTON – Il futuro dei giovani studenti universitari americani ha sempre meno stelle e sempre più strisce. Da qualche tempo il dibattito sullo stato attuale del futuro delle nuove generazioni “made in Usa” accende il dibattito interno dei cittadini nei vari stati.

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IL CAIRO - L'Egitto è precipitato nella guerra civile. Questo ormai è un dato di fatto visto le notizie che giungono dal Cairo, dove i sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi continuano a scontrarsi con l'esercito che oltre al coprifuoco ha  dichiarato lo stato di emergenza.

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WASHINGTON - Obama ha deciso: non andrà a Mosca per il incontrare Vladimir Putin in sede bilaterale all'inizio di settembre, prima del summit G20 a San Pietroburgo, a cui invece il presidente americano parteciperà.

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Doma incostituzionale perchè discrimina. Decadono gli effetti che non omologavano i diritti dei partner gay a quelli etero

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WASHINGTON – Gli Stati Uniti pronti a fornire armi ai ribelli del regime di Assad. Questo l'ordine esecutivo che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato, incaricando di fatto la “coordinare l’invio di armi” ai ribelli siriani in lotta contro il regime di Bashar Assad.

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WASHINGTON - Si chiama Edward Snowden, ha 29 anni, e si è immolato contro il Obama, il Congresso e i servizi di intelligence dell'Nsa e Fbi per salvare la privacy degli americani. E' lui, nome in codice Verax, la gola profonda che ha fornito le informazioni più dettagliate del Datagate. Lo scandalo di spionaggio che rischia di gettare fango sull'operato dell'attuale presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

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Facebook e Google corrono ai ripari. Tutti esaltano Twitter, che è fuori dal programma

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WASHINGTON – Un modesto abuso della privacy per garantire la sicurezza degli americani da attacchi terroristici. Così il presidente americano Barack Obama ha definito la scelta di collezionare i dati di telematici e delle telefonate degli utenti americani. Solo un modo che permette alle agenzie di security “di fare la differenza nella capacità di anticipare e prevenire possibili attività terroriste”.

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Gli scoop di "The Guardian" e "Washington Post" allarmano anche gli utenti europei

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